Non si vedeva il San Carlo cos pieno da tempo buon segno, si dir . Certamente, se nell’afoso luglio napoletano in tanti hanno pensato di sacrificare un sabato sera per assistere alla Tosca, è una buona cosa, comunque vada. Un titolo cos popolare, però, richiede voci all’altezza, impresa alquanto problematica negli ultimi tempi, almeno a queste latitudini. Senza nulla togliere al meritorio intento dei vertici del Teatro di ravvivare l’attivit  culturale della citt  con un cartellone ampio e prolungato ormai per tutto l’anno, resta il problema della qualit  dell’offerta, che ci si augura sia una priorit  della nuova stagione.
Fiorenza Cedolins (foto) nel ruolo del titolo ha dato buona prova, ma forse la voce più interessante è stata quella di Stefano La Colla, un Cavaradossi intrigante e convincente, anche scenicamente calzante. Inconsistente per spessore vocale e per abilit  nel ruolo lo sbiadito Scarpia di Sergey Murzaev, più rigido funzionario, che spietato burocrate. Bravi gli artisti titolari delle parti più piccole l’Angelotti di Gianluca Lentini, impetuoso e vocalmente preciso, e il Sagrestano di Donato Di Gioia.
L’orchestra del San Carlo si è assestata su standard qualitativi elevati, che non ha smentito neppure questa volta. Sul podio Jordi Bernacer è stato attento alle sfumature della tavolozza orchestrale a lui affidata, coadiuvato degnamente dal Coro diretto da Marco Faelli e dallo splendido Coro di Voci bianche del Teatro, guidato da Stefania Rinaldi.
questa volta è di turno il periodo nazista, ma francamente sono scelte dettate dalla bizzarria e dalla volont  di apparire originali a tutti i costi, che è difficile condividere e ancor più difficile discutere.

Tosca

fino al 24 luglio
Da marted 14 luglio La Bohème

Per saperne di più
www.teatrosancarlo.it/it/season/san-carlo-opera-festival.html