Riceviamo e volentieri pubblichiamo

A Milano, mentre ero in fila per vedere la retrospettiva su Chagall ho conosciuto una giovane ricercatrice del San Raffaele che mi ha illustrato con toni drammatici la triste realt  dei ricercatori italiani, in patria spesso bistrattati e sfruttati, mentre all’estero riescono, seppure con enormi sacrifici, a rendere operative le loro conoscenze e a realizzare i loro progetti di ricerca. Probabilmente la giovane ricercatrice ritorner  nei laboratori di Boston da cui era rientrata tempo fa, perch in Italia sente di non avere alcuna chance, almeno come ricercatrice.
Pensando invece a chi ha scelto di restare mi è venuta in mente la mia amica Paola che dopo il master alla Sto  (istituto di studi per la direzione e gestione d’impresa) e dopo lo stage in India qui in Italia non ha trovato un inserimento lavorativo adeguato alla sua formazione. Chiss  se ci pensa agli studi accademici, ai progetti mal pagati dalla Regione Campania, mentre guida la sua utilitaria diretta a Castel Volturno, provincia di Caserta, nella cosiddetta "Terra dei Fuochi", percorrendo una strada disseminata di immondizia, degrado di tutti i generi e bambine straniere messe in bella posa ai margini della strada provinciale priva di illuminazione.
Chiss  se qualche volta una di queste bambole per adulti non se la sia ritrovata tra i piedi alla Casa del bambino dove lei lavora.

La casa del bambino è un centro educativo territoriale sostenuto dai missionari Comboniani e dall’associazione Black & White.
Paola è la referente delle attivit  che si svolgono ogni giorno dalle 15.00 alle 19.00 per bambini che vanno dai 6 ai 13 anni, di tutte le razze e religioni.

Lei coordina le attivit  didattiche, i laboratori di arte, sport e ballo;
credo che si occupi anche di coordinare i pochi volontari, del profilo Facebook ecc. Chiss  come sarebbe la sua vita adesso se avesse lavorato per una Ong… Ma soprattutto chi se la sarebbe sentita di guidare per un’ora ogni giorno in un territorio che sembra reduce di una guerra, dove per quanto lavori, organizzi e sudi la miseria, l’ignoranza e l’abbandono sembrano sempre avere il sopravvento.

Giorni fa mi ha detto che alcuni writers stanno cercando di rendere guardabile l’inguardabile e che per i bambini ha organizzato un carnevale con corteo di maschere e vestiti.
Ma chi andr  a vederli quei bambini?
Forse i genitori dei bambini stranieri, perch, a differenza dei genitori italiani, sono grati ai padri comboniani per quello che stanno facendo da anni in quel territorio; entrano umilmente nelle loro case, parlano con loro. Per i genitori stranieri sarebbe un atto di estrema scortesia rifiutare un invito, perciò di sicuro indosseranno i loro vestiti multicolori e usciranno per le strade a sfilare con i loro bambini.
Non è un caso che i figli degli immigrati vadano alla casa del bambino puliti e ordinati, mentre i bambini italiani, sembrano animali selvatici usciti da un recinto.
Paola, che è una professionista seria, non chiede mai nulla, tranne di andare a trovare i suoi bambini e magari trascorrere con loro qualche pomeriggio. Credo che avrebbe bisogno di volontari che sappiano dipingere, recitare, magari cucinare o cucire. Magari quando deciderò di scendere anche io all’inferno per un giorno, porterò con me i libri che mi hanno aiutato a crescere, i giochi di societ  che mi hanno fatto divertire e i DVD che mi hanno fatto commuovere. Ma forse prima di ogni cosa dovrei ringraziare Paola perch lei non ha mollato e perch continua a battersi affinch l’etica e la responsabilit  civile non siano come vestiti da mostrare nelle occasioni migliori.

Paola è disponibile dal luned al venerd al numero 0823851479
La Casa del bambino è nel quartiere di Destra Volturno in viale Gramsci

In foto, i piccoli protagonistio della casa del bambini impegnati a disegnare