< Adolescente, guarda quel grande polmone inattivo a poca distanza da casa sua e ascolta gli ambiziosi progetti turistici per Bagnoli. Negli anni novanta, il gigante siderurgico ha da poco spento i motori della produzione siderurgica e acceso il dibattito in citt  sul suo avvenire. Simona Pucciarelli crede davvero al "dopo/Italsider" e a una sponda vacanziera ispirata al progetto dell'architetto napoletano dal cognome e dai genitori stranieri, Lamont Young, che voleva a assegnare a quell'angolo, prediletto dalla natura ma saccheggiato dal disegno umano, il ruolo di piccola Venezia. S'iscrive all'istituto alberghiero Cavalcanti, al corso di accompagnatori per turisti, e comincia viaggiare per l' Europa.

Dopo il diploma al liceo scientifico, si iscrive alla facolt  di medicina . tuttavia le strade del caso la portano altrove. Wanda Selis, padre sardo e madre partenopea, nel cuore l’amore per il centro storico che conosce bene, tra via Vergini alla Sanit  e piazza Carlo III, zone percorse per andare a scuola, comincia a entrare nel mondo dei viaggi, lavorando comehostess, guida, assistente di agenzie. Dopo aver imparato l’inglese gi  in classe, si tuffa nello spagnolo con corsi universitari a Malaga e Salamanca. Ingaggiata , dopo, da Alpitour e Columbus alle Canarie e in Grecia.
A terzo millennio gi  imboccato da oltre un decennio, con l’emergenza spazzatura che fa accumulare dappertutto montagne di rifiuti fotografate da stranieri in passaggio e fuga, Simona e Wanda s’incontrano in un unico desiderio cercare di restituire Napoli al mondo, picconando la cima dei pregiudizicementati da una incessante campagna mediatica sull’immondizia straripante e la criminalit  scandita da scippi mortali. Come? Diventando “Custodi della tradizione” con un’associazione che puntaa diffondere la conoscenza della “true Naples, in the true Campania, in the true Italy”, ci la vera Napoli, nella vera Campania, nella vera Italia. Gettando nell’acquario dei primati negativi il sasso della conoscenza.
In una domenica d’inizio marzo (il 4 marzo scorso) chepreannuncia la dolcezza della primavera, i custodi della tradizione organizzano una passeggiata nel cuore della citt , tra i sussurri del passato e il brusio di un presente timido e incerto., partendo da Piazza del Gesù, come punto d’incontro.
E, continuano due settimane più tardi, nella loro sfida, con un’incursione al Duomo, alla scoperta di episodi e aneddoti legati al nome di San Gennaro. Facendo rimbalzare la scommessa, dopo una prima escursione qualche fa, il prossimo 25 aprile, su piazza mercato e dintorni,territorio che scotta di passato ma anche di futuro abbozzato e ancora barcollante, , malgradola premessa di un progettoforte, quello del consorzio antiche botteghe (condotto da Claudio Pellone) che punta a rilanciare la zona come “decumano del mare”, dopo anni di abbandono e degrado.
Simona, Wanda e gli altri. Sul cammino di recupero, conservazione e potenziamento, con visite guidate in inglese francese, spagnolo, portoghese, giapponese per superare il muro degli stereotipi negativi lasciando che Napoli seduca gli spettatori della Coppa America,(dal 7 al 15 aprile) accompagnandoli, prima delle regate, in un girotra il lungomare e Castel dell’Ovo, proprio in quel lembo di spiaggia dove la sirena Partenopefin i suoi giorni, battezzando il mito della citt  legata al suo nome. Per una settimana, davanti al caffè Gambrinus, tra piazza del plebiscito e Palazzo reale, i custodi della tradizione saranno riconoscibili con un cartellino su giacche e pullover e cappellini per chiunque abbia lo sguardo della curiosit .
Pronti a cercare nuove sinergie per promuovere l’autentica anima, antica e contemporanea,di una realt  sopraffatta spesso dal complesso di autoflagellazione dei suoi stessi abitanti.

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Bambini, gratis

“Tutti,anche, hanno dovuto fare i conti con questo citt  enorme , che sfuggiva loro incessantemente e che controllavano solo in apparenza. Ma tutti hanno finito per lasciarsi prendere dal gioco; e io capisco come Murat abbia cercato disperatamente di salvare il suo trono e di averlo preferito, non senza coraggio, alla propria vita. Quale governo, oggi, sarebbe capace di un simile atteggiamento? Tenere Napoli è corerre un rischio, e accettare di pagarne il prezzo. Nessuno. Di quei sovrani di ieri, che non abbia dovuto annegare nel sangue di molteplici rivolte; nessuno, neppure, chelasciato dei rimpianti, nemmeno gli spagnoli, nemmeno i Borboni, che a Napoli hanno ancora i loro seguaci inconsolabili”.

Fernand Braudel

In foto, i custodi della tradizione a piazza del Gesù. In homepage, l’antica piazza Mercato