Sono denominate periferie, ma in realt  sono pezzi di citt , anzi sono la citt . Per la maggior parte dei casi sono collocate ai confini del tessuto urbano, ma ci sono anche casi in cui vanno a interessare ambiti territoriali che ricadono nel cuore della citt . Connotati sono il degrado, la violenza, spaccio di droga e tutto quanto è possibile annoverare nel caleidoscopio dell’illegalit .
Se è vero che questi ambiti di territorio sono contenitori di degrado, è altrettanto vero che possono essere recuperati e restituiti al vivere civile attraverso la ferrea e ferma volont  di chi non si rassegna che luoghi che un tempo esprimevano l’incanto, oggi debbano subire ogni sorta di sopruso e violenza.
E’ il caso di un angolo di Napoli, la Sanit , che rappresenta non solo un quartiere di Napoli, ma il cuore della citt , dove un uomo coraggioso, il suo parroco, don Antonio Loffredo, ha lanciato una straordinaria sfida, risvegliare le coscienze dei giovani che sono nati e cresciuti in quel quartiere, e che quotidianamente ne respirano l’aria, per trasformare il ghetto in polo d’attrazione, un angolo capace di captare residenti e turisti per la riscoperta dei tesori tenuti abbandonati e nascosti da sempre.
Organizzati in cooperative i giovani del quartiere, sotto la guida non solo spirituale di don Antonio, si sono rimboccate le maniche per restituire all’antico splendore la basilica di san Gennaro fuori le Mura con il miglio sacro antico itinerario dedicato al santo patrono, collocando un bed & breakfast in un ex convento ed aprendo al pubblico le magnifiche catacombe di san Gennaro e san Gaudioso affidate al restauro.

Ecco che il quartiere dove è nato Totò, e dove Eduardo de Filippo ha ambientato una delle sue commedie più note Il Sindaco del rione Sanit , da preda di degrado sociale e della camorra, nel giro di pochi anni è diventato un modello di imprenditoria sana, solidale e sostenibile, dimostrando soprattutto a una classe politica in “tutt’altre faccende affaccendate” che la citt  può recuperare ampi margini di vivibilit .
La favola bella, l’avventura che ha consentito di consegnare alla realt  un sogno che sembrava impossibile, don Antonio Loffredo l’ha affidato all’intrigante racconto “Noi del Rione Sanit ” che Mondadori ha mandato di recente in vetrina (pagg.180, euro17), a dimostrazione che il recupero del prestigio d’un tempo d’una citt  ricca di Storia, dove davvero l’Europa ha lasciato segni d’un passaggio antico, è possibile, come è stato possibile per il quartiere Sanit , e come potrebbe essere possibile per tanti altri angoli come Secondigliano, Scampia, Ponticelli, Barra, San Giovanni che sono l’esempio tangibile del disordine, dell’approssimazione del vivere civile d’una Citt  che è diventata anch’essa un’immensa periferia.

La lezione di don Antonio Loffredo suoni quale monito a quanti guidano la citt  in modo inadeguato,
una lezione che dimostra come è possibile sdoganare dall’approssimazione Napoli che è diventata una gabbia angusta, all’interno della quale si consumano i più atroci delitti. L’uomo in cattivit , ci ammonisce l’autorevole urbanista Corrado Beguinot, perde la sua natura e diffonde la sua più recondita violenza. E’ la struttura urbana di Napoli che va rimeditata per ridarle contorni di umanit . Don Antonio Loffredo per la sua parte c’è riuscito. L’augurio, sull’esempio del sacerdote della Sanit , è che ci possa riuscire chi si è assunto il compito di amministrare e governare la nobilissima comunit  napoletana.

Noi del Rione Sanit 
di Antonio Loffredo
Mondadori
pagg.180, euro 17

luned 1 luglio 2013

Nella foto, particolare della copertina