Tre giorni di scambio tra le arti per salutare il solstizio d’estate, performance musicali, poetiche, visive, sempre collettive, sempre semantiche. La Fondazione Morra ospita Robin Rimbaud, aka Scanner che da oggi, 19 giugno, fino a domenica 21, imperverser  in varie location ad alto impatto artistico della citt . Si parte dunque questa sera alle 19.00: lo spazio Oblomova di Via San Sebastiano, è la location per il workshop condotto dal compositore inglese che alle 22.30 si sposter  nel drink book-shop Perditempo, di fronte al conservatorio di S. Pietro a Majella, per un dj set in cui si racconter , come in un autoritratto, attraverso i brani dei suoi musicisti preferiti.
Si prosegue sabato sulla terrazza a picco sui vicoli del Museo Nitsch: alle 19.30 si presenta Transient Spaces – The Tourist Syndrome con Marina Sorbello e Antje Weitzel di Uqbar Berlino, un progetto interdisciplinare che approfondisce simmetrie e asimmetrie tra il turismo contemporaneo e la migrazione e prevede nel settembre prossimo, un summer camp sul mar Baltico destinato a cinquanta partecipanti tra artisti, architetti, operatori culturali in un dialogo interdisciplinare. A seguire, ore 20.00, il concerto Scanner Ghosts of the Present.
Gran finale domenica con Speculum Celestiale, Sinfonia Diagonale alla vigna di San Martino, eccezionale caso di fondo agricolo in piena citt  e cornice di storici simposi artistici: alle 19.30 passeggiata lungo i sentieri del Giardino delle visioni e Ab Anima; alle 21.00 performance di Andrea Cusumano e Giuseppe Lomeo Cunto; alle 22.30 Scanner + Roberto Paci Dalò The Napoli Files concerto e live visual di Giacomo De Luca e poi si aspetta l’alba con Paul Alexandrow, Stefan Draschan aka Monte Disco & Christian Wandling aka Slick, Resolut Vienna vs recessione globale / lieber orgien als sorgien dj-set.
La prima edizione di Speculum Celestiale risale al 2007, creata da Maurizio Elettrico, Domenico Mennillo e Raffaella Morra, l’iniziativa nasce da un’idea dell’artista svedese Viking Eggeling che nel 1920 scriveva con Hans Richter l’opuscolo Linguaggio Universale. L’ipotesi era quella di una lingua pre-esistente dell’Eden in cui ogni concetto cos come gli oggetti e i pensieri assumeva una forma astratta. Da qui, l’arte come strumento di organizzazione della comunicazione. Una delle espressioni di questa visione è il film degli stessi autori in cui geometrie, suoni e ritmo dell’immagine creano nell’insieme un linguaggio, o meglio un messaggio.
Arte ed estetica, sensazione ed esperienza, arte non solo da guardare ma da sentire.

Sabato ingresso 10 euro; domenica ingresso 15 euro (biglietto acquistabile solo in prevendita presso il Museo Nitsch, Oblomova e Perditempo)
Per saperne di più: www.fondazionemorra.org

Nell’immagine in alto la vigna di San Martino, in basso Paul Alexandrow e Robin Rimbaud