La Misericordiella apre le porte alla città con “Epifanie”. La mostra-installazione, risultato della seconda edizione del “laboratorio irregolare” di Antonio Biasiucci, che sarà inaugurata mercoledì 7 giugno alle 19. Dopo la sala delle prigioni di Castel dell’Ovo, il tavolo che accoglie i lavori degli otto fotografi che hanno animato Lab/02, si sposta in un altro luogo emblematico della città: la chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini (via Fuori Porta San Gennaro, 15 – Napoli). La mostra sarà visitabile fino al 30 luglio 2017.
Per la prima volta l’antico monumento di culto, sopravvissuto all’abbandono e al degrado, si apre al pubblico grazie al lavoro dell’associazione culturale SMMAVE – Centro per l’Arte Contemporanea che, presieduta dall’artista Christian Leperino, dal 2015 ne cura con impegno il recupero affinché un bene, prezioso per la città, possa tornare a nuova vita e diventare centro di ricerca e produzione artistica, un luogo aperto all’incontro e alla partecipazione.
Un tavolo di 15 metri disegnato dall’architetto Giovanni Francesco Frascino, su cui sono poggiati gli otto portfolio da sfogliare, accoglie i visitatori all’interno della chiesa. Illuminato da un’unica striscia di luce, diventa protagonista per il significato che ha assunto nel corso del tempo.
Dopo l’esperienza della prima edizione del laboratorio irregolare che ha ottenuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, il progetto è proseguito intorno al tavolo dello studio di Biasiucci dove, due volte al mese, si sono incontrati i giovani artisti e il fotografo per raccogliere, condividere e sviluppare i loro lavori. Ogni allievo-fotografo è stato guidato per due anni e mezzo a realizzare la ricerca di una visione fotografica personale. Il risultato sono immagini essenziali, che si aprono all’altro e nelle quali l’autore trova se stesso.


Cresciuto nell’entroterra della provincia di Caserta, a Dragoni, Biasiucci racconta come è nata l’idea del Lab. «Giovanissimo mi sono trasferito a Napoli per frequentare l’università. Ho cominciato a studiare fotografia e ho avuto la fortuna di conoscere persone come Antonio Neiwiller, che considero mio maestro, ma anche tanti intellettuali, artisti che mi hanno accolto. Oggi restituisco quello che mi è stato dato. Metto a disposizione le mie conoscenze, affinché sia dato spazio e possibilità ad altri di esprimersi».
Il corso applica alla fotografia i metodi teatrali di Antonio Neiwiller, protagonista negli anni ‘80 del teatro napoletano. «Gli attori – spiega Biasiucci – ripetevano la stessa azione per un lasso di tempo notevole rendendola sempre più scarna e essenziale. Allo stesso modo i ragazzi, dopo aver scelto un soggetto su cui lavorare, ritornano sulle stesse immagini che, con il passare del tempo, diventano sempre più scarne. Questo permette loro di domandarsi ciò che è veramente importante in una ricerca. Il lab nasce per farsi delle domande introspettive, dare un senso a quello che si fa, scoprire un’autenticità attraverso il continuo confronto con il soggetto scelto».
Per questo i lavori del laboratorio irregolare sono sempre “Epifanie” dal contenuto e dalla forma eterogenea. Sguardi autonomi guidati da un unico metodo che mette insieme esperienze di vita e ricerche fotografiche diverse.
Gli otto fotografi hanno raccontato “la propria epifania” e prodotto 8 portfolio che comprendono circa 150 opere. Così Pasquale Autiero racconta delle contraddizioni inguaribili del Sud tra il sacro e il profano, Ciro Battiloro dell’umanità che popola il Rione Sanità a Napoli, Valentina De Rosa di persone affette da grave disabilità, Maurizio Esposito di una geografia dell’anima, Ivana Fabbrocino della percezione del sé attraverso l’autoritratto, Vincenzo Pagliuca di case ai margini dello spazio, Valerio Polici di un viaggio nel proprio immaginario e Vincenzo Russo della “riproducibilità dell’opera d’arte”. I loro lavori sono pubblicati in un catalogo curato da Biasiucci e edito da Peliti Associati.
L’esperienza di Lab/02 non si esaurisce a Napoli: mentre alla Sanità sarà protagonista il tavolo che raccoglie i risultati del laboratorio, a Roma, dal 14 giugno, alla Galleria del Cembalo (Largo Fontanella di Borghese 19), gli allievi presenteranno i loro lavori a parete, in una forma espositiva completamente diversa. La mostra sarà visitabile fino al 20 settembre 2017. «Una ulteriore occasione di farsi conoscere, commenta Biasiucci. Nella scorsa edizione i ragazzi hanno vinto dei premi, hanno tenuto mostre, il laboratorio è stato per loro un trampolino di lancio notevole».
Il progetto, nato nel 2012 per rispondere all’esigenza di creare un percorso per giovani artisti, completamente gratuito, attraverso cui trasmettere un metodo di approfondimento e critica del proprio lavoro, proseguirà. «Ci si candida – precisa Biasiucci – presentando il proprio portfolio e un curriculum sintetico. Esaminato il materiale si procederà a una preselezione dei partecipanti e dopo circa due anni saranno presentati i loro lavori».
La mostra “Epifanie” si svolge nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival che ha adottato il progetto. Aprirà la decima edizione della manifestazione teatrale napoletana, il concerto di Franco Battiato che si terrà stasera (lunedì 5 giugno) a piazza Plebiscito. L’esibizione del cantautore palermitano, sarà accompagnata da una grande video-istallazione in bianco e nero, opera dell’artista originario di Dragoni. «Sarà un dialogo tra la musica di Battiato e le mie immagini che saranno proiettate su un monitor di 18x8mt che andrà a coprire l’intero palco alle spalle dell’orchestra, annuncia il fotografo».
Antonio Biasiucci, la cui ricerca si radica nei temi della cultura del Sud e si trasforma in un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza, sta attualmente lavorando a un nuovo progetto che trae ispirazione dal suo ultimo viaggio nel Sahara algerino dove ha realizzato fotografie sul popolo saharawi.

Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini -Napoli
via Fuori Porta San Gennaro, 15
Orari: dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 13

Galleria del Cembalo -Roma
Largo Fontanella di Borghese, 19
Orari: giovedì e venerdì, dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 10:30 alle 13 e dalle 16 alle 19 oppure su appuntamento

Nella foto, in alto Biasiucci con i talenti del suo laboratorio

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