La Iole di Nicolò Porpora.Serenata a tre voci di Ercole Dejanira e Iole con orchestra scritta nel 1711 per le nozze di Pascale conte di Alife (Piedimonte Matese) e Marie Magdalène de Croy, dei duchi di Havr. Ha appena aperto con grande successo a Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli il festival internazionale di musica antica “Soave sia il vento”.
Come tanti matrimoni dell’epoca le nozze avvengono tra due estranei che non si sono mai frequentati prima del fidanzamento voluto da feudatari agricoli, nominati nobili per aver versato denari alla Corte di Spagna, e i nuovi dominatori di Napoli. L’amore è ombra nei rapporti diplomatici e mercenari. Nobili palazzi, innumerevoli chiese, opere d’arte, sono stati pagati dai contadini.
E’ vero, pure, che tanta opulenza ha favorito la creazione di Conservatori, ospizi per ragazzi poveri divenuti celebri cantori e musicisti famosi nel mondo, monasteri per fanciulle dedite al ricamo e cucito, cene con cuochi stranieri che hanno reso la nostra cucina internazionale.
Aurora Sanseverino, madre dello sposo, organizza il rito religioso a Capua e la nobile festa di dieci giorni ad Alife con la presenza di musicisti napoletani tra cui G. Paolo Di Domenico, Nicola Fago, Francesco Mancini, il bolognese G.Antonio Perti e il sassone Handel. Aurora fa scrivere il testo al suo segretario, Nicola Giuvo, poeta arcade. La trama riprende quella gi  narrata da Ovidio nelle Metamorfosi. Ironica la scelta di un’opera luttuosa e poco augurante per un felice matrimonio senza inganni, tradimenti, gelosie in cui Ercole è patricida eroe sanguinario donnaiolo, Dejanira, moglie furente e gelosa, lo induce al suicidio perch pazzamente amante di Iole, sua giovanissima schiava, figlia del re di Ecalia, ucciso da lui.

Plausibile può essere la scelta di Aurora, paesanotta scaltra acculturata, che considera il figlio Ercole, solo con le donne se pure scarafone di campagna.
Auspica, valutando Marie, straniera quindi poco femmena, che Pascale possa trovare piacere ancora con le servette.
La prima dell’11 dicembre 1711 con Antonio Massa in Ercole, Domenico Maria Tempesti in Dejanira, Giovanni Rapaccioli in Iole, fu un successo con richieste di bis. E’ il periodo dei sopranisti educati nelle scuole napoletane, delle melodie, delle marce trionfali, degli studi di opere mitologiche ed ellenistiche. Primeggia la cultura greco-romana che porter  negli anni successivi alla passione per l’archeologia e alla scoperta di Pompei ed Ercolano. Cultura assimilata dal popolo e fatta propria da chi costruiva scenografici presepi inserendo i Genitori tra colonne corinzie e ruderi architettonici classici.
Esaltante è stata anche quella organizzata nell’evento di Palazzo Zevalos Stigliano (foto) con l’orchestra Concerto de’Cavalieri diretta da Marcello Di Lisa e Iosu Yeregui basso, Teresa Iervolino contralto nel ruolo di Dejanira, Anna Carbonara soprano in Iole. La prima emozione viene offerta dalle pitture di Caravaggio, Tanzio da Varallo, G.B. Caracciolo e altri della scuola del Merisi, esposte nel salone affollato da amanti della cultura. Arte e Arte.

Si attende la Musica che è introdotta dall’ouverture in tre movimenti, andante, presto fugato, a tempo giusto, di eccellente esecuzione dall’orchestra che mette in risalto la sua fattura contrappuntistica del ventiseienne Porpora.
Nel recitato di Ercole essa si fa trionfale con toni altezzosi come si conviene per esaltare un eroe. Yeregui esprime nei toni e nella mimica la fierezza del personaggio. La musica si fa drammatica con Dejanire che rissosa si strugge nella gelosia e nel meditare la vendetta. Si fa soave con Iole fanciulla innamorata che attende di incontrare il suo amante.
La bravura professionale dei musicisti, del giovane Di Lisa e dei tre interpreti del bel canto sfoggiato con virtuosismo, è stata premiata dalla richiesta del bis e da applausi in piedi. Una sola nota stonata al termine. Un giovane irruento nell’incedere, non avvezzo a concerti e spettacoli, ha donato fiori solo a Teresa.

PROSSIMI APPUNTAMENTI
Venerd 28 novembre (ore 21.00, Chiesa di Santa Caterina da Siena). Al via le celebrazioni del grande Maestro Niccolò Jommelli nell’anno del terzo centenario della nascita, con il Requiem, che dar  occasione al Coro della Piet  de’ Turchini e al suo direttore stabile Davide Troa di esibire al pubblico i risultati del grande impegno che porta avanti da un biennio.

Sabato 29 novembre primo appuntamento del Festival con il cinema d’autore alle ore 18 presso la nuova sede della Chiesa di San Rocco a Chiaia (via Riviera di Chiaia 254). Ad aprire la rassegna “Ad occhi aperti” a cura dell’Associazione Wunderkammer, sar  la proiezione del film di Ken Russell L’altra faccia dell’amore (The Music Lovers), biografia semi immaginaria, crudele e suggestiva, di Čajkovskij particolarmente attenta ai risvolti psicologici e psicoanalitici del personaggio.            6    

Per saperne di più

www.festivalmusicaanticanapoli.it