E’ stata presentata la programmazione 2013 del Museo MADRE a Napoli per la prossima stagione, nei locali della Fondazione Donnaregina in via Settembrini, 79.
All’incontro di ieri erano presenti il direttore del Museo Madre Andrea Villani, il vicepresidente della Fondazione Donnaregina Laura Cherubini, il presidente della Fondazione Donnaregina Pierpaolo Forte e l’Assessore alla Cultura della Regione Campania Caterina Miraglia.
Un programma vasto, articolato, che guarda allo scenario contemporaneo in una visione europeista. Insomma, almeno nei propositi un Museo sociale, aperto alla societ , vivo, partecipato, qualificato negli scenari socio-culturali, inserito nell’ambito della produzione contemporanea del sapere.
L’assessore regionale alla cultura Caterina Miraglia ha fatto rilevare che non si è mai pensato di chiudere il Madre, nonostante i pesanti sacrifici chiesti alla cultura in Campania.
Un presidio di arte contemporanea che ha dovuto subire la scure della spending review, visto che oggi costa sei milioni di euro all’anno, a fronte dei 18 milioni di qualche anno fa.
E’ la dimostrazione questa che si può fare arte con minori risorse e programmi di qualit .
L’assessore ha fatto notare che la Regione Campania è l’unica Regione italiana a investire direttamente nell’arte contemporanea.
Inoltre, ha rivendicato la scelta di far diventare quel luogo una discoteca per gli appuntamenti serali.
Il vicepresidente della Fondazione Donnaregina Laura Cherubini parla di un museo aperto alla citt , alle nuove generazioni artistiche, inserito dentro un filone culturale europeo.
Sono stati presentati PER_FORMARE IL MUSEO, un metodo di lavoro e un’idea di museo per il programma di attivit  2013, Re_PUBBLICA MADRE/PER_FORMARE IL MUSEO, i programmi per il pubblico 2013, ovvero mettere il pubblico al centro del museo e PER_FORMARE UNA COLLEZIONE, l’avvio della nuova collezione permanente del museo.
Mancherebbe all’appello un proposito pure in precedenza reclamato, l’apertura ad artisti e a forme d’arte che innanzitutto rappresentano la Napoli contemporanea. Non si è notato, insomma, che i prossimi immediati passi metteranno al centro la valorizzazione di “talenti indigeni”, che hanno dimostrato di saper esprimere l’identit  attuale e leggere gli scenari potenziali.
Al cambio della governance del Madre dovr  corrispondere una discontinuit  anche comportamentale nella selezione di progetti meritevoli e senza “copertura politica”.
Se di questo si tratter  allora siamo a un cambiamento di non poca portata.

Per saperne di più
www.museomadre.it

In foto, uno scorcio del Madre