Dominique Fernandez all’istituto francese di Napoli. Una serata densa di cultura napoletana tra il ‘600 e il ‘700 per ricordare Porporino, cantante dalla voce bianca, come il noto Farinelli, pupillo del Principe Sansevero. Christian Thimonier, console di Francia, nel ruolo di moderatore, intervista Fernandez docente de l’Acadmie franaise autore nel ’74 di “Porporino ovvero i misteri di Napoli”edito da Rusconi. Fernandez, giunto a Napoli come docente di lingua francese al Grenoble con il bagaglio di ogni francese colmo di innata diffidenza verso la cultura napoletana e in particolare verso la musica, si abbona al San Carlo. «A teatro era d’obbligo la cravatta. Chi non la indossava era costretto ad assistere dal loggione che si raggiungeva solo a piedi su erte scalinate. Mi piace ricordare “La forza del Destino” con la Tebaldi. Al termine dall’alto “sei un angelo” e applausi infiniti. Il popolo vive l’opera. Nelle opere più note il pubblico cantava in silenzio le arie un attimo prima. Iniziai a conoscere la Napoli europea e ad interessarmi della sua cultura e della storia musicale. Scopro che la composizione, solfeggio contrappunto armonia, elementi fondamentali sono di origine napoletana e che Mozart ha imparato nel suo breve soggiorno. Le citt  europee si sono omologate nell’urbanistica ma Napoli è rimasta come è stata descritta da Leopardi e da altri. Una citt  tribù come la definiva Pasolini fatta di vicoli unici per la presenza dei rapporti umani percepiti anche dallo straniero,lla presenza dei femminielli, caos, mercatini. Ritenevo, come ogni francese, che Napoli non avesse mai prodotto musica sinfonica. Ebbi modo di avere tre Cd per flauto di solo un anno di produzione. Non si può ignorare la sua musica barocca e l’opera buffa. Citt  della musica e del teatro, è l’unica scuola di antropologia per la cultura sedimentata da varie etnie».

Patrik Barbier, docente universitario, rappresentante del Centro Studi Farinelli di Bologna parla della vita sessuale molto intensa del cantante,
amato da donne e da uomini, della sua villa con 300 quadri d’autore libri e rari strumenti musicali distrutta per realizzare un opificio, della sua tomba alla Certosa, dei venti anni vissuti nella citt , della sua fama internazionale presente dopo secoli e degli studi clinici sul suo scheletro.

Fabris Dinko, docente al Conservatorio San Pietro a Majella, si sofferma su Pergolesi, Cimarosa, Jommelli e altri.

Paolo Valerio, scrittore e docente alla Federico II, ricorda la storia dei ragazzi dotati di “voce bianca”. La povert  costringeva alla castrazione per essere ammessi nei Conservatori oppure si sceglieva il Convento.
Claudio Finelli, ARCI-GAY di Napoli, tratta l’omosessualit  nella storia dell’umanit  e le difficolt  legislative che non permettono il riconoscimento dei pari diritti tra le diverse forme ed espressioni di vita sessuale.

Argomento principe dell’incontro è la presentazione della nuova edizione del libro di Fernandez edito dalla casa editrice Colonnese,
rinomata per la scelta di testi sulla cultura napoletana raccontata priva di accenti oleografici. Edgar, figlio del fondatore Gaetano, accenna alla amicizia tra Dominique e il padre che aspirava a dare nuova vita al romanzo immaginandolo con copertina rosa porporino e una pittura presente in citt .
Per rendere omaggio alla cultura napoletana non poteva mancare il Teatro. Ed ecco “La gatta Cenerentola” intermezzo scenico e musicale brioso che ha visto la partecipazione corale eseguita da voce cantante di attore di Gerardo Amarante, con fisarmonica e tammorra dell’ associazione storica dei Femminielli di Napoli.

Ancora alta cultura Teatro e Pittura. “la conversione di un Cavallo”, 23 tableaux vivants, regia di Ludovica Rambelli, delle opere di Caravaggio.
In scena Andrea Fersulli, Serena Ferone, Ivano Ilardi, Laura Lisanti, Chiara Kija, Paolo Salvatore, Claudio Pisani. Impatto fortemente emotivo per circa trenta minuti. Tutto si svolge sul palco a vista sembra che danzino nei cambi di costume e nella ricerca degli oggetti dei drappeggi e dei teli. Sette mimi che si alternano nella composizione delle opere con movimenti veloci precisi eleganti. Ogni illustrazione dura 30 secondi illuminata da una sola luce diagonale come usava il Merisi su musiche di Mozart, Bach, Vivaldi, Sibelius. Caravaggio teatralizza l’opera che è pure uno scatto fotografico dell’azione. Domenica 22 giugno alle 10,30 saranno al Museo Diocesano di largo Donnaregina, aggiungendo “Le sette opere di Misericordia”.
Sempre nella tradizione “Perle di caffè” e “Giovanni Scaturchio” hanno offerto i loro gustosi prodotti.
Storia Arte Teatro Poesia Musica Danza Pittura sono resurrezione per molti e felicit  per chi vive a Napoli, citt  misteriosa con tante antiche leggende, aperta ad ospitare chi fa arte. Per amore di sintesi vanno ricordati alcuni Vanvitelli, Pitloo, Domenico Scarlatti eispira il “Decamerone” a Boccaccio,”Palinodia” e poesie a Leopardi, “Cos fan tutte” a Mozart. E’ citt  che va vissuta con le anomalie            6            che la rendono unica.

Nelle foto in alto, inprimo piano , Gerardo Amarante, con fisarmonica e tammorra dell’ associazione storica dei Femminielli di Napoli e sul palco Fernandez (al centro) con Thimonier. In basso, il tableau vivant dedicato a Bacco