“Promuovere l’arte in ogni sua forma espressiva affinch questa possa fungere da struttura portante di una cultura sociale e in quanto tale possa configurarsi come occasione di crescita individuale e collettiva”. Queste le motivazioni che hanno spinto Enzo Barbieri da oltre 30 anni alla ricerca di prospettive insolite da catturare nei suoi scatti in quelle giornate dense, di umori, suoni, passanti, storie d’altri tempi, in giro per la citt  di Napoli tra i suoi vicoletti e le splendide opere monumentali.
Inizia la sua lunga carriera di fotoreporter un po’ per caso ma anche per opera del destino, giunto per mano di un amico attraverso un presente: “Mi regalarono una Zenit E, una delle macchine più obsolete in circolazione anche per quei tempi, il cui minimalismo mi fu tuttavia di grande aiuto per l’adempimento del mio percorso formativo in ambito fotografico, percorso avvenuto in maniera del tutto autodidatta, con il solo ausilio di un manuale di fotografia e tanta esperienza sul campo”.
TRA I GIORNALI LOCALI
Collabora per diversi anni con varie testate giornalistiche, Il Mattino, Il Paese Sera, L’Unit : “Giravo come un forsennato per i giornali locali, con una cartellina piena di foto stampate da “piazzare”, abitudine oramai trapassata dal più pratico invio dei dati per via telematica”. Diventa il fotografo ufficiale del settimanale “Napoli Oggi” per il quale realizza il primo servizio fotografico relativo alle architetture napoletane, per documentare i luoghi di un percorso di visite guidate a cadenza settimanale, in giro per le chiese di Napoli, organizzato dall’Ente Provinciale per il Turismo.
BIANCO E NERO

Una ricerca iniziata con il bianco e nero, com’era consuetudine dell’epoca, per poi approdare al colore con il quale ha immortalato centinaia di opere d’arte che da secoli giacciono in luoghi che sfuggono all’occhio del visitatore. La Caporedattrice del settimanale forn a Barbieri un dettagliato elenco di tutte le Chiese napoletane che il fotografo ha personalmente visitato una a una, scoprendo bellezze inaspettate, talvolta nascoste, spesso palesate agli occhi di tutti.
“A Napoli si contano 500 chiese di cui 220 sono chiuse al pubblico; tra quelle visitabili ho scoperto monumenti il cui incanto si apriva davanti ai miei occhi, colmandomi di emozioni”. La prima mostra di Enzo Barbieri risale al 1984 e riguarda la documentazione fotografica dei siti che negli anni 80 in Campania subirono la devastazione del terremoto. Girò per tutti i paesi coinvolti dal pulsare rabbioso della terra che trema, fino ai confini della Puglia:
I TIC DEI POLITICI
“In un paesino piccolo e sperduto, spartiacque tra Campania e Lucania, ho scoperto un gruppo di donne che con delle ceste adagiate sul capo salivano su una scala di piperno dirigendosi verso un grande lavatoio pubblico sul quale era scolpito lo stemma reale dei borboni”.
La seconda mostra risale al 1989, si intitola”Le mosse strane dei politici” e si tratta di una registrazione dei”tic” o vezzi che i politici fanno in maniera inconsulta durante convegni e riunioni, nei momenti in cui il tasso di noia supera la soglia della loro sostenibilit . La mostra ha avuto un grande seguito, insperabilmente proprio da parte di quei soggetti politici che con ironica sportivit  hanno saputo ridere o sorridere di se stessi.
I CROCEFISSI
In una terza mostra Barbieri affronta il tema della morte e la passione di Gesù, nel 1992 alla Chiesa di S. Antonio a Posillipo e per la prima volta inizia a fotografare crocefissi, tra cui quello di Procida, opera di uno scultore spagnolo, che viene mostrato al pubblico solo durante la processione pasquale. Una delle storie più affascinanti è quella legata a un crocefisso di Michelangelo Naccherino del 1599, un’opera composta da due blocchi di marmo di circa 3 metri l’uno, sito nella Chiesa di San Carlo all’Arena. Nel 1926 la Chiesa sub un grosso incendio ed il Cristo posto sulla croce cadde a terra in mille pezzi; non disponendo dei fondi necessari per affrontare un corretto restauro la chiesa affidò la ricostruzione del Cristo alle botteghe di artigiani marmolai della zona della Sanit .
