Una gelida fiamma di amore e di passione, di vendetta e di odio pervade in questi giorni la scena del Massimo napoletano, su cui si snoda la storia di Fedora, rivestita di musica da Umberto Giordano. Lo storico allestimento Pugelli-Spinatelli, ripreso da Salvo Piro, fa rivivere in tutta la sua lucida passione la vicenda di una donna innamorata e tradita, che diventa vendicativa e crudele, fino alla terribile decisione di darsi la morte. Rappresentata per la prima volta a Napoli nel 1901, “Fedora” mancava da ventisette anni dalla citt  del Vesuvio, dove è tornata con un cast di tutto rispetto (fino all’11 maggio).
Sul podio, alla guida di Orchestra e Coro del San Carlo, il maestro Asher Fisch ha fornito una lettura asciutta e snella dell’opera di Giordano. Nel ruolo del titolo Fiorenza Cedolins, sempre più diva e sempre più brava; Giuseppe Filianoti cercava di fare del suo meglio nel ruolo del conte Loris Ipanov, senza riuscirvi appieno. Tra gli altri cantanti in scena, meritano un cenno Barbara Bargnesi (Olga Sukarev) che ha interpretato il suo personaggio con una sottile malizia e una musicalit  prorompente, e Roberto de Candia, che abbiamo gi  avuto modo di apprezzare in Falstaff lo scorso mese di marzo (De Siriex).
Suggestivi i fondali che mostravano l’Hermitage e il Palais Garnier e un’immaginaria Svizzera; perfettamente indovinati i costumi fin de siècle della Spinatelli. Anche se presente soltanto in pochi momenti, il coro diretto da Marco Faelli è stato efficace e puntuale. Inutile dirlo, gli spettatori del turno domenicale hanno applaudito l’intero cast, ma non hanno risparmiato calore nel tributare il dovuto consenso alla Cedolins. E noi con loro.

Prossimo appuntamento per il golden stage
Domenica 15 (20.30) e marted 17 maggio (ore 18). L’Orchestra del San Carlo con il direttore Daniel Smith con il violinista Uto Ughi. In programma

Ludwig van Beethoven, Romanza per violino e orchestra n.2 in fa maggiore, op. 50
Felix Mendelssohn, Concerto per violino e orchestra in mi minore, op.64
Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n. 41 in do maggiore, K 551 “Jupiter”

Per saperne di più
www.teatrosancarlo.it

Nella foto, un momento di "Fedora"