Bella e possibile. La mostra fotografica Beyond Science. La scienza in uno scatto dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) che sar  ospitata al Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), via dei Mille 60, Napoli, fino al 18 luglio 2015. I visitatori si troveranno di fronte 25 immagini di realt  fisiche e biologiche invisibili a occhio nudo a colori e in bianco e nero, 7 ritratti di alcuni dei giovani ricercatori che lavorano all’IIT, l’incipit a firma del premio Nobel per la chimica Martin Chalfie, che scrive, tra l’altro "I progressi dell’imaging modificano la nostra percezione e la nostra conoscenza dell’universo e fanno sorgere nuove domande. I nuovi metodi di osservazione possono diventare mezzi innovativi di espressione artistica. I ricercatori dell’IIT condividono con noi la bellezza che si può trovare nelle immagini del loro lavoro”. La Bellezza che è davvero, in questo caso, nelle Piccole cose. E a volte anche negli errori.

L’esposizione è stata ideata dall’Istituto Italiano di Tecnologia e organizzata con il supporto degli Assessorati ai Giovani e politiche giovanili, creativit  e innovazione, e alla Cultura e al turismo del Comune di Napoli.
L’assessore Alessandra Clemente (al centro della foto, in occasione dell’apertura) ha giustamente sottolineato come il capitale umano che tante volte viene colpevolmente trascurato, qui, con i ricercatori dell’IIT, trova una sua giusta visibilit . L’assessore ha aggiunto che dall’iniziativa nascer  un ponte tra ricercatori e scuola, per avvicinare i ragazzi al mondo della scienza.
La mostraracconta l’incontro tra scienza e immagini attraverso una selezione di scatti fotografici di oggetti invisibili a occhio nudo, come ad esempio sistemi biologici e strutture nanotecnologiche. Le fotografie sono a colori e in bianco e nero, e rappresentano i risultati ottenuti nei settori della biologia, nanotecnologia, neuroscienze, robotica, farmacologia e scienze dei materiali, dai ricercatori dell’IIT. Risultati che emergono da un approccio alla tecnologia che si ispira alla natura per alcune regole fondamentali, quali la sostenibilit  energetica e ambientale.
Nei giorni di apertura della mostra i ricercatori del Center for Advanced Biomaterials for Healthcare (CABH) di IIT, con sede a Napoli e coordinato dal Prof. Paolo Netti, avranno l’opportunit  di raccontare ai visitatori la ricerca scientifica nascosta nell’esposizione. Tra di essi alcuni autori degli scatti Alessandra Totaro, Alessandro Garziano, Carlo Natale, Costantino Casale.

