Il museo civico Filangieri fu fondato nel 1882 da Gaetano Filangieri Principe di Satriano (1824-1892). Aperto al pubblico nel 1888, ha sede nel quattrocentesco Palazzo Como, rara testimonianza a Napoli dell’architettura rinascimentale, popolarmente noto come “il palazzo che cammina” , poich, per consentire la realizzazione dell’attuale via Duomo, l’antica facciata venne spostata di circa venti metri.
La sua sala Agata è stata inaugurata e restituita al pubblico, sabato scorso (5 dicembre) con una conferenza stampa cui hanno partecipato Mariella Utili (soprintendente del Polo Museale di Napoli), Gianpaolo Leonetti (dei conti di Santo Janni), Nino Daniele (assessore comunale alla cultura), Sebastiano Maffettone (docente di Filosofia), i quali hanno illustrato al pubblico il progetto di salvaguardia del museo Filangieri.
Al centro del dibattito, la rivalutazione artistico-culturale dei musei di via Duomo e la scarsa predisposizione del Museo Filangieri per i visitatori disabili o aventi mobilit  limitata. Il museo Filangieri non permette in alcun modo la visita da parte di visitatori disabili, non ci sono rampe, o accessi speciali per disabili, o persone con mobilit  limitata, c’è un ascensore, ma non è funzionante, necessita di manutenzione, revisione, e tuttavia non è idoneo al trasporto di persone disabili. Stesso discorso per la straordinaria scala elicoidale che conduce alla sala Agata, dedicata ad Agata Moncada di Paternò, madre del fondatore.
La scala non è prevista di nessuna balaustra o supporto dove potersi sostenere, fatta eccezione delle mura, i gradini alti e larghi possono rivelarsi delle insidie per persone anziane o con mobilit  limitata. Questi fattori penalizzano molto lo splendido museo dove sono esposte circa tremila opere tra dipinti, sculture, armi, porcellane, maioliche, mobili e stoffe, allestite secondo un criterio espositivo tipicamente ottocentesco che teneva in gran conto la relazione fra gli oggetti ed i luoghi destinati a contenerli.

Presente alla discussione anche il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca che è intervenuto energicamente sulle problematiche locali.
«Bisogna uscire da questo stato di mummificazione culturale che come un bozzolo avvolge i cittadini campani, bisogna incentivare la salvaguardia dei musei e di tutte le attivit  culturali, ai fini di fare staccare gli occhi delle persone dagli schermi di telefoni cellulari, per fargli ammirare il nostro patrimonio arrtistico culturale. Dobbiamo agevolare e incentivare i giovani che vogliono studiare per la tutela e salvaguardia dei beni culturali, e dell’arte, apriamo i musei, diffondiamo la cultura, abbiamo un patrimonio artistico e culturale che il mondo ci invidia, è tempo di mettersi in gioco».
Il conte Leonetti ha preparato, alla fine dell’incontro, una sorpresa, mostrando in anteprima un dipinto da lui acquistato qualche anno fa, un dipinto veramente speciale, il ritratto di Gaetano Filangieri, figlio di Agata Moncada di Paternò. «Ora che madre e figlio si sono finalmente riunti, resteranno per sempre in questo museo per continuare a raccontare la loro storia».

Museo Civico Gaetano Filangieri
Via Duomo 288, Napoli

www.salviamoilmuseofilangieri.org

museofilangieri@libero.it
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