Serate magiche al Maschio Angioino e al Mercadante con “Napoli nella tempesta…” Favola spettacolo con attori coro e orchestra tratto da “La Tempesta” di Eduardo, versione napoletana del dramma di Shakespeare, scritta nel 1983. L’evento ricorda l’uscita di scena del grande autore dai teatri e dalla vita il 31 ottobre 1984.
L’Artista, il Genio, il Poeta non muoiono. Sono i nostri maestri. I personaggi rimangono gli stessi. Le due opere hanno in comune l’addio al teatro e per Eduardo anche l’addio alla vita. La sua ultima presenza tra il pubblico è a Taormina il 15 settembre 1984. Invitato sul palco «Sono venuto a vedere dalla platea i nuovi talenti. Mi hanno definito orso e sfuggente. S, è vero, sfuggente per isolarmi nel lavoro altrimenti non avrei scritto cinquantacinque opere. Il teatro è stato la mia vita. Voglio vedere il teatro che va avanti». Elogia Luca. «Mio figlio è l’unica cosa bella che ho avuto. Mi ha dato la forza di vivere. Sono stato severo con lui per insegnargli l’arte magica. Nelle prove ho preteso molto per amore del pubblico a cui va dato il meglio se l’attore vuole l’applauso finale come riconoscimento del suo impegno».
L’ensemble di Bruno Garofalo, regista, entra sul palco, Anna Teresa Rossini legge le parole di commiato di Eduardo a Taormina. Entra Antonio Sinagra, autore delle musiche e al suo primo cenno di bacchetta si sprigiona la musica. Ha inizio il concerto spettacolo conattori e cantori. Mariano Rigillo, Prospero, Martina Liberti, Miranda, Chiara Baffi, Ariele, Madeline Alonso, Lalla Esposito, Lello Giulivo, Antonio Murro, voci e attori. Il pubblico viene coinvolto nella favola duca, re, spiritelli, maghi, marinai, la futura principessa (Miranda), il rozzo servo ingrato Calibano (Murro). Ariele, gioioso spirito del vento, ricorda Pulcinella, si esalta nel provocare il naufragio per avere in cambio la libert .
I versi hanno il ritmo musicale che si fonde con quello dell’orchestra, diciotto musicisti, fornita di vari strumenti pianoforte, violini, trombe, contrabbassi, timpani, flauti, xilofono, fischietti, corno, campane. La musica ha ritmi sinfonici, lirici, campestri, melodiosi, ninna nanna, tarantelle, trionfali.
Recitato canto e musica si alternano o si mescolano. La musica ha le voci della tempesta, i silenzi della natura, le pulsazioni dello spirito creativo. Attori sempre in scena. Il palco ha in alto una gigantesca vela schermo su cui appaiono alberi cielo mare luna. Il Castello rende ancora più emozionante la favola in s drammatica ma a lieto fine. Il perdono del fratello, «amato come un figlio».
Prospero spezza la bacchetta usata per le magie dannose. «La vera magia è nell’arte e nella cultura. I libri possono essere buoni amici. Non tutti». Il poeta Eduardo, anche in questa, inserisce frammenti della cultura popolare e mostra l’orgoglio di essere napoletano «Guagliù, facimmece annòre, smmo napulitane». L’uomo razionale impegnato «tempo a perdere non ce n’è». E viene alla memoria il buon padre «Te piace u presepe».. L’artista fiducioso in un futuro diverso non più per se «ha da passa a nuttata».

Eduardo nella “Tempesta” racconta la sua vita.
La vita di un Grande è una tempesta di gioie, delusioni, inquietudini, ansie, desolazioni, solitudine, turbamenti, affanni, amarezze, inganni.
Trasforma il dramma di William in una retrospettiva allegorica. In esso trova segmenti che gli appartengono. Miranda gli ricorda la figlia Luisella morta in tenera et , Calibano è Peppino che lo abbandona alle prove nel 1945, la sua citt  al tempo di Alfonso d’Aragona.
Libera Ariele per dimenticare le inimicizie, fardello pesante da portare nella tomba. Spezza la bacchetta, la penna da drammaturgo, cosciente di non poter più incantare il pubblico. In attesa della morte che incombe invoca più volte «apprep riate lu lietto ca tiengo suonno».

Sinagra ha reso omaggio con preziosa liricit .
Costumi di scena pregevoli nei colori e nella progettualit  semplice senza fronzoli nello stile di Eduardo sono di Maria Grazia Nicotra.
La replica sar  sabato al teatro romano di Benevento. Ingresso libero. Spettacolo colto che far  meditare.

Nelle foto, Eduardo De Filippo e (in basso) tre momenti dello spettacolo al Mercadante del 10 settembre

Articolo e foto aggiornati l’11 settembre 2014