A duecento metri dalla Casa Rosada, sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina, a Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio incontrava i perseguitati del regime militare del secondo Stato più grande dell’America Latina.
Plaza de Mayo divideva Videla, capo della giunta militare dell’Esercito e Presidente dell’Argentina, da Bergoglio, chierico regolare della Compagnia di Gesù, il provinciale dei gesuiti destinato a diventare il 266 vescovo di Roma e papa della chiesa cattolica, l’8 sovrano dello stato della Citt  del Vaticano. La chiesa di S. Ignazio di Loyola, nel quartiere di Monserrat, divenne il punto nevralgico della “lista” di Bergoglio.
Il 24 marzo 1976 i militari depongono Isabelita Peròn, sciolgono ogni organismo istituzionale e si insediano al potere dello Stato argentino.
Ecco la La lista di Bergoglio di Nello Scavo, Emi, pagg. 190, euro 11,90.
La sparizione di persone come metodo repressivo fu il punto di forza della dittatura militare argentina dal 1976 al 1983.
Questa è la storia dei desaparecidos, gli anti governativi torturati, assassinati e fatti scomparire nella segretezza.
Portò alla luce questo sistemail rapporto della Comisiòn Nacional sobre la Desapariciòn de Personas (CONADEP) nel 1984. Voluta dal Presidente argentino Raùl Alfonsn nei primi anni ’80.
Nelle conclusioni del rapporto, ribattezzato dal rabbino Marshall T. Meyer Nunca M s (mai più) si leggeva ” … Si cominciava con il sequestro della vittima da parte di effettivi delle Forze di Sicurezza che evitavano di identificarsi. I sequestrati erano quindi portati in uno dei 340 centri di detenzione clandestini. Questi erano diretti da alti ufficiali delle Forze Armate o delle Forze di Sicurezza. I detenuti erano mantenuti in condizioni disumane e sottomessi ad ogni tipo di tormenti ed umiliazioni. Le prove dell’uso esteso delle torture in questi centri e del sadismo dimostrato dagli aguzzini sono terribili …”.
Esma era il lager simbolo della dittatura degli uomini in grigioverde, vi sono entrate circa 5 mila persone e solo duecento sono uscite con le loro gambe.

Incurante di tutto ciò uno sconosciuto di nome Bergoglio si adoperava attivamente per evitare che i ragazzi finissero in quegli “scannatoi clandestini”, fino ad accompagnarli sani e salvi al di l  del confine.
I chupado, i “risucchiati”. “X96” era un italiano, Mario Villani. Fatto scomparire per quattro anni per sfruttarne le conoscenze di fisica da mettere a disposizione del regime per perfezionare i metodi di tortura. uno dei pochi che ha potuto raccontare da “vivo” chi è un desaparecido.
L’8 novembre 2010 Bergoglio, come persona a conoscenza di fatti, dichiara dinanzi al Tribunal oral federal. Preciso e puntuale risponde a tutte le domande. Su fatti specifici e sul ruolo della chiesa durante il regime argentino. Senza omissioni n reticenze chiarisce senza dubbi il suo ruolo nella chiesa argentina all’epoca dei fatti e resta a disposizione per tutti i documenti in custodia presso gli archivi dell’arcivescovado di sua reggenza.
Anche Amnesty International, ampiamente “sollecitata” su Bergoglio, dir  dell’assenza di macchie sul Papa che verr .

In foto, la copertina del libro