La fotografia di Romualdo Schiano in esposizione a Roma. L’artista napoletano è uno dei partecipanti alla collettiva di fotografia “Foto x 1000”, ideata da Francesco Amorosino e in programma fino al 10 giugno alla Sala Uno (piazza di Porta San Giovanni, 10) in occasione della VIII edizione del Festival Internazionale della Fotografia a Roma.

Schiano è artista versatile e alla continua ricerca di nuove forme espressive, dalla pittura alla scultura, dal disegno alla fotografia e all’arte digitale. La sua creativit  trova sempre un legame con l’esperienza del vivere quotidiano, che interpreta con la sensibilit  di un artista attento all’esigenza di rinnovamento. L’evento in programmazione a Roma è l’occasione per il pubblico di assistere a qualcosa di molto diverso dalle tradizionali mostre fotografiche, come spiega lo stesso Schiano: “un evento molto bello, in un ambiente caratteristico e dall’ambientazione tipicamente rustica. Ciascun artista presenta una sua fotografia, ma la particolarit  è che il nome dell’autore non è indicato, quindi gli eventuali compratori non possono essere condizionati dalla notoriet  di un artista e scelgono la foto che preferiscono, magari anche quella di un autore sconosciuto al grande pubblico.”
Nella sua attivit  di ricerca artistica qual è l’importanza della fotografia rispetto alle altre forme espressive?
” importante perch rispecchia l’attualit . Io vengo da una tradizione di pittura e scultura, ho insegnato storia dell’arte nei licei, ma oggi il futuro è l’immagine, la societ  è fondata sull’immagine. Un evento importante può essere raccontato attraverso la forza delle immagini, anche per esempio attraverso la video arte. La differenza è che la video arte rende vivo un avvenimento, mentre la fotografia riesce a immortalare l’evento.”
Il suo ultimo ciclo di opere si intitola “Barocco Mediterraneo” ed è attualmente in esposizione a Colonia fino al 6 giugno. Lei aveva allestito delle sue personali in Germania anche negli anni passati. Come è stata l’esperienza?
“Ottima, sono molto soddisfatto. Ai tedeschi era piaciuto il mio lavoro e mi hanno chiamato per realizzare le prime esposizioni, ho voluto dare totale fiducia perch ho notato sin dall’inizio il massimo della trasparenza nei loro comportamenti, sono stati molto corretti nei miei confronti. Spero che in futuro potr  continuare questo rapporto di collaborazione.”
La scelta di presentare il proprio lavoro all’estero è diventata un’esigenza per molti artisti italiani…
” vero, è proprio cos: un’esigenza. All’estero i veri valori emergono, non c’è quella cappa di conformismo che caratterizza il mondo artistico italiano e in particolare quello napoletano. A Napoli purtroppo prevale sempre l’appartenenza alla parrocchia, i rapporti di amicizia o parentela rispetto all’affermazione del talento e della creativit . il trionfo della logica di appartenenza, chi conosce l’ambiente artistico napoletano sa di cosa parlo.”
Lei nel 1981 presentò una mostra intitolata “Il lenzuolo a toppe”, dove il lenzuolo lacerato rappresentava il tessuto sociale napoletano ricco di contraddizioni. A distanza di tanti anni quel lenzuolo come appare?
“Ancora più lacerato. Prima c’erano tante gallerie d’arte in tutta la citt , l’ambiente artistico era vitale. Queste gallerie riuscivano a dare credibilit  agli artisti più bravi e c’era anche la possibilit  di guadagnare, qualche lira si vedeva. Ora non c’è quasi nulla, mi sembra tutto peggiorato e a Napoli non si vende più l’arte contemporanea, ma solo le opere dell’Ottocento e poco altro.”
Quindi le prospettive quali sono?
“Da questo punto di vista mi pare che non ci siano prospettive per Napoli, a meno che non si riesca a cambiare una tendenza che però mi sembra molto chiara.”
Per quanto riguarda l’attivit  dei musei di arte contemporanea in citt , qual è il suo giudizio?
“La situazione mi sembra ottima, perch il museo MADRE sta portando avanti un’azione didattica notevole, molto meritoria. Purtroppo nelle scuole si fa poco, i ragazzi sono poco interessati all’arte contemporanea e quindi le realt  museali devono anche riempire quei vuoti che ci sono nell’educazione scolastica. Anche il PAN mi pare che stia seguendo un percorso interessante.”
Lei ha affermato che la personalit  di un artista si misura nel suo percorso di costante incremento creativo…
“Ci sono artisti giovani e bravi che fanno sempre le stesse cose, ripetono schemi collaudati e sfruttano la loro immagine. Io credo che un artista debba essere creativo e fronteggiare l’attualit , sperimentare nuove cose e confrontarsi con la modernit .”
Come si è avvicinato all’arte digitale?
“Per il desiderio di creare qualcosa di nuovo, di affrontare una nuova avventura. Nel 2000 ho incominciato a lavorare al computer e a creare nuove figure, una nuova estetica. Nel 2003 nella galleria “Il ramo d’oro” ho esposto alcuni miei lavori di arte digitale, in occasioni successive ho presentato altri miei lavori in materia.”