Antonio Filippetti è autore del libro "Italieni. Il Paese delle mezzecalzette" edito dall’Istituto culturale per il Mezzogiorno.

La sua è un’analisi aspra e dura sull’Italia “giardino d’Europa”.

Storicamente il nostro Belpaese si è sempre distinto più e meglio di tanti altri in tutti i campi ma, oggi, appare ben lontano in tutti i sensi da uno standard non solo d’eccellenza, ma anche appena passabile.

Lei afferma che nella realt  presente è difficile conseguire primati. Siamo privi di ideali?

Lo sterile acritico spirito di “gregge” ha avvelenato molto, spero non definitivamente, la pianta degli ideali. La mancanza di etica coinvolge ogni settore della vita pubblica, della politica, dell’economia, delle grandi imprese, dell’informazione. In ogni cavit  delle nostre Istituzioni troviamo un gran numero di opportunisti privi di dignit , di lealt , di responsabilit , affiancati da folte schiere di “servi sciocchi” che si trasformano in topi pronti tutti a scappare quando la nave del loro padrone affonda per salire, frettolosamente, su quella del vincitore e, riciclandosi, continuano a essere dediti all’ intrallazzo e al malaffare.

Oggi gli eroi sono i volontari che accorrono a portare aiuti nelle alluvioni nei terremoti nelle frane che cancellano interi paesi, sportivi che vincono medaglie, immigrati che sbarcano sulle nostre rive?

Certamente, ma vengono subito dimenticati e chi approda è rinchiuso nei lager o rispedito a casa. Viceversa nei salotti televisivi, sulle riviste patinate imperversano ciarlatani, speculatori, millantatori e furfanti.
Auspico ovviamente un diverso avvenire. Tento di stimolare alla riflessione, all’osservazione e all’analisi dei costumi. Siamo sempre più assopiti in un mare di mediocrit . Non si può galleggiare nell’ipocrisia, nell’inerzia e nello stagno del “tirare a campare”. E’ tempo di dire BASTA e di incamminarsi su nuove strade.

Lei ha dato vita nel 2011 a “Manifestoasinistra” con Ernesto Paolozzi, Donatella Gallone, Libero Mancuso e altri. Potrebeb sintetizzare gli obiettivi di questo movimento?

Tra gli scopi principali, c’è l’urgenza di riformare radicalmente la vita sociale, politica, culturale del nostro Paese finora immobile, anzi accasciato, sui privilegi di pochi e l’emarginazione di molti. Politici e dirigenti di Enti, rendendo il loro agire poco trasparente, si sono acconigliati mandando alla deriva Giustizia, Scuola, Ricerca, Cultura. Bisogna fare un costante pressing per trasformare il presente che, calpestando il diritti e dignit  individuale, relega tutti, cittadini onesti e operatori culturali, a una umile emarginazione.

Lei dirige un corso di giornalismo per giovani immigrati presenti tra noi. Perch?

“Ho fiducia nei giovani” diceva Piero Calamandrei. La loro voce “libera” sar  un forte stimolo per la democrazia dei loro paesi e per noi una conoscenza dei loro usi e costumi nell’era della globalizzazione.

Appaiono i retroscena della politica della cultura della vanit  del trasformismo del rampantismo del sensazionalismo dell’eclettismo dell’autoreferenzialit  del conformismo dello sport o dell’intrallazzo.

La mia analisi non cede a rimpianti e nostalgie vivi nella mia memoria e nella storia d’Italia, culla di tanti illustri artisti filosofi navigatori inventori attori registi noti nel mondo, ma intende stigmatizzare quella societ  molto pretenziosa dotata di scarse capacit  e risorse e passivamente adagiata nella mediocrit .

“In un mondo in cui quasi più nessuno legge la poesia” scrive nel suo “Il tempo del disonore” Lei, però, inventa una collana “liberi in poesia” e dar  il via al primo premio Moby Dick per poeti e scrittori.
La poesia, in quanto espressione massima dell’individuo, resta l’unico baluardo di difesa in grado di sottrarsi alla spersonalizzazione e di far circolare l’animus creativo sia pure in un ambito molto ristretto.

“Il lungo sonno” raccoglie i suoi editoriali apparsi su Arte&carte. Denuncia la politica che, ancorata al suo tornaconto e priva di ogni progettualit , trasforma Napoli in una barca che affonda con L’Italia.

Gli scritti furono accolti nel silenzio dell’indifferenza. Sono stati riproposti per cancellare in parte l’abulia allarmante in cui ancora oggi è immersa parte della societ  inerte i e come sigillata in un sottovuoto.

I suoi editoriali scritti prima del duemila appaiono, nell’attuale malessere, sinistramente profetici.

La diffusione dell’informazione telematica rende tutti testimoni degli avvenimenti di ogni parte del pianeta solidificando una consapevolezza dei veri problemi. Ritengo indispensabile una comunicazione onesta. libera per una umanit , presente e futura, non preda di un minaccioso oscurantismo ma moderna, civile, dotata di un proprio pensiero critico e addirittura pacificamente creativo. E’ però indispensabile vigilare, fare attenzioneai prestigiatori presenti in politica come nelle imprese o nel mondo della comun            6                 è« «    oicazione e dello spettacolo che propongono “il finto nuovo”, ripetendo errori gi  commessi. Sono i ciarlatani e i furfanti che hanno gi  infestato la nostra storia negli ultimi decenni ereso insicuro il futuro dei giovani.

In foto, la copertina di "Italieni" , particolare