Dopo una chiusura che rischiava di diventare definitiva un nuovo incendio torna a bussare alle porte della “Citt  della Scienza”. Questa volta, però, la natura dell’incendio non è dolosa ma creativa e parte dalle fondamenta non per minarle e distruggerle, ma per ricostruirle. Parte dal milione e duecentomila euro donati da una popolazione che ha saputo ricucire la ferita della scorsa primavera scoprendosi citt  nuova e autosufficiente. Provengono tutti da quel moto di orgoglio misto a dolore i fondi utilizzati per restituire il museo didattico di Bagnoli alla citt . Popolazione che diventa vera e propria azionista e che forse per questo si sente più coinvolta, investita di una responsabilit  che fa da leitmotiv della festa inaugurale per la riapertura. Improvvisamente via Coroglio sembra riprender vita, con la più variopinta delle inaugurazioni.
L’evento clou è ovviamente “Brain, il mondo in testa”, la 27 edizione della mostra dedicata al cervello che resiste alla concorrenza di “Dino babies cuccioli uova e dinosauri” direttamente dall’Australia. Eppure non sembra questa l’attrazione centrale della riapertura del museo, ma la possibilit  per una citt  di incontrarsi e imparare insieme. Citt  della scienza torna a essere un luogo non solo di conoscenze ma anche di formazione e di competenze. La ripartenza diventa improvvisamente un pretesto per artisti, cabarettisti, attori, animatori, cittadini e scienziati per incontrarsi e creare un luogo non più di incontro ma di scambio.
In sottofondo la sinfonia dei musicisti del conservatorio “San Pietro a Majella” sparsi per il polo museale, che non appena vedono arrivare taccuino e registratore per domande su intenti e impressioni rispondono con un sorriso indicando il proprio strumento. Come a dire che di parole se ne sono gi  sprecate tante, la risposta al rogo del 4 marzo ora è formulata in linguaggi diversi.
E aggirandosi per i padiglioni della Citt  si è improvvisamente travolti da linguaggi nuovi Giulio Canfora e la compagnia dei Saltimbanchi che come dei pifferai magici guidano i più piccoli alla scoperta di un luogo che dopo la ricostruzione ha bisogno di cura e difesa, Giò Ferraiuolo che con il teatro di burattini e gli attori del “Teatro le Nuvole” che recitano la propria parte prima di mischiarsi alla festa. Sembra che tra artisti di strada, facepainting e i laboratori di scienze traboccanti soprattutto di bambini, si riconoscano tutti. C’è chi alla domanda su quanto sia bello riabbracciare questo luogo risponde con un sorriso e chi invece si lascia andare a un più emozionato “abbiamo vinto”, o chi ancora come tutti cerca giustizia. Una partecipazione talmente sentita e inaspettata che la conferenza di Richard Walker portavoce ufficiale del progetto “the human brain project” nella sala Newton passa quasi in secondo piano.
Sembrano tutti impazienti di varcare le porte di “Galilei 104”, e soprattutto del teatro Le Nuvole, uno dei primi luoghi colpiti dall’inagibilit  dei padiglioni distrutti. Nonostante non sia in corso nessuna presentazione, spettacolo o rassegna tutti passano per il teatro, più che per accertarsi che sia ancora in piedi per salutarlo e sentirsi di nuovo a casa. Non passa di certo inosservato neanche Bit o la mostra dedicata al cervello. Esibizioni, installazioni, giochi e uno spazi anche per le scientific graphic novel che illustrano il funzionamento della macchina umana, non fermandosi al mero aspetto biologico e chimico ma offrendo anche un excursus sull’emotivit  e sulla memoria senza tralasciare le malattie del sistema nervoso.
E proprio a pochi passi dal padiglione che ospita la mostra sul cervello si trovano i luoghi ancora vittime dell’incendio, come un monito indelebile. L’inaugurazione va però oltre la festa dello scorso gioved e prosegue con 10 giorni di incontri, spettacoli, rassegne d’eccezione e soprattutto il riallestimento della “palestra della scienza” con esperimenti di fisica che fanno di “Futuro Remoto” un evento imperdibile. Ne è convinto il vicepresidente della Regione Guido Trombetti che dal palco della sala Newton lancia un appello “La divulgazione è la grande scommessa del futuro. E non mi stanco di dirlo agli scienziati sporcatevi le mani nell’approssimazione indispensabile per la divulgazione. Come ha saputo fare Silvestrini". Come ha saputo fare un’intera cittadinanza.

In foto, tre momenti dell’inaugurazione e uno scorcio della parte ancora distrutta del polo scientifico di Bagnoli

In basso, clicca il video
www.youtube.com/watch?v=kcFG6mFD_uc (

Per saperne di più
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