I VOLTI DI CRISTO
Le crepe provocate dalle spaccature hanno la parvenza di tante ferite inferte sul corpo del Cristo, imponendo alla scultura una nuova identit  visiva. Opere raffiguranti il Cristo Gesù in Napoli ve ne sono tante, la maggior parte a grandezza naturale, ognuna delle quali presenta un’espressione differente ma pur sempre toccante impressa nelle membra del viso e del corpo del Redentore: il Cristo di Santa Maria la Nova, in legno, seduto su una sedia, alto circa 1,80m, con le mani legate, tutto insanguinato; il Cristo di Salvator Rosa, chiuso in una gabbia di ferro, in piedi, anch’egli con le mani legate e il corpo segnato dai rivoli si sangue che piovono giù dai tagli inferti dalla corona di spine che porta sul capo; un altro crocefisso importante è il Cristo ligneo di Santa Brigida, appartenente alla Croce di Lucca ubicata nell’omonima citt . Rappresenta             6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJe
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PAPARAZZO
Per circa un quindicennio Enzo Barbieri si tiene in disparte dal circuito degli eventi espositivi e continua con costanza e professionalit  la sua carriera di fotoreporter oltre che di paparazzo dei vip. Dopo tanti anni, nel 2005 decide di riprendere il cammino intrapreso con il Napoli Oggi, questa volta riportando fedelmente le cromie dei luoghi ritratti. Inizia cos l’iter burocratico per la raccolta delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione di una documentazione fotografica relativa ai siti di culto.
LA SPAGNA
Risale al Maggio 2008 la mostra intitolata "La Spagna a Napoli nei luoghi di
culto"presso l’ antisala del consiglio Provinciale S. Maria la Nova dal 3 al 15
Maggio. La mostra ebbe un tale successo da meritare una replica presso la sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici dove restò aperta per circa 6 mesi e fu motivo di plauso per Enzo Barbieri che fu insignito del premio Megaris per la cultura 2009.
LE CANTARELLE
“Mi sono soffermato su quelle opere che da un punto di vista storico-temporale sono collocabili tra il vicereame aragonese e la venuta dei Borboni a Napoli, cercando di ricostruire anche la storia e gli aneddoti che sottendono a queste opere, sia per dissetare una personale sete di conoscenza che per destare una maggiore attenzione e curiosit  da parte del pubblico. Una storia interessante è quella delle cantarelle”.
Nella maggior parte delle chiese napoletane dei secoli XVI e XVII, su un punto del pavimento vi è un tombino segnalato dalla raffigurazione di un teschio o di una croce. Il simbolo rappresenta la presenza della terra santa ovvero il luogo dove nel 500 si praticava la sepoltura dei morti con la tecnica delle cantarelle: una serie di sedie in pietra di tufo dove venivano adagiati i morti per farli seccare; quando i corpi non riuscivano ad essiccarsi naturalmente venivano punti con una spada per consentire la fuoriuscita dei liquidi corporei residui. L’operazione era eseguita da figure specifiche adibite a questa funzione, i cosiddetti “schiattamuorti”.
GIOVANNI D’AUSTRIA
Anche il dipinto della Madonna delle Grazie a S. Pietro a Maiella ha una storia particolare, legata al re Giovanni d’Austria che prima di partire per una battaglia si recò in Chiesa per ricevere una benedizione e fu esortato dal parroco a chiedere la grazia alla Madonna attraverso la raffigurazione della sua immagine nel dipinto che sovrasta, con le sue dimensioni, la parete che lo ospita. A Battaglia conclusa il re costrinse 400 armigeri a deporre le armi al cospetto del dipinto in segno di ringraziamento alla Madonna.
