b>Mi preparo per andare a trovare Marcello (è una vita che non ci vediamo).
Imbocco la Tangenziale, prelevo Gino Curcione e, una volta arrivati a Pomigliano D’Arco, chiediamo dove abita Marcello Colasurdo, tutti lo conoscono e tutti si offrono di accompagnarci.
Marcello ci accoglie calorosamente.Nel piccolo salone mi colpisce una parete fatta di tammorre, antiche nuove, moderne e altri strumenti musicali, ancora, madonne, ninnoli foto delle Candelora, della bella Mamma Schiavona, la Madonna di Montevergine.

Rimango senza fiato, ma Marcello non mi d  il tempo di pensare a quello che vedo. E’ un uragano di parole, un fiume in piena che mi travolge, mi affascina, un uomo di una grande cultura letteraria e musicale, di una generosit  nel parlare, umile come solo i grandi lo sanno essere. Sul balconcino, pezzi di pane per gli uccellini. “Pure loro so figli a dio”, dice. Poi mi investe di aneddoti, di storie, di riti e inizia a raccontarsi addosso, in modo carnale, semplice, umano.
“Anche a me è stata negata la scuola e infatti il mio primo sapere lo appreso nel “Cortile” perch la cultura nel cortile per me è sempre stata la mia penna, il mio apprendistato. Lo scialle che indosso per salire le scale del Santuario della bella mamma Schiavona mi fu donato e indossato da una vecchia del mio cortile dove abitavo. “So’ vecchia e nun ce la faccio più a salire “‘è grare” (le scale)”. La donna mi mise lo scialle sulle spalle pregandomi di cantare le lodi alla Mamma Santa di Montevergine mentre salivo gli scaloni, cosa che faccio da anni, testardo anche quando gli abitanti del campanile cercano di impedire questa grande tradizione.”
Ancora Marcello mi inebria con i suoi aneddoti, eufemismi, detti antichi.
“O truove na bona vicina, o truove na mala matina, e allora io mi affido alla grande Mamma perch io sono il cantattore e un orante di “Stroppole” e “Fronne” sono la ritualit  della tradizione ,la musica e il mio pentagramma”.
E Peter Gabriel??? Gli chiedo.
“Lui mi volle a tutti costi. Gli furono proposte alcune eccellenti voci del mondo della musica, ma lui voleva quello che defin “Arabian Voice” e grazie a lui ho tenuto concerti negli Sati Unitit, in Giappone, Malesia, Turchia, Europa. Peter Gabriel fa capo alla prestigiosa casa discografica Real World e cos nel 2000 incido con il gruppo Spaccanapoli il disco Lost Souls.
Sono circa trent’anni sulla scena della musica tradizionale campana, ho cercato di coniugare a fatica la mia attivit  di operaio nell’Alenia, con quella del gruppo operaio e musicale dei “Zezi”, con loro o collaborato per 18 anni. Ma ho lavorato anche con altri artisti, tra i quali gli Alma Megretta, Daniele Sepe, 99 Posse, NCCP., partecipando a numerosi concerti dal vivo.
Ho fatto pure l’attore impegnato del cinema, ho lavorato con Federico Fellini, Salvatore Piscicelli, Antonietta De Lillo, Antonio Capuano, e come attore di palcoscenico con Mario Martone, Laura Angiulli, e Giorgio Presburger.”
Mi racconta ancora Marcello della sua vita, una vita interessante, forte, una storia piena di colori, tanto che gli suggerisco di scrivere un libro autobiografico, lui sornione sorride e mi dice. “Perch non la scrivi tu la mia vita?”
Sarebbe un onore per me, (gli rispondo) ma credo che la propria vita la debba scrivere la persona che a vissuto le sue strade. Poi il discorso scivola sui prossimi impegni di Marcello.
“Sarò impegnato con concerti, poi una proposta di un regista per un corto sulla “Figliata” un progetto interessante, dove ho dato la mia completa disponibilit  e voglio coinvolgere realt  storiche napoletane.”
Ancora domando al maestro quale sia la sua canzone preferita?
“Sanacore,una canzone d’amore di due soldati divisi dalla guerra”.
Ci salutiamo con un forte abbraccio e lui si concede dicendomi come un antico uomo.
“A maronna t’accompagna”.

Note-Voce leader nonch l’emblema storico del gruppo "E Zezi" con i quali ha inciso numerosi dischi. Attualmente è la voce del gruppo "Marcello Colasurdo Paranza" da lui costituito nel 1996 e con il quale ha lanciato il disco "E manco o sole ce a sponte".
Dal 1998 partecipa come "special guest" ai concerti della N.C.C.P
Marcello Colasurdo è attore che si è formato come autodidatta, non avendo frequentato alcuna scuola o accademia di recitazione.

In alto, Marcello Colasurdo fotografato da Nico Musella