“Tutto nel mondo è burla e sono tutti gabbati” se il mondo ride, ride amaro, sembra ammonire il suggestivo “Falstaff” verdiano in scena al San Carlo in questi giorni e fino al 20 marzo. Seppure nelle mezzevoci e mezze tinte della prova generale, è emersa in piena evidenza la geniale maestria della regia di Luca Ronconi, qui ripresa da Marina Bianchi, che ha messo in luce le mille sfaccettature di Falstaff, burlone burlato, mitomane squattrinato, antico eppure moderno nella rappresentazione di un mondo in cui, alla fine, trionfa la “burla”. Sono state aperte come meglio forse non si poteva le celebrazioni shakespeariane al Massimo napoletano, in occasione dei 400 anni dalla morte del drammaturgo inglese (1564-1616). La produzione del capolavoro verdiano intende anche rendere omaggio a Luca Ronconi, a un anno di distanza dalla sua scomparsa.

L’allestimento, realizzato in accordo con il Teatro Petruzzelli di Bari e con l’Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino, si avvale delle essenziali scene di Tiziano Santi, dei costumi ben calibrati di Maurizio Millenotti e delle efficacissime luci di A. J. Weissbard.

Il libretto di Boito è di estrema sottigliezza, di raffinata ironia e assolutamente non volgare. Verdi con quest’opera ritornò al genere comico dopo tanti anni e prima di morire, quasi a voler lasciare un testamento spirituale, dimostrandosi ancora una volta tutt’altro che il popolare musicista dello zum-pa-pa, ma un precursore della visione del mondo lucida e disincantata del Novecento.
Il direttore Pinchas Steinberg afferma di aver creato in orchestra un’atmosfera da sogno e un accordo perfetto tra le parti. Bisogna riconoscere che l’intento è perfettamente riuscito l’ondeggiare ritmico- fra scansioni binarie e ternarie- che caratterizza il primo atto è un esempio di dominio assoluto non solo della partitura, ma anche della compagni orchestrale, che risponde al meglio, quando sul podio sale un musicista di razza come Steinberg.
Poderoso per vocalit  e presenza scenica Roberto De Candia, nel ruolo del titolo. Altrettanto degne di plauso le altre voci maschili Fabian Veloz (Ford), Antonio Poli (Fenton) e Cristino Olivieri (Dott. Cajus). Suggestive le tinte disegnate da Ainhoa Arteta (Mrs Alice Ford), incantevoli le movenze di Rosa Feola (Nannetta). Altrettanto applaudite- meritatamente- Enkelejda Shkoza (Mrs Quickly) e Marina Comparato (Mrs Meg Page).

Per saperne di più
www.teatrosancarlo.it