MONUMENTI INEDITI
“Ho tentato di mettere in luce alcuni monumenti napoletani sconosciti agli stessi cittadini o perch situati in posizioni infelici o perch poco valorizzati dagli enti locali”. Ne è un esempio la Fontana della Spina Corona al Rettifilo. Andando verso P.zza Garibaldi ci si imbatte in questa splendida fontana del 1400 che raffigura una donna dal cui seno sgorga l’acqua e al di sotto di essa la rappresentazione del Vesuvio. Si ricorda la fontana della Sirena Partenope in piazza S. Nazzaro, e la fontane del Tritone meglio conosciuta dai cittadini come Fontana di via Medina cha ha subto ben sette spostamenti: un tempo posta davanti all’Arsenale, fu spostata a piazza del Plebiscito davanti al Palazzo Reale; in questa nuova collocazione recava intralcio all’uscita trionfale del re da palazzo e fu cos trasferita davanti al Castel dell’Ovo dove non godeva di un sito sicuro a causa dei bombardamenti allora frequenti da parte dei turchi che dal mare puntavano verso la terra ferma limitrofa alle coste. Fu cos ulteriormente spostata a piazza Municipio e nel 1900 a Piazza della Borsa. Recentemente il Comune di Napoli ha nuovamente cambiato la collocazione del monumento in via Medina per consentire il proseguimento dei lavori di scavo della metropolitana cittadina..

Altra chiesa degna di nota è quella che si trova alle spalle della caserma dei carabinieri a piazza Carit  dove si possono ammirare 70 statue in legno dei monaci olivetani. La chiesa è attualmente soprannominata S. Anna dei Lombardi ma questo non è il suo nome originale. L’edificio faceva parte di un grosso complesso monasteriale appartenente ai monaci olivetani (da cui il nome della strada Monte Oliveto) che nel 1799 ospitarono i rivoluzionari napoletani in fuga dalle truppe del Cardinale Ruffo di Calabria. Quando il Cardinale sedò la rivolta e riprese in mano le redini del potere come primo ordinamento fece sgomberare i monaci dal monastero e vi fece soggiornare in loro vece una congrega di S. Anna dei Lombardi, tuttora in loco, da cui deriva il nuovo nome della chiesa. Interessante è anche la Chiesa di S. Pietro ad Aram dov’è custodito un dipinto raffigurante S .Pietro nell’atto di dare la comunione a una su            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJe
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ora, testimonianza del reale passaggio in quel sito del Santo Apostolo.
IL POTERE E LO SPAZIO

“Ho dovuto affrontare una serie di difficolt  tecniche legate alla realizzazione di una buona resa fotografica in luoghi di culto dove, per non ledere allo status conservativo delle opere in essa conservate, non è possibile avvalersi di strumentazioni che producono condizioni ottimali di luce artificiale”.
Le fotografie sono tutte realizzate a luce naturale, in specifiche ore del giorno per ottenere il massimo della luminosit  in siti che solitamente godono di scarsa illuminazione.
Enzo Barbieri ha realizzato due dvd autoprodotti, attualmente in vendita presso la libreria Guida dove l’autore presenta il suo percorso fotografico, i luoghi, le storie e gli aneddoti legati ai Monumenti che da anni immortala con amore nei suoi scatti.
E’ attualmente in corso la mostra “Il potere e lo spazio nella Napoli del Cinquecento”allestita al Caffè Gambrinus in occasione dell’anniversario dei 150 anni dello storico locale napoletano nonch la nuova esposizione dal titolo “La terra del fuoco” Napoli tra storia e realt , aperta al pubblico fino al 31 0ttobre 2010 presso la sede degli Studi filosofici di Napoli.

In alto, Enzo Barbieri (foto di Maria Volpe Prignano). In basso, da sinistra, uno scorcio di piazza Plebiscito e la fontana del gigante o dell’imacolatella, sita tra via Partenope e via Nazario Sauro