Lo spettacolo “W Circus” firmato Chiara Vitiello è stato rimandato causa pioggia ma non per questo non ha attirato il numeroso pubblico che meritava. La messa in scena era infatti prevista per la sera di mercoled 30 luglio alle 21 nel suggestivo stabilimento balneare Terme-Stufe di Nerone, poi rimandata necessariamente alla serata successiva, con un cielo limpido e tranquillo. Ma perch la necessit  di una giornata meteorologicamente serena? Perch “W Circus” fa parte della rassegna teatrale “TEATROallaDERIVA (il teatro sulla zattera)” quest’anno arrivata alla III edizione, manifestazione unica in Italia durante la quale gli spettacoli vengono rappresentati proprio su una zattera galleggiante sull’acqua di sei metri per quattro, posizionata sul laghetto termale delle Stufe di Nerone. Insignita del Premio A. Landieri 2013 come Miglior Rassegna Teatrale con la seguente motivazione “Il Teatro in ogni posto uno scenario unico, una rassegna dall’altissimo valore civile e sociale”, la rassegna nasce da un’idea di Ernesto Colutta ed ha la direzione artistica di Giovanni Meola (Virus Teatrali).

Intervistiamo Chiara Vitiello dopo lo spettacolo di cui è autrice, regista e interprete insieme all’attrice Simona Pipolo, con la quale fa parte di Te.Co Teatro di Contrabbando, una giovane realt  teatrale napoletana aperta al traffico di idee e parole che ha sede nel quartiere Fuorigrotta, in via Diocleziano. Tratta tutte le forme d’arte, accogliendo di anno in anno giovani talentuosi, mettendo in atto rassegne teatrali e contest fotografici, come, per esempio, “Visioni di Contrabbando”, contest di fotografia urbana che si avvale di un grande successo anche tra i giovanissimi.
Chiara Vitiello, tra le fondatrici dell’Associazione, è anche tra le protagoniste nonch regista di “W Circus”, ultimo appuntamento estivo della rassegna teatrale TEATROallaDERIVA (il teatro sulla zattera), e ci parla della sua regia «nata dal nulla durante un’estate in cui non avevo niente da fare ».

Lo spettacolo “W Circus” è un progetto sicuramente innovativo e di grande impatto soprattutto emotivo. Come nasce?
Nasce in un’estate senza vacanze, l’anno scorso. Stavo leggendo “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, un testo che mi è piaciuto molto, ma la decisione di metterlo in scena è stata successiva e sicuramente anche la vicinanza di Simona mi ha aiutato molto.

stato difficile intraprendere per la prima volta il ruolo di regista e quindi vedersi anche con occhi esterni?

Il testo mi piaceva molto, era molto particolare, ma non era teatrale, quindi l’impatto è stato diverso. Anche in scena, c’è uno stacco totale tra l’inizio e le altre scene che prevedono un cambio di linguaggio. Il personaggio è interessante perch rappresentazione di due facce di una stessa medaglia, quindi c’è una vera e propria sovrapposizione che poi confluisce nuovamente alla fine. Io non so astrarmi come si dovrebbe fare, quindi questa regia è stata un’intuizione.

Il bipolarismo di “V.” è palese ed è mostrato attraverso una sincronia perfetta con l’attrice e amica Simona Pipolo.

La maggior parte del lavoro è stato fatto durante la costruzione stessa dello spettacolo. Cambiavamo tutto sempre, aggiungendo, tagliando, salutandoci con «Ho pensato…».. Ci siamo quindi viste e ascoltate per giorni, amalgamandoci durante le prove finali. Il sincrono ci è venuto quasi naturale perch il teatro non può prescindere troppo dai rapporti umani che si creano in compagnia. Noi siamo “V.”, un personaggio bipolare e complessissimo, quindi ad aiutarci potremmo dire che è stata anche la profonda conoscenza del testo.

Come nasce invece l’idea del Circo come rappresentazione della mente umana?

C’era l’esigenza di raccontare il modo di essere di “V.” tra le persone. Pertanto, abbiamo scelto una musica bizzarra, funzionale agli elementi da circo presenti sulla scena. “V.” non sa gestire le sue emozioni e quindi non riesce ad essere incanalata con un appellativo diverso da quello di “pazza”. L’idea del circo come rappresentazione della sua mente nasce nel momento in cui, gi  dall’inizio, lei non aspetta altro di nascere in un mondo spettacolare che non vede l’ora di accoglierla, per poi accorgersi che non è reale, e che ha bisogno della polverina colorata, il “Calmadon”, per ritrovare i suoi pezzi.

In foto, Chiara e Simona sulla zattera galleggiante mettono in scena il loro circo e in un altro momento del loro spettacolo