Nel 2012 la prima sancarliana di Traviata fu funestata dagli scontri dei manifestanti con la polizia e caratterizzata dall’immancabile presenza di autorit  (ben cinque ministri). Allora il Massimo napoletano voleva rendere omaggio al musicista di Busseto in occasione del secondo centenario della nascita. L’attesa maggiore era sicuramente per il regista italo-turco Ferzan Ozpetek, alla prese con la sua seconda regia in un teatro d’opera. Allora tutti osservarono che la storia d’amore tra la prostituta Violetta e il nobile Alfredo veniva presentata come in un film, tra sensualit  ed esotismo. Il regista, come quando opera dietro la macchina da presa, lavorò in profondit , scandagliando le misteriose latebre dell’animo umano e mettendo a nudo i sentimenti e le sensazioni dei protagonisti.

Sebbene non ci sia più l’impatto della novit , l’allestimento del regista turco conserva intatta la sua tensione sempre viva per tutta l’opera.
Il legame con il cinema viene rafforzato dal primo piano della protagonista proiettato nelle prime battute sul siparietto. Le scene di Dante Ferretti e i costumi di Alessandro Lai confermano la potenza e l’efficacia della regia di tre anni fa. La direzione musicale di Nello Santi ha conferito nobilt  e coerenza a un’opera che dal punto di vista musicale è una delle vette più alte del teatro d’opera italiano. Santi contribuisce con la sua direzione pacata e sicura a sfatare il mito di un Verdi rustico e tutto zum-pa-pa, in posizione ancillare al coevo Wagner, ingiustamente esaltato come interprete di una cultura che non possedeva certo in sommo grado, come si favoleggia.
Vera sorpresa della serata è stata Maria Grazia Schiavo, che ha scelto il Massimo della sua citt  per smettere i panni dell’interprete di musica barocca e cimentarsi in un ruolo impegnativo e complesso, affrontato con umilt , impegno e coraggio. I risultati sono stati davvero eccellenti, al contrario della performance di Ismael Jordi, improbabile Alfredo e di Giovanni Meoni, un Germont monocorde e freddo. Scandalosa la pronuncia di Jordi, ai limiti della sopportazione. Sfasature si sono colte qua e l  tra orchestra e coro, sembra per un numero ridotto di prove. Pubblico caloroso e generoso, fin troppo, ma è la popolarit  del titolo a riscaldare l’uditorio.

Si replica fino al giorno 13 con altro direttore (Maurizio Agostini) e diverso cast (Cinzia Forte, quindi Jessica Nuccio nel ruolo di Violetta
accanto all’Alfredo di Stefano Pop, poi Merūnas Vitulskis, e al Germont padre di Marco Caria); la sera del 15, l’opera andr  in scena ad Avellino, al Teatro Gesualdo.

Per saperne di più

www.teatrosancarlo.it/

Nelle foto, due momenti della Traviata