Vivo interesse e grande apprezzamento ha destato il concerto organizzato dall’Istituto “Le Grenoble” di Napoli e dalla Fondazione Piet  de’ Turchini, in chiusura del convegno internazionale “Colloqui” che, dopo la tappa napoletana (dal 4 al 6 ottobre) proseguir  a Tours.
Una serie di conferenze per approfondire il decennio napoleonico con un focus sulla musica che veniva eseguita nel Regno di Napoli a Palazzo Reale e, in particolare, alla corte della regina Carolina Bonaparte Murat, mecenate e protettrice di artisti e musicisti. Evento clou di questa tre giorni il momento musicale intitolato “Concerto a Palazzo” con il soprano Franoise Vidonne e il pianista napoletano Giovanni Auletta, applauditissimi dal pubblico che ha affollato quello straordinario gioiello barocco che è la chiesa di Santa Caterina da Siena, sede storica Fondazione.
Con freschezza e radiosa energia il duo Vidonne Auletta propongono una carrellata di brani da salotto e arie d’opera, da Mozart ai compositori di scuola napoletana, molto impegnati durante il decennio francese, i cui regnanti si distinsero soprattutto per il respiro internazionale, testimoniato dal Beethoven del lied “Vita felice” e dalle sue variazioni per pianoforte sul tema di Giovanni Paisiello nell’arietta ” Nel cor più non mi sento”.
Un programma fitto in cui è emerso lo sforzo bibliografico e musicologico dei due interpreti che, rispolverando dall’oblio manoscritti attualmente conservati nella Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma e nella biblioteca Museo del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, hanno fatto conoscere un autore straordinario dalla vita brevissima, Antonio Nicola Manfroce (1791-1813), di cui hanno presentato la scena e aria “No, che non può difenderlo” dalla cantata “La nascita d’Alcide per il giorno onomastico di S.M.I e R. Napoleone il Grande” eseguita nel Reale Teatro di San Carlo il 15 luglio 1811, nonch arie tratte dall’ Alzira e dall’Ecuba.
In questo prezioso scrigno di rarit  c’è posto anche per la Marcia francese per pianoforte di Bonifacio Assioli, eseguita con tocco intenso e avvolgente da Giovanni Auletta, e la romanza “In questa tomba oscura” di Stefano Pavesi. Con grande duttilit  e freschezza Francoise Vidonne alterna i recitativi drammatici- che guardano anche al repertorio della tragdie lyrique francese cui attinge Gaspare Spontini per “La Vestale” ai toni giocosi dell’opera buffa, nella bella pagina di Valentino Fioravanti tratta da “Le cantatrici villane”.
Elegante e ironica, madame Vidonne con una garbata e delicata gestualit  restituisce il vezzoso personaggio di Rosa, che per cantare fa leva sul suo bel visetto e sulle ostentate capacit  vocali più che su uno studio attento e meticoloso. Il concerto si apre e si chiude nel segno di Mozart dalla canzonetta “Ridente calma” alle Nozze di Figaro e La Clemenza di Tito, opera che in una versione “infedele” inaugurò la stagione del genio salisburghese a Napoli nel 1809 proprio per volont  di Gioacchino Murat . Il re, infatti, non avendo un lignaggio reale, mirava ad accreditarsi e a ottenere consenso con un’abile propaganda politica e ideologica. Nel decennio francese Napoli fu un crocevia di musicisti e cantanti provenienti da tutta Europa, pur vantando nell’organico dei solisti di corte nomi del calibro di Isabella Colbran e Manuel Garcia. “A Napoli, di fatto, nel corso dei secoli sono passati tutti”, sottolinea Giovanni Auletta. “La citt  si comporta come una spugna che rilascia e assorbe tendenze, interagendo con la cultura ufficiale. Dalla comune passione per Napoli è nato l’incontro con Franoise Vidonne”. Il ponte Napoli-Parigi riserver  altre sorprese.
Ne parliamo con il soprano Franoise Vidonne, direttrice artistica del Festival internazionale di musica da camera “Nuits d’t   Pausilippe”.
Com’è maturata l’idea di questo concerto?
“Dall’incontro con Federica Castaldo e Francesco Rossi della Fondazione Piet  de’ Turchini e dal sodalizio artistico con Giovanni Auletta, che sar  ospite della prossima edizione di “Nuits d’t   Pausilippe, cui gi  lavorando. Quanto al convegno internazionale “Colloqui” sulla musica a Napoli durante il decennio francese (1806-1815), abbiamo avuto voglia di andare oltre le parole e gli scritti, presentando dal vivo alcuni dei brani che venivano eseguiti alla corte di Gioacchino e Maria Annunziata Carolina Bonaparte Murat sul trono del regno meridionale. La regina era una grande appassionata di musica e va ricordato che i francesi ebbero il merito di portare a Napoli il Mozart della maturit , che fu rappresentato per la prima volta al Real Teatro di San Carlo. Inoltre, le pagine del Don Giovanni, de le Nozze di figaro, del Cos fan tutte venivano regolarmente eseguite a Palazzo, in particolare La Clemenza di Tito era utilizzata da Murat come segno politico per mostrare la sua regalit  e la sua magnanimit “.
Un concerto che ha alle spalle un attento lavoro di ricerca?
“S, sono stata personalmente impegnata a fare le ricerche in b            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
BtnBBBBRpeBKKKBYBBTBB DBeS pHKBUNIONBLBB time Biblioteca e questo lavoro di riscoperta e valorizzazione del repertorio vocale e operistico della Scuola napoletana sta continuando in vista della prossima edizione di “Nuits d’t   Pausillipe”.
< b> Pensa di riproporre il concerto di stasera (6 ottobre, ndr) anche a teatro?
“Vedremo di ripresentarlo in una location che si addice, il Museo Napoleonico di Roma e, se abbiamo la possibilit , al Comune di Palmi, dove Antonio Nicola Manfroce nacque nel 1791. Questo compositore, morto a soli 22 anni, ha scritto due opere bellissime l’Alzira e l’Ecuba, che nel finale anticipa il recitativo della Norma. L’Ecuba si ispira alla tragdie lyrique francese che è stata completamente innovata da un illustre autore di Scuola napoletana, Gaspare Spontini”.
Ha una grande passione per la scuola napoletana?
“S, perch la scuola napoletana a partire dal 600 ai primi albori dell’800 è stata molto importante e andrebbe maggiormente valorizzata. Il prossimo anno il San Carlo, in occasione del bicentenario della morte di Manfroce, dovrebbe mettere in scena l’Ecuba.”

Per saperne di più sulla stagione concertistica 2012/2013 della Fondazione Piet  de’ Turchini (via Santa Caterina da Siena, 38 – 80132 Napoli)
www.turchini.it

tel. 081402395- fax 081409628

Nello scatto, un momento del concerto