«Quello del carcere è un microcosmo di cui, all’esterno, si percepisce solo una minima parte. Invece, le detenute vivono passioni – spesso di natura omosessuale – dolori e sensazioni che le costringono a ripensare tutta la loro vita, con conseguenze che spesso portano con s anche quando tornano a casa. Il libro cerca di soffermarsi proprio su questo sul lato umano della clausura. Varcare quella soglia è stato a tratti angosciante e claustrofobico ma, soprattutto, emozionante».

Cos la giornalista Ornella d’Anna annuncia l’uscita autunnale del libro che ha curato con Annalisa Virgili, “Danze orientali dall’interno del carcere. Cinque anni nell’harem di Pozzuoli”.
Il volume sar  anticipato, questa settimana, venerd 29 luglio, alle 16, dalla presentazione che si terr  proprio nella casa circondariale femminile di Pozzuoli (sala del teatro, via Pergolesi 140).

Pagine che documentano cosa significhi (soprav)vivere dietro le sbarre,
attraverso le interviste alle detenute che hanno partecipato al laboratorio organizzato da Virgili, tra le mura di un penitenziario. Grazie a un progetto artistico, emergono i turbamenti, le paure, le tensioni di esistenze inciampate in errori che ne hanno rallentato il passo, separandole dal mondo di fuori. Diversamente libere, si muovono tra orari, grate alle finestre, servizi speciali e personale operativo.

La pubblicazione, è accompagnata da immagini, disegni e testi dello scrittore Maurizio De Giovanni (prefazione) e Piero Avallone, magistrato del Tribunale per i Minorenni di Napoli (postfazione) e ci spinge a riflettere sulla nostra spesso disumana umanit , pronta a giudicare, raggelata nella sua presunta normalit .
Chiuder  l’eventola performance di danza "Da Oriente a Occidente, nord e sud del mondo". Dimostrando ancora una volta che sentimenti e bellezza non possono essere cancellati nemmeno quando si è reclusi.

Nella foto, la copertina del libro