Chi vuole approfondire le vicende a tinte fosche della tarda romanit  poco battute sui banchi di scuola può tuffarsi nelle coinvolgenti pagine di “E’ notte anche per me” (pp. 360, € 18), ultimo capitolo della trilogia che la scrittrice Maria Roccasalva ha pubblicato per Tullio Pironti. Il noto editore, sulla scia di sodalizio di vecchia data, ha tenuto gi  a battesimo “Intrigo a Costantinopoli” (2008) e “Il Danubio non parla latino” (2009).

Con un periodare armonioso e sorvegliato che, nell’attento vaglio delle fonti incede alla fantasia, quando occorre, l’autrice porta a spasso il lettore per circa un secolo, dalla morte di Teodosio I (395) al definitivo crollo di Roma sotto i colpi dello sconosciuto Odoacre, re degli Eruli, nel 476. L’impero è agonizzante, stretto nella morsa delle invasioni dei Goti, dei Vandali, degli Unni, animati non solo da sete di sterminio, ma da un desiderio di compenetrazione etnica e civile.

Nel vuoto istituzionale delineatosi, la Chiesa caldeggia fortemente un’integrazione pacifica nelle gerarchie del potere politico e militare in vista dell’evangelizzazione dello straniero. Dunque, il Cristianesimo, pur sotto il fuoco incrociato delle grandi eresie e dei detrattori che imputano alla religione di Stato la rovina di Roma, si spende per la fusione tra cultura latina e germanica, segnando cos il passaggio del mondo antico alle epoche successive fino alla costituzione dei moderni Stati europei, di cui ha posto le radici. E che il futuro dell’Occidente riposasse nella Chiesa di Roma, ne era convinta Gallia Placidia, una figura centrale che accompagna il lettore sin dall’incipit.

L’autrice analizza a tutto tondo il suo personaggio e, con fine introspezione, restituisce il temperamento fiero e volitivo della principessa imperiale che, in una societ  dominata dagli uomini, si prende la scena con la sua voluttuosa sensualit , sempre pronta a tracimare, nonostante il timore di Dio. Rester  per tutta la vita “una monaca votata al fratello Onorio”, non degno di chiamarsi imperatore, soltanto un fantoccio nelle mani del generalissimo Stilicone, alla cui morte Roma diventa facile preda di Alarico. Del re dei goti, Placidia diventa ostaggio e concubina, nelle cui braccia si abbandona, quasi a ritrovare la purezza primigenia di un rapporto non macchiato dal turpe sospetto dell’incesto. Dinanzi alla sua ineguagliabile bellezza capitoleranno il nuovo re dei Goti, quell’Ataulfo che amò perdutamente, e il marito Costanzo, vecchio e flaccido, e il generale Bonifacio, poi Felice, il tutore di suo figlio, il futuro imperatore Valentiniano III, infine Flavio Ezio, l’unno romanizzato che, in qualit  di “magister militum”, serv l’imperatrice madre fino al termine dei suoi giorni, arginando le pressioni alle frontiere e procrastinando l’ineluttabile fine della “capitale del mondo”.

Dopo tanto sangue versato, un finale in sordina. Mauro Giancaspro intervenuto con Francesco Durante e Carlo Nicotera alla presentazione del libro ( alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri, ndr) cos commenta “la scrittura della Roccasalva, con le storie che si succedono per forti contrapposizioni di colore, ricorda la Patetica di Cajkovskij; nel terzo movimento c’è il ritmo marziale suggerito dalle battaglie, poi il quarto finisce con uno sfumando”. Nel corso del vivace dibattito, moderato da Marco Ottaiani e frammezzato con il reading di Antonella Stefanucci, l’autrice ha spiegato le ragioni del suo libro “Credo di aver scritto un romanzo che è metafora dei tempi attuali. Galla Placidia, con carattere e determinazione, insegue il riscatto della dignit  e del potere femminile nelle strutture di comando ma non è riuscita a ottenere nulla”. Le quote rosa sono lungi da venire, oggi come allora. Mentre è gi  in programmazione il nuovo progetto della scrittrice, come anticipa Carlo Nicotera ” la Napoli del ducato, citt  di 30mila abitanti che commerciava nel mar Tirreno e poteva diventare una delle repubbliche marinare. Non si conserva nulla di quella citt , però annessa al Duomo di Napoli c’è la Basilica di Santa Restituta, di epoca costantiniana”.

In foto, la copertina del libro