Figlio d’arte, di chi rese grande quel cognome fondando una libreria ancora oggi lontana dalle facili operazioni di marketing, Edgar Colonnese è uno degli ultimi esponenti di un’editoria che potremmo quasi definire “sentimentale”, una sorta di “bug” nel sistema editoriale moderno edizioni rare, un catalogo che comprende opere di Dickens, Andersch, Dominique Fernandez ma soprattutto le opere sul dialetto di Renato de Falco e le guide letterarie e musicali di Carlo Raso. Ma non è solo il catalogo a rendere questo luogo sui generis. C’è una sorta di fascinazione che avvolge gli avventori, e non è difficile comprendere di cosa si tratti. L’UNESCO ha riconosciuto il napoletano come lingua, nobilitandone qualora ce ne fosse stato bisogno tradizione e vicende editoriali.
Edgar Colonnese lo sa, e per questo il flashmob organizzato dalla Fondazione Caffeina è stato trasformato in un omaggio alla lingua napoletana, alla sua alfabetizzazione. «La premessa – racconta l’editore di San Pietro a Majella – è che la libreria Colonnese ha cominciato a fare reading dal ’77, in teatro addirittura. Purtroppo non c’è molta memoria e si perdono molti passaggi. Non voglio esprimere primogenitura, ma dire semplicemente che siamo sempre stati sensibili al cercare di porre il libro in una maniera diversa. Molto spesso la lettura viene vista come un’espressione pedante. Per evitare questo abbiamo sempre cercato di andare verso la spettacolarizzazione del libro. Il reading nasce oggi con un doppio intento da un lato valorizzare la formula del reading, dall’altro valorizzare la lingua napoletana mutuando il titolo “alfabeto napoletano” da uno dei nostri testi più importanti, di maggiore successo».
La libreria Colonnese conserva una sorta di peculiarit  è una libreria indipendente antiquaria. Come si inserisce nel mercato dell’editoria una realt  del genere, considerando i colossi contro cui deve “lottare”?
L’internazionale juke box del caffè”
«Essere una libreria indipendente cosa importantissima e antiquaria ci consente di valorizzare espressioni, forme e formule dimenticate. Non nel senso di un certo “passatismo” anche demod, ma per recuperare quelle espressioni del passato che sono importanti. Non voglio essere retorico, ma col passato bisogna anche fare i conti per avere una prospettiva, quindi il concetto di identit , di memoria. Io credo che avamposti come i nostri siano molto importanti. Colonnese è riconosciuto per questo. Non amo parlare molto di me, mi hanno insegnato che l’autoreferenzialismo è molto negativo e questa è una citt  che vive molto di autoreferenzialit . Credo che questo sia un fenomeno da boicottare. Quindi, rifacendomi a quello che ci dicono lettori e turisti stranieri è una libreria che conserva il suo fascino che si esprime nel fatto che amiamo fare di questo posto un qualcosa di personale. come se entrassimo in uno studiolo o in una libreria familiare. Più una casa che un luogo commerciale. Detto questo, ci si regge sul mercato perch è importante esprimere nella globalizzazione imperante il carattere ” local”. Da questo punto di vista siamo più che convinti che sia l’unica prospettiva. Ovviamente questo è un momento di passaggio critico, sofferto per tutti e sappiamo che il nostro settore è quello più a rischio. Bisogna però vedere la positivit  di tutto questo».
Difficile. Può spiegarsi meglio? Cosa intende quando parla di “positivit “?
«Poter esprimere attraverso il recupero del nostro catalogo straordinario, storico etc elementi che servono oggi ancora più di ieri perch in parte sono stati dimenticati. Il mio sogno è quello di creare dei libri che possano mettere al centro la carta per me è imprescindibile intesa però come uno dei tanti device con cui consultare un libro».
Un discorso bellissimo, ma che sembra anche molto utopico. Qualche esempio pratico?
«A breve (13 marzo, ore 20 libri & caffè, bistrot letterario del teatro mercadante n.d.r.) presenteremo la nostra ultima novit  “L’internazionale juke box del caffè” di Ciro Cacciola nient’altro che la collana “Lo specchio di Silvia”, quindi il nostro tascabile. una plaist con 50 brani nazionali e internazionali sul caffè e su ogni pagina c’è la descrizione di un brano, l’inciso, la copertina dell’album ma soprattutto una mia novit  ho fortemente voluto il qr code. Non mi sono inventato niente. Però, avendo il qr code su quella pagina quel libro diventa un device, come tanti. Con lo smartphone non solo lo leggi, ma lo ascolti collegandoti al brano di riferimento su youtube. Questo è un esperimento che vorrei recuperare con il mio catalogo. La plaist è un gioco, nel mio catalogo ci sono cose che non sono tanto un gioco e unendo questi due aspetti è possibile ampliare i margini di permanenza sul mercato».

Prima parlavamo dell’alfabetizzazione del napoletano, una lingua riconosciuta dall’ UNESCO, che però sembra sconosciuta allo stesso cittadino partenopeo. Quanto può risultare un problema questa “non curanza” per affrontare il discorso delle radici, dell’identit            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
BtnBBBBRpeBKKKBYBBTBB DBe  e della prospettiva futura?

«Io non vorrei addentrarmi in tecnicismi, ma credo che la cosa importante sia questa risentiamo troppo del “gergo” napoletano di cui subiamo tutti l’ingerenza e stiamo dimenticando la lingua napoletana. La lingua la stiamo smarrendo, e per evitare il prosieguo di questo smarrimento bisogna leggere probabilmente, entrare anche nelle scuole, senza quel meccanismo di conservazione fine a se stesso. Secondo me andrebbe rivista la lingua napoletana da questo punto di vista, ci valorizzarla non soltanto in ambito accademico universitario come si sta discutendo negli ultimi tempi. Bisogna fare anche delle semplici riflessioni in et  scolare, magari insegnando ai nostri figli a non usare soltanto un gergo, ma una lingua. Non sarebbe male».

Per saperne di più
www.colonnese.it

Nelle foto, in alto, da sinistra, Colonnese, al centro, tra Angela Cortese e Ferdinando Tricarico. Sotto, uno scorcio della libreria e un momento del flashmob. In basso, clicca il video

www.primopianonapoli.com/galleria/

http//youtu.be/elfpflzqE