Apre i battenti in citt  Emergency, nella periferia orientale, a Ponticelli. Il progetto presentato dalla Onlus è finalizzato a offrire gratuitamente assistenza sanitaria e orientamento socio sanitario alle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione, come i migranti e tutte le persone in stato di bisogno, proprio in un’area periferica della citt  dove i fenomeni di esclusione e disagio sociale risultano più marcati.
Un esempio di buona amministrazione che coniuga gli aspetti socio sanitari ed umanitari con l’esigenza di riqualificare il territorio periferico con strutture e presenze inedite ed innovative.
Non è stato facile visto che la location assegnata all’organizzazione del chirurgo e pacifista Gino Strada è stata più volte incendiata nel corso degli ultimi anni. Evidentemente da parte di chi non voleva quella presenza, magari per continuare ad “usare” queste strade di periferia come corridoio per traffici illeciti. Chi si interessa degli altri, e in modo gratuito, sottrae potere, “fette di assoggettamento sociale” a chi deve produrre condizioni ambientali fatte di rispetto “indotto”, servilismo e produzione di “consenso deviato”. A chi deve “procurare” mancanza di libert  personale.
La presenza dello Stato, in questo caso, si materializza con la solidariet , con messaggi che mettono al centro il valore umano, la prevenzione, la considerazione del proprio corpo.
L’amministrazione de Magistris con questa operazione recupera un punto, segna uno spartiacque tra l’inerzia burocratica, molto viva nel “palazzo”, e l’interventismo, dimostrando caparbiet  amministrativa permeata da quella “cultura del fare” (e del fare bene) che giova ai territori decentrati, spezzando le catene del “nonsipuotismo”.

La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali,
promuove interventi per garantire la qualit  della vita, pari opportunit , non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilit , di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficolt  sociali e condizioni di non autonomia.
Questo è quello che prescrive la nostra carta costituzionale, in ossequio agli articoli 2, 3 e 38; principi trasposti nella legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (L. 328/2000).

E allora si colga l’occasione per qualificare le prestazioni e gli interventi a favore delle categorie sociali in difficolt ,
la sanit  di base e la medicina preventiva affianchino questi “tentativi sociali” ed agiscano in contemporaneit , in sinergia, per completarsi, senza sostituirsi a vicenda. Si mettano in rete presidi ospedalieri, strutture sanitarie intermedie, medici di base e formazioni socio-assistenziali pubbliche. E’ ora possibile creare un corridoio umanitario capace di assicurare l’universalit  dei servizi sociali.

Il ruolo del terzo settore è fondamentale in queste occasioni.
La cooperazione sociale, innanzitutto associazionismo e volontariato, deve rappresentare un punto di qualit , antenne sociali in grado di captare i segnali di sofferenza ed indirizzarli ad una dimensione solidaristica.
La programmazione sociale e sanitaria riparta dai territori, riprenda il cammino della concertazione operata direttamente sui luoghi dove si originano le difficolt , recuperando “verginit  amministrativa” ed accreditando soggetti e forze in grado di fare sistema, capaci di offrire sostegno socio-psicologico ad alto valore aggiunto con figure professionali sociali dedicate.

Il Comune di Napoli adotti la Carta dei Servizi Sociali, quello strumento che definisce i criteri per l’accesso ai servizi, le modalit , il funzionamento, le procedure e le condizioni per facilitare l’accesso alle prestazioni, in maniera visibile, concreta, direttamente esigibile per la cittadinanza. Senza incertezze, comunicando, in ogni maniera possibile, in modo trasparente e dando la percezione della vicinanza, del senso di comunit , dell’accesso alle istituzioni libero e non condizionato.
Il cosiddetto Stato centrale garantisca la costruzione di quel welfare di comunit  di cui le citt  hanno bisogno. Certo non si può partire “tagliando”, anno per anno, il fondo nazionale per il sostegno alle politiche sociali.
Accendiamo le Municipalit  di almeno un punto sociale innovativo, un Gino Strada in ogni luogo decentrato amministrato, con prestazioni nuove, con professionalit  diverse. Solo cos possiamo mettere a valore quel capitale umano gi  presente a Ponticelli quanto a Scampia.

Nella foto, l’ingresso dell’ambulatorio a Ponticelli