In occasione del prossimo anniversario di Nemesi (nome d’arte dell’artista napoletana Lina Mangiacapre), l’associazione “Le Tre Ghinee” (precedentemente “Nemesiache”) propone un evento unico e irripetibile come omaggio al cinema della loro fondatrice.Il Pan, Palazzo delle Arti di Napoli di via dei Mille 60, a partire da mercoled 21 maggio, fino a venerd 23, alle 730 sar  inondato di ricordi per riportare alla ribalta l’imponente figura di Lina Mangiacapre, artista a tuttotondo nel napoletano e non che è riuscita a restituire, a partire dalle contestazioni universitarie del ’68, la dignit  che ciascuna donna necessita come diritto.
Durante la manifestazione, che vede presenti personalit  come Adele Cambria, Mauro Cruciano, Teresa De Blasio e la sorella dell’artista, Teresa Mangiacapra, tra film e cortometraggi in suo onore, sar  proiettato anche “Didone non è morta”«dove Napoli e i Campi Flegrei- come raccontava la stessa Lina -diventano lo scenario in cui la fondatrice di Cartagine, ritorna alla vita per rincontrare ancora una volta il suo grande amore, e perderlo insieme al suo sogno dell’unit  di una civilt  mediterranea. In una dimensione surreale passato e presente si rincontrano in spazi e tempi paralleli… Alla fine, Enea è un eroe sconfitto, privo di identit ». basati sulla sua vasta biografia, e sar  poi presentato il sito a lei dedicato e la storia delle Nemesiache, oggi Associazione “Le Tre Ghinee”.

Nella prima serata dell’evento “Dimensione Nemesi”, ospitato nella sala Pan, alla presenza di Simona Marino, consigliera delegata alle pari opportunit  del Comune di Napoli, l’associazione presenter  il sito; scopo principale è quello di raggiungere quante più donne possibili, soprattutto giovani, perch possano conoscere una realt  sconosciuta ai libri. Quella di una storia tutta al femminile creata da Lina, diffondendo un importante messaggio di solidariet  e partecipazione.

All’inizio degli anni ’70 Lina Mangiacapre fondò il gruppo delle Nemesiache, il cui nome era un omaggio a Nemesi, la dea greca della “distribuzione della giustizia”. Tutte le componenti si diedero degli pseudonimi tratti dalla mitologia greca (da qui l’origine del nome d’arte della sorella Teresa, Niobe) per rinnovare l’idea di un mito “al femminile” e diffondere la memoria di un ordinamento cosmico precedente al patriarcato. Il mito è stato per Lina il fondamento della ricerca intellettuale e artistica e la sua produzione culturale si dispiegher  nel tentativo continuo di evocarlo attraverso varie forme d’arte come il teatro, la pittura (firmandosi M lina), la recitazione, la musica.

Per saperne di più

www.palazzoartinapoli.net

mangiacaprateresa@gmail.com

faustfausta@alice.it

In foto, la filosofa e artista napoletana Lina Mangiacapre durante le riprese del suo film “Faust Fausta” (1990), mito collegato all’uomo moderno