Entrare nel suo studio (in via San Nicola al Nilo 5/c nella Napoli antica) è quasi come entrare in una favola. Tra Don Chisciotte, miti del cinema e personaggi che si incontrano per strada. Claudio Cuomo trasforma la quotidianit  e il mito in tridimensionalit , lavorando la cartapesta. Una frase affissa sul muro del suo laboratorio indica le sue scelte d’artista: “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”. Perch, svela “il mio lavoro non avviene nei luoghi addetti, ma ovunque. Spesso in bici quando percorro il tragitto da casa al laboratorio o quando aspetto il tram”.

TRA VITA E CINEMA

Nella sua opera ci sono ci sono personaggi alienati, riconducibili alla vita comune, all’uomo, ai problemi esistenziali. Ma anche il cinema di Murnau o Bergman. “A queste figure guardo con attenzione. Nel mio lavoro non scarto niente. Faccio un’opera di riciclaggio, forse anche per questo la carta ha un peso simbolico”.

CUORE E MENTE

Nato con il fuoco della passione. “Non ricordo un momento della mia vita in cui le mie mani non sono state collegate con cuore e mente -spiega l’artista, e continua- Sono sempre stato votato a un’azione creativa che tendesse a comunicare”. Quando, da ragazzino, tracciava disegni sui fogli per “vedere l’effetto che questi provocavano sulle persone”.

OCCHI DA BAMBINO
Un legame vivo con l’infanzia ancora oggi: “mi affascinano moltissimo sono i disegni dei bambini. Alle pareti dello studio ne ho alcuni, presi ai figli di cugine e amiche. Sono fonte di ispirazione”. Perch una nota ricorrente nel suo lavoro è l’ispirarsi a temi o a lavori gi  esistenti, come nel caso della mostra (appena conclusasi) del fotografo Guido Giannini. “Vedendo i suoi lavori mi è venuto spontaneo riprodurli in cartapesta. Rapportare il disegno tridimensionale alla fotografia. In quelli scatti ho trovato soggetti gi  comuni nella mia produzione. Soggetti romantici, come il barbone o la donna col violino”. Cartapesta e fotografia unite nello stesso segno: “comunicare qualcosa che vada oltre l’immagine stereotipata dei soggetti stessi. Guido fa delle foto che apparentemente sembrano semplici, ma non è cos. Se guardiamo bene la foto del barbone che dorme in strada, noteremo l’insegna di un hotel. Questo modo di giocare, questa riflessione, quest’attimo che Guido coglie intimamente, cerco di convertirlo in cartapesta”. Un bisogno quasi fisico: “Guardando le foto m’è venuta spontanea l’esigenza di portarle su un altro supporto cartaceo”.

Studi mai messi in pratica, oreficeria e incisione. Al liceo artistico di Torre del Greco perch “era vicino casa. Io sono di Portici”.
CARTAPESTA E FOTOGRAFIA
Poi, l’Accademia di belle arti di Napoli e un incontro fortunato, Nin Sgambati. “Una grande personalit  artistica. Abilissimo nel trarre dai suoi allievi le potenzialit . Il suo laboratorio è particolare, perch cerca sempre di portare l’accademia fuori dalle mura, con linguaggi espressivi molteplici”. Ed è cos che Cuomo comincia a sperimentare, provare, lavorando con diversi materiali. “Filo di ferro, gessi, cartoni. Cominciai a recuperare per strada materiali di riciclo. Alla cartapesta sono arrivato in modo assolutamente naturale”.
Una passione. Forte, indomita ma con una riserva: “questo non è un lavoro che adesso mi d  da vivere, però sono sempre stato pronto all’evenienza. Ho fatto tanti lavori: benzinaio notturno, postino, restauratore nelle chiese, verificatore di appartamenti abusivi, docente in una scuola trentina. Mi sono provato, confrontato. E considero un lusso quello di potermi dedicare a qualcosa che farei inevitabilmente da un ritorno economico”.

ASPETTANDO IL TRAM

E cosa riserva il futuro? “Negli ultimi anni mi sto proponendo, tirando fuori dai cassetti quello che ho visto alle fermate del tram”. Dopo la mostra con Giannini e un’esposizione (ancora in corso) al Caffè dell’epoca in piazza Bellini (con dipinti e un Petrucciani pronto a suonare una sinfonia al piano del ritrovo), c’è una terza esposizione in arrivo. Sul cinema. “Ho un contatto con il Sannio Film Festival. Sto pensando di realizzare dei personaggi storici affrontati dalla filmografia napoletana: dalla Fonseca del “Resto di niente” al Caccioppoli di “Morte di un matematico napoletano”, dal Rosi di “Le mani sulla citt ” a Nanni Loy con i suoi personaggi grotteschi e di dubbia moralit “.

Nelle foto (di Maria Volpe Prignano), Claudio Cuomo e lo studio dell’artista

Info
www.claudiocuomo.com