Le luci si abbassano, un motivetto jazz comincia a suonare. Un faro conquista il centro del palco, è puntato su una giovane donna che indossa dei grandi occhiali neri e, in una mano, sorregge un pollo. Il pubblico sorride e si guarda con complicit .

La donna invita il pollo a camminargli sulle spalle, poi sulla schiena e lui, compiaciuto, esegue gli ordini. Con il pollo sulla testa la donna si sdraia a terra e lentamente esegue una capriola mentre il pollo, inseguendo una briciola di mangime, a grandi passi riesce a non cadere.

Il fascio di luce si allarga conquistando tutto il palcoscenico. Compare una carriola coperta e, dietro questa, una tenda rossa chiusa. L’attrice, sempre accompagnata dal fedele pollo, si avvicina allo strano oggetto che gli spettatori guardano con curiosit  e lascia uscire altri tre polli che, come se sapessero gi  cosa fare, si dirigono verso il pubblico e si fermano di fronte a quattro piccoli recipienti. Gli animali cominciano a beccare negli esigui contenitori che, essendo delle campane rovesciate e di diverse dimensioni, emettono dei suoni differenti. Il pubblico applaude soddisfatto.

Le luci si abbassano e dopo poco comincia a risuonare una canzonetta napoletana degli anni venti. Ecco che dall’oscurit  emergono quattro attori e cominciano a cantare e danzare. Il pubblico applaude a ritmo di musica. Finalmente un attore prende la parola, salutando il pubblico in francese e presentando la compagnia. Lo spettacolo comincia!

Sik-Sik (espressione napoletana per intendere magro-magro) è un illusionista che si esibisce assieme alla moglie Giorgetta che lo accompagna in teatri di infimo livello. Per la riuscita di uno spettacolo, il mago è costretto all’ultimo momento a sostituire Nicola, assentatosi inopinatamente, con Rafele. La cosa provoca un’imbarazzante situazione allorquando Nicola rientra e la lite inscenata con Rafele porta allo smarrimento del lucchetto di scena; tutto ciò porta al misero fallimento dello spettacolo con la moglie di Sik-Sik che rimane prigioniera nel baule e viene liberata con difficolt  dal mago.

Sik-Sik è una delle prime commedie di Eduardo De Filippo, un atto unico che si può trovare nella raccolta “Cantata dei giorni pari”. La commedia, che segnò l’inizio dell’ascesa dei fratelli De Filippo, era inserita come sketch all’interno dello spettacolo di rivista “Pulcinella principe in sogno”, che Eduardo presentò al Teatro Nuovo di Napoli. La commedia piacque ai critici del tempo e conquista un posto d’onore tra i ricordi dei fratelli tanto da essere scelta per la rappresentazione in onore del ottantesimo compleanno di Eduardo svoltasi a Milano.

In tutto ciò non ci sarebbe stato nulla di strano se, invece di essere rappresentata in un caldo e accogliente teatro della banlieu di Parigi, fosse stata portata sulle scene della citt  natale di Eduardo, Peppino e Titina. Nulla di strano se al posto di un francese dai forti accenti italiani, e in particolare napoletani, fosse stato in dialetto partenopeo, cos come il drammaturgo l’aveva concepita.

Tutta questa serie di coincidenze che fanno di “Sik-Sik le Matre de Magie” un’opera che risalta agli occhi di un italiano, ed in particolar modo di un napoletano, sono frutto della lunga ricerca che l’attore e regista Luciano Travaglino conduce da quasi trent’anni in Italia e all’estero. Giunto in Francia per lavorare sul corpo comincia ad utilizzare il piccolo spazio de la Girandole come sala prove. Da tre anni a questa parte lo spazio, ristrutturato e reso adatto alle rappresentazioni, è stato ribattezzato “Le thtre de la girandole”. L’incontro con De Filippo era quasi obbligato. Difatti negli ultimi anni la ricerca di Travaglino è passata per Ruzante, Dario Fo e Pasolini. Il teatro di De Filippo, che porta sulle scene un italia con la lettera minuscola, fatta di interni di case popolari e i soliti problemi del “tirare a campare”, era l’anello finale di una catena che parte da lontano e scende nelle profondit  dell’italianit .

Nella compagnia di Travaglino c’è anche un vero napoletano, Nino Montalto. Da ventisei anni in Francia dove calca i palcoscenici presentando spettacoli di cabaret e giochi di prestigio. attraverso di lui che la “napoletanit ” emerge un po’ di più. In un francese che si piega fino a spezzarsi in battute dialettali sono l’unico momento in cui le preoccupazioni per un De Filippo tradotto, e quindi snaturato, lasciano spazio ad un sorriso.

Nella foto, Sik-Sik nella banlieu parigina