Ecco tre protagonisti del Novecento a Napoli. Lippi, Cajati e Waschimps. Partiamo da Lippi. L’essenza pittorica della sua arte è associata al suo intenso cromatismo, in un continuo stato di altalenante tensione tra necessit  del documento e simboliche visioni. La formazione di Raffaele Lippi ha attraversato fasi differenti.

LE MACERIE DI LIPPI
Nei suoi lavori degli anni ’40 ci si imbatte in una pittura intrisa di quelle inquietudini che egli raccolse sugli innumerevoli volti di una Napoli sfigurata dalla fame e dalla guerra. il ciclo “Macerie” ispirato ai temi della violenza e della polemica socio-politica che imperversava negli anni dell’immediato dopoguerra impegnando e accomunando molti artisti italiani del tempo.
GRUPPO SUD
La storia di Lippi si intreccia con la storia di alcuni giovani artisti esordienti che, insieme, in quegli anni diedero vita al “Gruppo Sud”, un collettivo nato dall’esigenza di far emergere un linguaggio che, pur nel rispetto della singola impronta personale, fosse portavoce di un comune desiderio di dare un significato sociale all’esperienza artistica. L’esordio del Gruppo Sud di pittura avvenne nel dicembre del 1947 con la mostra al Circolo degli Ingegneri e degli Architetti. Le mostre successive furono ospitate dalla galleria “Al Blu di Prussia” di Guido Mannaiuolo. Tra il ’59 ed il ’63 si divarica l’esperienza informale di Lippi che si esprime in dipinti come Animale rosso, una tela carica di gestualit  lacerante nella fusione tra i grigi e gli arancioni. Nel decennio successivo assistiamo al riemergere della figura umana in rapporto con uno spazio architettonico opprimente che si esprime in visioni scenografiche alterate, di chiara impronta metafisica. Con gli anni settanta la pittura di Lippi smussa le sue punte più acuminate.
LA SPERANZA DI UNA RINASCITA

In una memorabile mostra nel 1973 presso la Galleria “Mediterranea” di via De Cesare, Lippi d  prova di un humus pittorico che aveva ormai raggiunto la sua piena maturit  stilistica. Una pasta cromatica ricca di espressivit , sicurezza e maestria con la quale realizza un mondo di figurine poetiche che sopravvivono in parte al senso di ansiet  del vivere quotidiano mostrando una sottile vitalit , manifesta volont  dell’uomo di attraversare il cammino, di darsi una possibilit , nonostante tutto. Artista nel tempo adombrato da quella smania del tutto partenopea di affossare i suoi talenti più genuini, Raffaele Lippi era un uomo sospinto dalla speranza sempre viva di assistere alla rinascita culturale della sua amata citt .
CAJATI E LA RICERCA DEL MISTERO
Personalit  complessa, animo generoso e talento versatile, Enrico Cajati nasce a Napoli nel 1927 nel quartiere Vomero dal quale si allontana a seguito della prematura scomparsa della madre, trasferendosi nella zona popolare dei “quartieri spagnoli”dove passa buona parte della sua esistenza, in un ambiente povero ma genuino che segna indelebilmente la sua persona e ne determina anche parte del suo spirito creativo. Figura perno nella vita del maestro fu il suo caro padre e la moglie Filomena Micillo, da lui stesso definita la sua giuda spirituale.
UNA QUADRERIA ALL’ISTITUTO PALIZZI

Fin da giovane è stato una personalit  artisticamente difficile da decifrare. Pittore, scultore e restauratore, alla continua ricerca del mistero e dei canoni platonici, sperimentatore di nuove forme di linguaggio. Influenzato dallo spazialismo materico di Burri e dal cubismo di Mondrian, le sue composizioni sono cromaticamente equilibrate e intrise di una forza evocativa che empatizza con lo spettatore, lo cattura vorticosamente. Nel 1949 partecipa alla Mostra Nazionale di Arte Sacra, Nocera Inferiore, nel ’51 alla Quadriennale di Roma e nel ’56 alla Biennale di Venezia. Vince molti premi e partecipa a mostre personali e collettive. Ha insegnato per diversi anni all’Istituto d’Arte con un amore e una vocazione alla professione del tutto rari. I dipinti di Cajati non sono mai stati in vendita in quanto l’artista mal sopportava la mercificazione dell’arte ed era cos legato ai suoi lavori da volersene circondare. Il qualche caso sporadico in cui l’artista ha venduto, durante il corso della propria carriera artistica, ha immediatamente restituito il denaro per riavere a se le opere. Preferiva piuttosto regalarle a qualche amico a lui fidato. Dopo la sua scomparsa, nel 2002, molte opere sono state donate all’Istituto d’Arte Palizzi dove sono state esposte in quadreria dedicata all’artista Cajati.
WASCHIMPS IN UN MONDO DI VISIONI

Nato nel 1932 a Napoli dove vive e lavora, Elio Waschimps dimostra sin dal 1957, in occasione della sua prima personale alla galleria Medea, una notevole capacit  pittorica a cui si aggiunge una vasta conoscenza dell’arte antica che gli permise di ammorbidire quell’asciuttezza tipica delle tendenze neo-realiste per cui simpatizzava, accogliendone gli assunti in una nuova elaborazione, più ricca in termini di espressivit . Questa disposizione altamente feconda e versatile nei con            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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BB»EWHEREUSINGB B B»RLIKERESETBeNULfronti dell’impasto pittorico unitamente ad uno stile tendente all’evocativo, gli ha consentito di pervenire in tempi più recenti, alla luce di nuove esperienze, alla costruzione di un mondo carico, “quasi lampeggiante”, talvolta visionario.
LE PERSONE SMASCHERATE
ll dato più rilevante nell’opera di Waschimps è il modo in cui la sua arte ci propone il quotidiano, trasposto in una dimensione alterata, irrequieta ma comunque fedele rispetto alla realt  di partenza. Le sue figure rappresentano una umanit  smascherata, messa a nudo di fronte ai propri limiti, primo fra tutti l’incapacit  di operare una vera e profonda comunicazione tra gli individui. Il che genera un senso di alienante solitudine proprio in una societ , quella odierna, che si proclama globale e massificata. Nel 2011 Elio Waschimps ha partecipato alla biennale di Venezia invitato da Vittorio Sgarbi, con un progetto ritenuto dalla critica di valore internazionale.
LA MOSTRA
Sabato 14 dicembre, ore 18,00, negli spazi dell’ A/R Project Gallery si inaugura la mostra personale di Elio Waschimps, in un percorso espositivo che vedr  il maestro “sbarcare” per la prima volta nella citt  di Giugliano in Campania. I 20 lavori di varie misure ritraggono essenzialmente bambini nell’atto del gioco. Il percorso proposto avr  una lettura antologica, descrivendo cronologicamente le varie fasi di un viaggio poetico che il maestro ha intrapreso nel corso della sua vita artistica.

A/R Project Gallery, Piazza Gramsci-Giugliano(NA)
Info e contatti
projectart@libero.it
cell 349 6137937- 3384798917

Nella foto in alto, un’opera di Lippi. In basso, da sinistra, dipinti di Cajati e Waschimps

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http//youtu.be/8_JehmJQXQ0