“Per Concetta Barra. Passione e ironia di una grande artista”. Omaggio dell’Università Federico II a una donna che ha lasciato un segno indelebile nella memoria e nella storia del teatro e della canzone popolare, mercoledì 3 maggio 2017, alle11, nell’Aula Pessina della struttura centrale.
I lavori, coordinati da Massimo Marrelli, saranno aperti da Gaetano Manfredi (rettore della Federico II), Arturo De Vivo (prorettore), Edoardo Massimilla (direttore del Dipartimento di studi umanistici) e Nino Daniele (Assessore alla cultura del Comune di Napoli). Seguiranno gli interventi di Peppe Barra, Giulio Baffi, Lamberto Lambertini e Pasquale Sabbatino. A conclusione, il figlio Peppe Barra, accompagnato dal Maestro Paolo Del Vecchio, proporrà alcuni successi della madre.
L’obiettivo è quello di far rivivere la figura di Concetta Barra, ripercorrendo le tappe della sua carriera artistica e il suo rapporto con la tradizione popolare. «Ci proponiamo di disegnare a più mani e con diverse competenze precisa Pasquale Sabbatino il ritratto di una grande artista del secondo Novecento. Con la sua passione e la sua ironia ci racconta la storia dei nostri tempi, ma la sua particolarissima voce sembra venire da figure femminili della mitologia per diventare mito reincarnato».
Peppe Barra,
che è membro del comitato scientifico del master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia, ha condiviso per molti anni insieme a Concetta la scena nazionale e internazionale, distinguendosi per la peculiare identità mediterranea, ben radicata saldamente nella storia e nelle antiche tradizioni popolari del nostro territorio.
«Concetta – spiega Barra – è stata una donna eccezionale sia come artista sia prima di tutto come madre, a tal punto che decise di abbandonare la vita artistica per dedicarsi totalmente ai figli. Ma, una volta entrato a far parte della Nuova Compagnia di Canto Popolare, la convinsi a ritornare alla ribalta. Ebbe così inizio il nostro sodalizio, che ci ha visto, sia in Italia sia all’estero, recitare e cantare insieme fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1993. Nonostante il dolore per la sua assenza, ho deciso di continuare, sapendo che mia madre avrebbe desiderato questo. Mi rende molto felice sapere che l’Università ha deciso di renderle omaggio con una manifestazione aperta ai giovani, con i quali avrò il piacere di condividere emozioni e sensazioni attraverso canzoni ed aneddoti della mia vita con lei».
Figlio dell’isola di Procida, Peppe Barra conserva gelosamente, al pari di Concetta, il gusto dell’appartenenza linguistica, coltivando la tendenza per la variazione dei suoni e del lessico di un dialetto antico e nobile.
«Quest’anno si terrà a Procida la terza edizione – sottolinea- del “Premio Concetta Barra”, nato dal grande amore che gli amici provavano per Concetta. Ringrazio anche per questo la Federico II, che ha il merito di aver contribuito a trasformare in realtà un sogno che avevamo un po’ tutti nel cassetto. Non è, infatti, solo un premio incentrato sull’arte, ma anche sull’amore per i giovani e sui grandi valori culturali. È un premio che ricorda ogni anno una bella figura di donna procidana, esaltando il valore di un’isola con tutte le sue tradizioni e tutta la sua bellezza culturale».
In foto, Peppe e Concetta Barra