La scena esplode e Pasquale Della Monaco (regista e autore) irrompe nella stanca tradizione del cafè-chantant con “Delirio non operetta”, venerd (ore 21) al Gambrinus di Napoli, in piazza Trieste e Trento. «Un’ora e più di delirio» promette l’autore, accompagnato dalla sua compagnia “Vulcano Metropolitano”. E continua «Si tratta di una cena spettacolo che si muove tra il sovvertimento dei codici e la riscoperta autentica della dimensione teatrale che si riproduce e rinasce dalle sue ceneri, nel tempo immaginifico di menti non più assopite».
L’idea del regista è «andare conto lo stereotipo, la melassa, il cartolinesco» e per fare questo, costruisce uno spettacolo che si fonda su «una base di liricit  e modernit , con colpi di scena di teatro, senza unguenti “saporiferi” da peste emozionale». Unguenti “saporiferi”… «Inganni. Sono come spezie che nascondono il sapore di un cibo non buono, donandogli un gusto apparentemente rinnovato».

Musica, canto, parole. Lungo questi elementi scorre il “Delirio”. «Uno spettacolo di attori e non del paradosso d’attore. Viene esaltata la bellezza del brutto e le parole trovano naturale vivificazione nell’elemento sonoro, tanto che anche il playback diventa strumento di creazione». E il playback è affidato alle voci, protagoniste fuori campo. Voci imponenti, senza tempo. Opere immortali. Bellini, Bernstein, Bizet, Offenbach, Paganini, Rossini, Verdi. «Non si vedono, ma si sente la loro atmosfera». Visibili invece gli attori Eduardo Esposito, Martina Masiello, Daniela Nastri, Ciro Troise, Davide Carnevale, Ireni Rios, Fabrizio Troise.

Nella foto, il regista Pasquale Della Monaco