Il Centro dell’IIT di Napoli si dedica allo studio e alla produzione di nuovi materiali biocompatibili, oltre che alla realizzazione di tessuti biologici artificiali, per utilizzarli con applicazioni sia nel campo biomedico e della tossicologia, sia nell’abbigliamento.
La crescita in vitro di tessuti biologici rappresenta, infatti, una svolta nell’intero panorama della ricerca dei nuovi materiali del futuro i tessuti artificiali possono essere utilizzati per sostituire i test sugli animali di farmaci, cosmetici e nutraceutici, ripristinare o riparare i tessuti danneggiati di ossa, cartilagine, tessuti miocardiali e capelli o, ancora, produrre in laboratorio sofisticati prodotti in simil-pelle o pelliccia.
Un’ iniziativa importante perch consente a un pubblico di non addetti ai lavori di avvicinarsi alla scienza senza timore reverenziale, ma attraverso un approccio quasi puramente estetico e artistico. Crediamo che questo potrebbe rappresentare un metodo innovativo anche per quella che è la comunicazione scientifica vera e propria, unire i temi della ricerca, della divulgazione e , perch no, dell’aspetto artistico, per far s che gli argomenti trattati possano essere avvicinati da un pubblico sempre più numeroso ed interessato.
E proprio di comunicazione scientifica parliamo con Carmen Dal Monte, docente di Etica ed Esperta di Comunicazione che di recente ha tenuto a Napoli un seminario dal titolo “Comunicare la Scienza”, organizzato dal Lab. Oncologia Sperimentale IOR e Consiglio direttivo dell’AICC Associazione Italiana di Colture Cellulari.
Quali sono gli ostacoli maggiori nell’ambito della comunicazione scientifica? Quali i nuovi possibili approcci e strumenti per superarli?
La comunicazione scientifica ha vari aspetti e ambiti di competenza, ciascuno dei quali ha diverse modalit  comunicative e incontra ostacoli diversi. C’è la comunicazione scientifica tra scienziati e ricercatori sia nelle stesse discipline che in discipline diverse. La questione di questo tipo di comunicazione è un argomento si incontra fin dalle origini del pensiero filosofico, il primo a porsi il problema della comunicazione scientifica, ovviamente in termini diversi rispetto al mondo contemporaneo, è Platone, nel Fedro. Ritroviamo poi l’argomento a partire dal XVI secolo, portato alla ribalta dalla prima rivoluzione scientifica, e l’Inghilterra è il paese nel quale nascono le prime riviste scientifiche, e oggi con una interdisciplinariet  molto spinta la comunicazion            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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   B Be tra scienziati è diventata, se possibile, ancora più importante. La rivoluzione tecnologica e digitale fa s che gli scienziati, più di tempo, condividano strumenti e metodologie.Archeologi, linguisti, studiosi di letteratura usano tecnologie e programmi sw non meno di biotecnologi, medici o fisici.
C’è buona informazione?
La divulgazione è l’aspetto più importante per tutti noi, sia come individui che come collettivit ; pensiamo all’informazione sulle catastrofi naturali, terremoti, tsunami o quelle relative alle epidemia, l’aviaria come l’ebola. E’ veramente difficile questo tipo di informazione perch siamo abituati a pensare alla scienza come conoscenza certa e indubitabile, e davanti a questo tipo di realt  invece le risposte sono e non potrebbero essere altrimenti “relative”.
E il web?
La rete ha riscritto e rivoluzionato la comunicazione. E’ al tempo stesso una grandissima risorsa, mai prima nella storia dell’uomo è stato possibile accedere cos velocemente e a costi relativamente alle informazioni e mai prima è stato cos facile e semplice “aggiungere” le nostre informazioni alle altre. E’ però una facilit  che si paga in termini di affidabilit , perch è difficile, in questo oceano senza fine, riconoscere le notizie vere e certe.”

Una mostra come questa al Pan avvicina il pubblico al mondo scientifico?

Certamente, è un altro importante passo in avanti nell’antico rapporto tra scienza e arte, tra logos e conoscenza. Non dimentichiamo mai che i primi testi filosofici sono scritti in termini poetici, che Omero era il testo su cui studiavano gli antichi greci, che la conoscenza per millenni è stata diffusa oralmente. Platone scrive dei dialoghi e narra dei miti per trasmettere la sua filosofia. La tragedia greca era il fulcro intorno al quale si costruiva l’identit  politica e individuale.

L’arte abbraccia la scienza?

Hanno sempre camminato insieme, ricordiamo per esempio il bestiario di Ulisse Aldrovandi o i disegnatori naturalistici che prima della fotografia contribuirono a diffondere le informazioni e le conoscenze, pensiamo anche ai codici miniati medievali, dove il testo era accompagnato da immagini che non avevano solo un compito decorativo, ma spesso conoscitivo ed enciclopedico. La stessa Enciclopedie di Diderot e d’Alembert era composta anche da volumi di planches, immagini incise, curatissime, che mostravano anche le varie tecniche meccaniche. L’uomo ha sempre trasmesso la sintesi della sua conoscenza attraverso immagini che avevano in primo luogo un impatto estetico e che volevano emozionare prima che insegnare.

La mostra fotografica Beyond Science sar  aperta fino al 18 luglio 2015, da luned a sabato con orario 9.30 – 19.30, e domenica dalle 9.30 alle 14.30. Marted chiusa.