Il Madre. Museo luogo di intrattenimento culturale. Tra arti visive, teatro, cinema, architettura, musica e letteratura.
Andrea Viliani, direttore artistico, presenta le prossime iniziative nel segno di arte e intrattenimento “per_formare una collezione(intermezzo)”, mostra e video di Francis Alys, gli incontri per i prossimi mesi.

La collezione ha opere di
Gianni Piacentino, Robert Filliou, Marisa Merz, Nam June Paik, Vettor Pisani, Acconci Vito Studio (Luis Verra, Dario Nunez), Cyprien Gaillard, Mark Manders, Mario Garcia Torres, Marisa Albanese, David Robbins, Dennis Oppenheim, David Robbins.

Francis Alys, nato ad Anversa vive a Citt  del Messico, è presente con una originale copiosa produzione di filmati e pitture.
A Kabul, giornalista con telecamera e artista con taccuino, si sofferma sul gioco dei ragazzi di far rotolare una qualsiasi ruota spinta da un bastone che distrae dalla violenza della miseria e a capo chino dagli elicotteri e carri armati. Realizza un video tra la folla “Reel Unreel”. Uno srotola la bobina correndo l’altro avvolge. La pellicola documenta la realt  filmando idealmente il percorso tra polvere, calcinacci, immondizia, case sventrate e incide il fragore assordante. Ricorda l’oltraggio di stile nazista alla cultura del 2001 che vide bruciare in strada per 15 giorni i film afgani del Museo del Cinema. Su piccoli formati le pitture con varie tecniche. Sono appunti di un viaggiatore attento e colto.

Le immagini della realt  hanno tutte per sfondo il Mono muto delle prime TV, fasce di tanti colori. La realt  tragica di un popolo non fa notizia. “Kabul è come Las Vegas per il tanto denaro investito nel gioco della guerra”.
Si usa la bomba e non il pane come segno di Pace.
In un video un pennello segna con vernice verde il confine ipotetico tra Israele e Palestina.
In Messico fa scivolare in strada un blocco di ghiaccio che sciogliendosi scompare. L’arte lascia il segno di un uomo e di un popolo nella Storia. La Cultura non può essere mai odiata. Alys fa politica con l’arte. Nei dipinti ricorda i pittori dell’800 presenti sui campi di battaglia.

Gli appuntamenti per la prossima estate
27 giugno dalle 22 alle 2 performance musicali; 24 luglio ore 19 concerto Teatro San Carlo “Sette ultime parole” di Sofia Gubajdulina e “il lamento di Adamo” di Arvo Part; 19 settembre dalle ore 22- alle 2 il MADRE vibra con spettacoli, performance, video; fino al 1 settembre, sabato domenica luned, visite guidate gratuite per adulti per capire l’arte contemporanea; campus “Tutti al MADRE” dal 16 giugno all’11 luglio dalle ore 9 alle 16 laboratori didattici della durata di cinque giorni per bambini dai 6 ai 10 anni poi illustratori delle loro opere il venerd per genitori e parenti. All’inaugurazione, David Robbins, scrittore e artista americano, ha lanciato la sua canzone pop “Theme Song for an Exibition, composta con i musicisti di Milwaukee. Il Madre si è collegato con dieci importanti Musei nel mondo ( da Parigi, a Londra e Boston). La canzone sollecita di fare cultura “porta la cultura l  dove vuoi che vada” e la seconda “La storia scorre attraverso di te”. Robbins è autore di un programma televisivo “TV Family, 2014”, presente in mostra realizzato per il MADRE affinch il Museo sia luogo di incontri educativi e di divulgazione dell’arte per un pubblico internazionale.
Il Madre vuole scrivere e divulgare la storia dell’arte scritta e creata giorno dopo giorno.
Museo MADRE via Settembrini n.79 Napoli

Per saperne di più
info@madrenapoli.it
tel. 081.19313016
www.madrenapoli.it
Chiuso il marted . Orari 10.00-19.30

Nelle foto, in alto, Francis Alys; in basso, da sinistra fotogramma di “Reel Unreel" e l’opera in collezione della napoletana Marisa Albanese