Dedicate ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, le due porte di bronzo scolpite da Antonio Giannino per la parrocchia dell’opera salesiana di Portici (Na) e che saranno inaugurate luned 8 dicembre (ore 17) rispondono concretamente ai valori distintivi dell’autonomia stilistica dell’autore, gi  molto apprezzato per i modellati plastici dell’Apoteosi di San Giovanni Bosco e le quattordici Stazioni della Via Crucis dal 1992 presenti in quella fucina di fede cristiana praticata, sull’esempio del santo, in vocazione educativa. Se però per i cicli scultorei cui si è accennato, la creativit  dell’artista ha tratto, per necessit , ispirazione dall’immaginazione fantastica e dall’immedesimazione rievocativa, per le nuove porte il discorso si è fatto più concreto e serrato. Lo imponevano le testimonianze dell’opera dello stesso San Giovanni Bosco e la sua devozione ai Sacri Cuori dell’Idea purissima di Dio e del Divin Maestro che nel suo infinito amore volle per primi accogliere i fanciulli “Sinite pargulos venire ad me”. Interpretando la narrazione scultorea come un continuum, partiamo dall’arcangelo annunziante che, mentre glorifica Gesù e la carit  del Suo Cuore, accende l’anima di Giovannino Bosco e lo chiama ad abbracciare la vita religiosa nel segno della mansuetudine e dell’amore caritatevole che infiammano la Vergine del Soccorso senza limiti e il suo misericordioso Figliuolo. Don Bosco nella sua intemerata missione ha dimostrato di aver conformato il palpito del cuore a quelli dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Nelle due porte, lette unitariamente, il Sacerdote santificato si pone tra Gesù con l’arcangelo e Maria Ausiliatrice, rappresentata con lo scettro delle sue vittorie e come Vergine della nativit . Il cuore del Santo cui l’angelo reca i bambini da soccorrere, si identifica allineato con i sacri cuori nel medesimo amore che donano e insegnano a donare. L’impianto dell’opera nella sua completezza risulta potente e delicato anche nella dolcezza dei particolari, secondo l’eleganza connotativa dell’arte di Giannino e delle poesia della cinetica che egli dosa nelle evoluzioni librate, partendo dalla consistenza materica fino al filo sottile come un sospiro che ha sapore d’infinit .

Nella foto, le porte di Giannino (particolare)