Al Teatro San Ferdinando torna il  capolavoro di Ruccello, “Ferdinando”. Nadia Baldi firma la regia del capolavoro ruccelliano, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986.  L’opera ha vinto due premi IDI, uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior messinscena.
In scena, in prima nazionale dal 10 al 15 gennaio, al Teatro San Ferdinando, prodotto dallo Stabile Teatro Nazionale, questo appuntamento si inserisce nelle celebrazioni dedicate all’autore di Castellammare di Stabia a trent’anni dalla scomparsa.
Donna Clotilde, baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia.
È  con lei una cugina povera, Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. È I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché alla villa non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.
«Ferdinando – scrive nelle note Nadia Baldi – contiene notevoli elementi espressivi per una realizzazione teatrale delle emozioni umane specchiandosi nella tagliente forza di una storia che attraverso il teatro ruoti intorno al disvelamento di una serie di segreti. Ferdinando si concentra su quello che è forse il più insondabile mistero: la mente umana. Nasce così in me l’esigenza di indagare il possibile e impossibile mondo creativo che le donne sanno attuare quando i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante. Tutti i personaggi in una prima fase si presenteranno nel loro quotidiano per poi disvelare geniali strategie e stupefacenti mondi interiori. Lo spettacolo si incentrerà su un’indagine minuziosa, sul cogliere le sottigliezze dei gesti, degli sguardi, dei corpi in agguato. Racconterà la singolare dinamica attraverso la quale gli oggetti divengono padroni dei luoghi, mentre le fantasie interiori dei personaggi diventano padroni della loro esistenza fino a spingerla verso una dimensione surreale, comica, drammatica e imprevedibile: esiste sempre una connessione tra noi e i luoghi, tra noi e gli oggetti, tra noi e la memoria. Le follie e gli incroci amorosi contenuti nella trama emergeranno come elementi contemporanei e modernissimi che da sempre regolano la potenza dei sogni e degli affetti presenti nella storia dell’umanità. Ferdinando mette in luce le connessioni esistenziali fra dramma e malinconia, comicità e solitudine, sottolineando tali contrasti attraverso un uso di una messinscena che mira a svelare gli opposti sentimentali disseminati in tutte le esistenze».
La regia di Nadia Baldi si rivela, infatti, particolarmente attenta e sapiente nel rendere il gioco di gesti, sguardi e piccole e grandi nevrosi ed ossessioni  che fanno dei  personaggi di Ruccello  perle di rara bellezza.
Particolarmente interessante la rappresentazione di Clotilde, ottimamente interpretata da Gea Martire, in una sorta di radicamento quasi vegetale al letto sul quale giace ipocondriaca fino all’arrivo di Ferdinando, e al quale ritornerà nel momento in cui Ferdinando avrà rivelato la sua vera identità, distruggendo definitivamente l’equilibrio che Donna Clotilde e Gesualda pensavano di aver raggiunto.
Ammirevole il personaggio di Gesualda nell’interpretazione di Chiara Baffi. Una Gesualda fredda e arcigna, ma anche passionale e sensuale nel suo desiderio per Don Catellino. Fulvio Cauteruccio nei panni di Don Catellino rende una buona prova attoriale, anche se non convince del tutto la caratterizzazione linguistica siciliana del personaggio. Promettente Francesco Roccasecca nei panni di Ferdinando, personaggio che dà il titolo al capolavoro di Annibale Ruccello.

Scene Luigi Ferrigno, Costumi Carlo Poggioli, consulenza musicale Marco Betta,  progetto luci Nadia Baldi, produzione di Teatro Segreto. 

 

13 gennaio ore 21.00;  14 gen. ore 19.00; 15 gen. ore 18.00

Infohttp://www.teatrostabilenapoli.it;

biglietteria: Teatro San Ferdinando: tel 081 292030 – 081 291878

In foto, una scena dello spettacolo con Gea Martire e Fulvio Cauteruccio