Editoria e sud. Si è svolto ieri a Napoli (luned 16 novembre), all’Hotel Royal, l’incontro-dibattito su Editoria e nuove prospettive culturali ed economiche nel Mezzogiorno, organizzato dall’associazione ex consiglieri regionali della Campania (Arec) e moderato da Mario Forte. Dopo l’introduzione di Raffaele Reina e la relazione di Diego Guida, sono intervenuti Livio Varriale, Edgard Colonnese, Nando Morra, Gianfranco Lieto, Pietro Golia, Luciano Stella eSebastiano Maffettone.
«La cultura come risorsa, per andare avanti, per capire e avere consapevolezza della propria identit  e memoria della Tradizione, che trasmette e dona linee di guida. Tradizione e innovazione», ha detto nel corso del suo intervento l’editore di Controcorrente Pietro Golia, che ha aggiunto «Nello stato di crisi sono fallimentari tutti quelli che indugiano in vecchi schemi, pensano ad incentivi e a finanziamenti istituzionali, che non ci saranno mai più, o che si avvalgono di locali e immobili del Comune, della Regione, della Chiesa. Gli incentivi del passato non sono serviti a nulla. Gli editori, le librerie, i distributori che sono sopravvissuti con questi "mezzi" sono falliti o hanno cambiato regione. Noi, Controcorrente, di nome e di fatto, non abbiamo mai preso una lira/un euro di contributi pubblici, stampiamo in tipografie del Sud, prima a Morcone, poi a Lagonegro, senza avvalerci dei prezzi scontati dei grandi stabilimenti dei paesi dell’Est o della Cina».

Pietro Golia ha spiegato come Controcorrente «promuove da tempo il revisionismo storico, Risorgimento e Antirisorgimento, il 1799 e la Grande Insorgenza.
Adesso ci arrivano anche gli altri, le case editrici del Nord. Ma cultura significa anticipare, non essere codisti. Abbiamo pubblicato Aleksandr Solgenitsin, "Due secoli insieme", sulla tragica storia della Russia. Successivamente i grandi editori del Nord (Mondadori, Jaka Book) hanno cercato di acquistarne i diritti. Ma la casa editrice Controcorrente non ha mai venduto. I primi a pubblicare un libro sulla Nuova Russia e dalla parte di Putin siamo stati noi. Cos come sulla Napoli citt  velata, sui Misteri di Piedigrotta, sulla Musica del Sole, ovvero del Settecento napoletano, sul Sud che riparte, con le introduzioni di Luigi de Magistris e Michele Emiliano, sulla Grande Muraglia nel Porto di Salerno (la faccenda del Crescent in cui è coinvolto il governatore Vincenzo de Luca), su Federico II di Svevia, sulla dittatura dei banchieri, sulla banca, la moneta e l’usura… Per non parlare dei testi sul brigantaggio, guerriglia antipiemontese al Sud, e sulla pulizia etnica dei Savoia nel 1860-1870. Abbiamo poi stampato i libri della politologia e filosofia della politica dei matre   penser francesi Alain de Benoist, Thibault Isabel, Michel d’Urance (un testo sull’etica ribelle e sul pensiero di Martin Heidegger). E il nostro "Elogio del comunitarismo" di Costanzo Preve è stato tradotto in francese con l’introduzione del grande sociologo Michel Maffesoli…».
Vincente la sfida al globale, però, ha aggiunto Golia, «bisogna coinvolgere tutti i veri editori. Qui per esempio non c’è la presenza di Donatella Gallone, Il mondo di Suk, che con i suoi autori e il suo dinamismo arricchisce i filoni culturali veramente creativi. La prossima volta bisogna chiamare tutti, anche Edoardo Vitale, magistrato, editore della rivista "L’Alfiere", fondata oltretutto più di 50 anni fa da Silvio Vitale, che è stato anche consigliere regionale. Lo stesso discorso vale per Gino Giammarino de "Il brigante", rivista ed emittente televisiva.
Occorre un forum ha concluso Pietro Golia con tutti i veri editori, direttori e giornalisti interessati veramente al problema. Occorre una sinergia tra tutte le strutture editoriali e i mezzi di comunicazione di massa, anche quelli internettiani, perch l’industria culturale e la mega macchina delle concentrazioni e delle distribuzioni editoriali si possono battere e si possono oltrepassare. Noi l’abbiamo fatto».

In foto, un momento del dibattito al Royal