Il tempo è il giudice inflessibile di un testo letterario, la durata è l’unica prova certa che ne decide della validit . Mai, prima d’oggi, il tempo ha consegnato intere biblioteche all’oblio.
I libri letti, o riletti a distanza di anni, che continuano a "parlarci", resistendo al tempo trascorso dalla loro pubblicazione, sono veramente pochi.
Non ora, non qui, il “fantastico” romanzo d’esordio di Erri De Luca, ha certamente superato la sfida del tempo e oggi viene proposto "vent’anni dopo" dall’editore Feltrinelli, che lo riedita aggiungendo al testo originale del 1989 un’introduzione dell’autore nella quale viene raccontata la storia editoriale del romanzo.
Non ora, non qui è solo uno dei tanti altri libri di De Luca che col passare del tempo hanno guadagnato un numero sempre maggiore di lettori. L’impressione è che, una volta letto un libro di De Luca, i lettori sentano il bisogno di non interrompere il rapporto stabilito con l’autore e di alimentarlo, di tenerlo vivo attraverso gli altri libri, fenomeno che raramente si registra nel nostro sistema letterario.
“Non ora, non qui” è «il racconto di una voce interiore», come scrive l’autore nella bella nota che adesso accompagna il volume, aggiungendo che si tratta di «una lunga lettera a mia madre». In un testo successivo l’autore aveva scritto che si trattava del romanzo di «un figlio segregato nel corpo e nei pensieri».
L’io narrante si situa in un luogo di osservazione mobile, racconta storie dell’infanzia, una dopo l’altra, una nell’altra, che ricostruisce osservando fotografie: «Finch ebbe luce negli occhi, mio padre fece fotografie», è infatti l’incipit del romanzo. Un ragazzo balbuziente che sembra annunciare il problematico diventare adulti in una citt  dove ancora si avverte la miseria seguita alla Seconda guerra mondiale. Sono qui anticipati i temi preferiti dall’autore: la scuola, il mare, gli Alleati, la citt , temi sui quali, nei vent’anni che sono nel frattempo trascorsi, De Luca è tornato a scrivere in un laborioso approfondimento. Parte anche da qui l’analisi di certi luoghi comuni, che vengono rivisitati con la forza di un nuovo significato grazie a una scrittura che trova la sua forza nel saper consegnare a noi lettori le proprie nuove metafore.
“Non ora, non qui” contiene quello stile capace nel giro di una sola frase di dar fondo a complesse vicende e sentimenti. Una scrittura asciutta, che sembra procedere per cancellature, che limita le descrizione a pochi scarni elementi essenziali. Ed è soprattutto l’uso della lingua, che riesce a far riaffiorare significati della parola unici, che allora come oggi fanno di Erri De Luca una delle voci più originali del panorama letterario italiano.

Erri De Luca
Non ora, non qui
Feltrinelli, collana I Narratori, pagg. 194, euro 10

Nella foto, lo scrittore