La Cina è oggi il laboratorio urbano più attivo del pianeta, un laboratorio con il quale la cultura architettonica italiana può interagire con risultati senza dubbio di grande interesse.
L’iniziativa "L’architettura italiana per la citt  cinese" all’Expo di Shanghai ha suscitato un notevole interesse. E oggi arriva anche da noi, in Italia. L’Accademia Nazionale di San Luca e la Fondazione internazionale per gli Studi Superiori di Architettura presentano a Napoli la mostra "L’architettura italiana per la citt  cinese", a cura di Franco Purini e Uberto Siola.
La particolarit  dell’arte cinese contemporanea consiste nel suo rapido cambiamento, e nell’essersi definitivamente staccata dalla rigida ripetizione di soggetti e formule accademiche, volute in passato dal regime maoista. L’esposizione presenta i progetti di quattordici architetti italiani, invitati a elaborare idee progetto per un comparto urbano all’interno del nuovo insediamento di Ling Gang New city, a Tianjin, citt .
Alla inaugurazione interverranno i curatori della Mostra, Uberto Siola e Franco Purini, il segretario generale della Accademia di San Luca, Francesco Moschini e gli architetti autori dei progetti in mostra.
La “Rivoluzione culturale” voluta da Mao Zedong, tramontata con la scomparsa del leder politico nel settembre 1976, poneva sotto il rigido controllo governativo ogni forma di manifestazione artistica. Agli artisti fu imposto il divieto assoluto di rappresentare i soggetti tipici della centenaria tradizione pittorica cinese come i paesaggi, i fiori e gli uccelli perch ritenuti intimisti e frutto di un mondo privato borghese, lontano dal concetto di “arte per le masse”.
L’unica corrente pittorica ammessa fu il realismo socialista. Il tema della progettazione è in linea con il motto dell’Esposizione Universale di Shanghai "Better City_Better Life" e riguarda il rapporto tra la qualit  della vita e quella degli insediamenti urbani. Una vera possibilit  questa di creare una via giusta verso una convivenza migliore tra l’uomo e il mondo in cui si muove.
L’apertura dei traffici economici iniziati da Deng Xiaoping con l’Occidente, nel 1978, con i conseguenti mutamenti degli aspetti politico-socio-culturali, hanno prodotto la nascita di un paese dal volto nuovo,dove, finita la censura, gli artisti hanno avuto la possibilit  di esprimere liberamente le proprie idee e sperimentare nuovi linguaggi figurativi, dando vita ai primi movimenti d’avanguardia.
L’area di progetto di Ling Gang, a sud di Tianjin, sar  destinata a diventare la terza citt  più importante della Cina innanzitutto come “grande porta” commerciale del nord del paese e poi come citt -sviluppo.
“La cultura architettonica italiana può dare a una cultura ed una citt  come quella cinese in rapida trasformazione e sviluppo”.
Le quattordici proposte progettuali sono di Alessandro Anselmi, Salvatore Bisogni, Enrico Bordogna, Gianni Braghieri, Massimo Carmassi, Claudio D’Amato, Pietro Derossi, Antonio Monestiroli, Adolfo Natalini, Franco Purini, Luciano Semerani, Uberto Siola e Nicola Carrino, Laura Thermes, Paolo Zermani.
La mostra si inserisce nell’attivit  espositiva del PAN|Palazzo delle Arti Napoli in collaborazione con il Commissariato italiano di Governo per l’Expo 2010 e con il supporto dell’ICE_Istituto Nazionale per il Commercio Estero. Il 25 febbraio 2010 ore 17.30.

PAN | Palazzo delle Arti Napoli
Palazzo Roccella | Via dei Mille, 60 | 80121 Napoli
info@palazzoartinapoli.net
Orari feriali 9.30 > 19.30 | festivi 9.30 > 14.00 |chiuso il marted
Info
+39 081664282 / info@fondarch.it

In alto e sotto, due immagini della mostra a Roma