Sono un architetto, madre di due splendide bambine, da sempre appassionata al mondo del design, in particolare ai prodotti per l’infanzia. Sin dai primi anni di vita delle mie figlie, ho cercato, attraverso il vivere quotidiano, di trasferire loro la creativit  e le abilit  tipiche della mia professione. Convinta che l’educazione dei bambini sia l’unica possibilit  di assicurare loro un futuro migliore, utilizzo il gioco come veicolo di sensibilizzazione e trasmissione di valori etici, storici e culturali, che devono diventare parte integrante di un nuovo vivere sociale più rispettoso della realt , sia umana che ambientale, che ci circonda.

Spesso i miei insegnamenti si sono trasformati, e continuano tutt’ora a trasformarsi, in un magnifico scambio di esperienze, fatte di approcci e di modalit  espressive diverse.
In particolar modo, i disegni delle mie bambine, a partire dai graffiti realizzati (spesso sulle pareti di casa) durante i loro primi anni di vita, fino a quelli più elaborati e fantasiosi, hanno sempre di più attratto la mia attenzione in quanto espressione di un universo che, nella semplicit  dei tratti, rivela il mondo in una chiave di lettura diversa, sinteticamente chiara e poetica.

Da questo interesse è nata l’idea di trasformare i disegni dei bambini in oggetti reali.
Ho iniziato per gioco, realizzando dei pupazzi di pezza con le fattezze dei personaggi da loro disegnati e successivamente, stimolata dagli scenari fantastici rappresentati dalla mia primogenita, ho deciso di creare gli amici immagiNati , una linea di prodotti “disegnati” dai bambini.

Oggetti nati da immagini (giocattoli, complementi di arredo, arredi),
progettati e realizzati con tecniche e tecnologie scelte in base alle esigenze costruttive dell’oggetto, sia innovative che artigianali, fondendo i nuovi saperi digitali con quelli della tradizione e utilizzando materiali ecofriendly, per ridurre l’impatto dei prodotti sull’ambiente e sensibilizzare le nuove generazioni ai temi del riuso e della sostenibilit .

Il gioco fatto con le mie bambine ha cambiato il mio modo di progettare.
Ora, quando mi commissionano un nuovo progetto, cerco di immaginare cosa ha pensato il baby designer mentre lo disegnava, e attraverso l’esperienza e la creativit  che caratterizzano la mia attivit  di architetto, trasformo una fantasia bidimensionale, fatta di colori e tratti spesso incerti, in una realt  tridimensionale tangibile.

E’ un lavoro molto stimolante in cui mi affiancano la sensibilit  e le sapienti mani dell’artista napoletana Teresa Cervo.
Insieme abbiamo realizzato diversi oggetti, come, ad esempio, un comodino in legno ispirato al disegno di una casa su un albero o, in occasione di un evento d’arte, un intero giardino popolato da personaggi e creature fantastiche in cui crescevano rigogliosi fiori di cartapesta.

Attualmente ho in cantiere diversi progetti
che riguardano il mondo dell’infanzia, a breve consultabili sul sitowww.aracataca.it

Nella foto, un oggetto di Esmeralda