La differenziata porta a porta determina risultati molto migliori rispetto ai sistemi con cassonetto stradale, sia dal punto di vista quantitativo (tra il 60% e il 75% nelle citt  e tra il 70% e il 90% nei piccoli centri) sia dal punto di vista qualitativo (in termini di purezza delle frazioni raccolte). Motivazione di questi migliori risultati è nella possibilit  di far pagare una tariffa puntuale sul reale secco indifferenziato che si produce e di responsabilizzare direttamente le singole persone e, quindi, di avere dei materiali migliori da riciclare, ci non “sporchi”.

Siccome il consumatore vuole l’acqua e non la bottiglia, è buona norma far pagare al produttore i costi di imballaggio. In Italia una bottiglia di plastica usa e getta costa al produttore 0,3 centesimi, mentre in Finlandia 76 centesimi, ben di più del guadagno finale derivante dalla vendita della bottiglia. Ciò comporta la pressoch totale assenza di bottiglie usa e getta (usate solo per prodotti particolari), sostituite da bottiglie a rendere, ci riutilizzabili.

A Berlino, tramite la differenziata porta a porta, dal 1998 al 2004 si è scesi dai 389 ai 298 chili di secco indifferenziato pro capite (in Italia se ne producono 600 a testa!) individuando una tariffa puntuale che permette ai cittadini, variando la dimensione dei contenitori o la frequenza di svuotamento, la possibilit  di ridurre o aumentare la tariffa. Chi produceva di più e aveva bisogno di contenitori più grandi o di una frequenza di svuotamento maggiore era costretto a pagare di più.

*Consulente per i sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani

In foto, Napoli invasa dai rifiuti