Sono i “Cavalieri” di Riccardo Dalisi a inaugurare le sale restaurate del Palazzo Reale di Caserta. Il 16 maggio alle ore 12 aprono le “Reali Cavallerizze” con la mostra “Cavalieri e oltre” dell’artista lucano. L’esposizione, a cura della Soprintendenza di Caserta e Benevento con la collaborazione di Civita, è allestita nel nuovo spazio adiacente la facciata est del Palazzo Reale, che si apre per la prima volta dopo una lunga fase di restauri e realizzato proprio per essere sede di mostre e installazioni di arte contemporanea.
espone una serie di oggetti realizzati con rame, ferro battuto, latta oltre che disegni autografi. La sua è una celebrazione del numero “due” del dualismo come concetto base di ogni entit , di ogni significato. Le mani, le gambe, gli occhi, le orecchie, il cuore si strutturano sul due. Lo stesso vale per la musica, la poesia e il linguaggio, eternamente in bilico tra positivo e negativo, salita e discesa, volo e caduta, presenza e assenza.
Cos ne parla Paola Raffaella David, Soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Caserta e Benevento «Conoscere Dalisi un’esperienza straniante, fuori dalla realt  delle cose presenti, fuori dall’angoscia e dalla paura per un futuro sempre più incerto. Riccardo Dalisi trasmette una positivit  che si avverte subito, al primo incontro. “Gioioso, ilare, ironico e anche umano, fantastico, persino grottesco" (G. Dorfles), come le sue opere figure di un mondo fantastico, quasi da favola infantile, impossibili, spesso in metamorfosi…».
Ed è in questa dualit  che, per Dalisi, si inserisce il guerriero, il cavaliere, colui che difende ma allo stesso tempo offende, nonch il materiale usato, duro e resistente ma morbido e duttile nelle sue mani. Un gioco attraente e intrigante si crea con le ombre che si creano con le sculture di Dalisi. Ogni opera pare avere un gemello, oscuro, un compagno, un’anima che li accompagna in una danza irreale e doppia. Riflessi di un mondo parallelo di cui Dalisi si fa ed è plasmatore e demiurgo.
Lo spazio espositivo denominato “Reali Cavallerizze” che ospita la mostra, costituisce uno dei nuclei più antichi delle pertinenze della Reggia in quanto parte integrante del cinquecentesco Palazzo dei Principi di Acquaviva, l’odierno Palazzo della Prefettura.Tali aree furono rilevate, insieme a tutto il Feudo degli Acquaviva, da Carlo di Borbone nel 1749, affinch fosse realizzato il suo grandioso progetto di costruire una nuova Reggia (e una citt  reale) che potesse rivaleggiare con le più importanti residenze europee.
Nel progetto del Vanvitelli era prevista, cos come appare evidente nelle tavole a volo d’uccello della Dichiarazione dei Disegni (1756) dell’architetto ideatore del Palazzo Reale casertano, la demolizione delle strutture delle Cavallerizze e la creazione al loro posto di un’area adibita “a giardino di fiori con fontane” (Platea dello Stato di Caserta del Cavalier Sancio 1826). La demolizione non avvenne mai e le Cavallerizze furono pienamente utilizzate scuderie, rimesse per carrozze, magazzini ed alloggi per gli stallieri e gli addetti ai servizi, bottega del maniscalco, sellerie, maneggi.
Fino al 16 luglio
Nelle foto, alcune opere in mostra

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