Tre penne, tre stili diversi di scrittura. Lo spettacolo Corpi scelti ha proposto personaggi differenti, dando voce a donne del quotidiano, in una chiave ai confini tra reale e immaginario.
Laura Borrelli, Gioia Miale e Imma Pagano si sono alternate sulla scena, al Nuovo Teatro Sancarluccio interpretando caratteri lontani tra loro. La prima  si è immersa in Volevo gli occhi blu  di Angela Matassa: storia di un uomo che si risveglia al mattino con un corpo di donna. Un monologo  con chiari riferimenti a storie filmografiche. Interessante l’alternarsi delle coscienze uomo-donna che si incontrano e si scontrano con le loro contraddizioni e le loro vicende.


Accorato il Taglio netto di Anna Mazza con Gioia Miale, una sarta alle prese con il sacrificio di una madre che si immolerà per i suoi figli. La donna racconta la sua vita, le sue debolezze ma anche una grandezza che solo l’universo femminile sa esprimere. L’autrice, in questa,  pièce mantiene il suo stile di scrittura, allontanandosi  però dal linguaggio di Nostra signora dei fiarielli, interpretato da Nunzia Schiano nello spettacolo “Femmine”.
Roberto Russo firma Cu-lotteria, ironico, comico, d’impatto, con un linguaggio napoletano moderno proponendo  Imma Pagano nel ruolo di pseudo santona che, per costrizione, diventa personaggio portafortuna di una Napoli popolana, esoterica,  credulona. Peppe Miale crea una regia accurata, minimalista, con scene quasi asettiche, tuttavia funzionali nel loro splendido colore bianco.
Sul palco la storicità della donna, tra metafore, dubbi, incertezze, portati in scena da bravissime  attrici accompagnate da una voce fuori campo di un speaker radiofonico. Il finale sorprende e spiazza il folto  pubblico che le ha ha seguite con attenzione, divertendosi e commuovendosi, tributando, alla fine, un interminabile applauso.
“Trittico carnale”, che funziona alla grande. L’operazione risulta godibile nella scrittura, nell’interpretazioni e nella messa in scena, provocatoria per certi versi. Lo spettacolo avrà sicuramente altre date da definire, sempre con la produzione “Suoni e Scene”.