«E adesso la palla passa a me. Malavita, solitudine e riscatto nel carcere» è il titolo del libro di Antonio Mattone che il ministro della Giustizia Andrea Orlando presenterà all’Istituto di cultura meridionale, domani, giovedì 22 giugno, alle 17.45, nella sede partenopea di palazzo Arlotta in via Chiatamone, 63.
Il volume, pubblicato da Guida editori, con la prefazione del ministro Orlando e la presentazione di Alessandro Barbano, direttore responsabile de il Mattino, analizza il mondo del carcere e le possibilità di riscatto, sulla scorta dell’esperienza maturata in oltre dieci anni di incontri con i detenuti di varî penitenziarî italiani, tra cui quello di Poggioreale.
«Questo libro toglie il velo di una comoda cecità e mostra la condizione di uomini come noi, che vivono insieme, diversamente da noi, la vita e la morte. La vita che è sopravvivenza, desiderio, sogno, illusione- scrive  Barbano- La morte che è la controfaccia di ciascuna di queste cose, perfettamente combaciante con esse. Morte fisica, esistenziale, civile. […] Questo libro è una sveglia. Salvifica ma ultimativa, che ci offre ancòra una residua possibilità di capire. Capire che il dolore degli altri, così simile al nostro, è sostenibile se riusciamo a dargli un senso».
Introdurrà l’incontro Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto. Moderati da Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano, con l’autore interverranno anche Alessandro Barbano, il magistrato Francesco Cascini, già presidente dell’Associazione nazionale magistrati, e don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane.
Il napoletano Mattone fin da giovane si è impegnato nella Comunità di sant’Egidio, dove ha incontrato i bambini e gli anziani dei quartieri di Scampia, della Sanità e del centro storico. Dal 2006 visita ogni settimana i detenuti del carcere di Poggioreale, oggi intitolato a Giuseppe Salvia, e di altri penitenziarî italiani. Ha partecipato come esperto agli Stati generali dell’esecuzione penale. Editorialista de il Mattino sui temi sociali e del carcere, dirige l’ufficio pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Napoli.
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