Un pubblico da popstar e una sala dei Baroni strapiena hanno accolto Sebastião Salgado. Al Maschio Angioino di Napoli per incontrare gli appassionati di fotografia e presentare il suo ultimo lavoro: “Genesi”. La mostra fotografica più grande degli ultimi tempi. Dal 18 ottobre al 28 gennaio 2018 al Palazzo delle Arti (via dei Mille, 60).
245 immagini in bianco e nero che attraversano regioni inesplorate dove la terra ha ancora oggi lo stesso aspetto di cinquemila anni fa. Lo straordinario fotografo brasiliano ha ritratto gli angoli più remoti del pianeta per raccontare la libertà, il dolore, lo sfruttamento, le vite invisibili degli oppressi, le migrazioni dei popoli sospinti dalle trasformazioni provocate dall’uomo.
Dopo Steve McCurry e Helmut Newton un altro grande appuntamento con la fotografia d’autore. Intervistato dall’editore Roberto Koch, Salgado ha raccontato il senso del suo mestiere e come la sua vita sia strettamente legata alla fotografia: «Tutto quello che vivo entra nella mia fotografia. Per me è un grandissimo privilegio essere qui e poter raccontare quella che è stata, è e sarà la mia vita».
Ha aperto l’incontro l’assessore alla cultura Nino Daniele sottolineando come «solo una persona autentica, che ha sentito e raccontato il dolore del mondo, poteva farci dono della sua arte. Napoli, con le sue origine greche, sa bene che non c’è logos senza pathos, non c’è vera conoscenza senza sofferenza e lui con la sua fotografia ha illuminato tante zone del pianeta. Il suo mettersi dal punto di vista degli ultimi non conosce confini e la sua fotografia diventa speranza di cambiamento. Attraverso di lui, e in nome di questi valori, Napoli continuerà a parlare al mondo».
Protagonista di un tour internazionale di grandissimo successo, “Genesi” è un atto d’amore verso la Terra e un monito per gli uomini. Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, cambiare il nostro stile di vita, assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.
«Le foto – spiega il fotoreporter – non sono solo lo specchio della realtà, ma devono restituire alla società quello che il fotografo ha l’occasione di comprendere e vedere attraverso la fotografia. Raccontano una storia. Devono avere un senso, altrimenti restano fine a se stesse. Con mia moglie abbiamo tenuto dei corsi di fotografia durante i quali gli allievi avevano l’occasione di seguire lezioni di sociologia, geopolitica, economia, per mostrare che prima di essere fotografi bisogna conoscere la storia».
Curata da Lélia Wanick Salgado, moglie dell’artista, su progetto di Contrasto e Amazonas Images, la mostra è frutto della collaborazione di Civita Mostre con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Suddivisa in cinque sezioni (Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl), presenta una serie di fotografie, molte delle quali ritraggono straordinari paesaggi incontaminati, realizzate con lo scopo di immortalare un mondo in cui natura e esseri viventi vivono ancora in equilibrio con l’ambiente. Un progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni.
«Durante i miei spostamenti – rievoca il maestro della fotografia -, in particolare nei territori dell’ex Jugoslavia, mi sono imbattuto in una tale violenza che è entrata in me fino a farmi stare male. Mi sentivo sopraffatto. I miei genitori ci hanno fatto dono di un terreno che un tempo era molto rigoglioso. Con mia moglie lo abbiamo fatto rinascere e, grazie al contatto con la natura, sono guarito. Ho deciso allora che il prossimo lavoro doveva essere diverso e raccontare le cose belle del pianeta. E’ nato così Genesi».

Nelle foto, (in alto) un momento dell’incontro pubblico con il fotografo Sebastião Salgado e il fondatore della casa editrice “Contrasto” Roberto Koch, al Maschio Angioino di Napoli; al centro, alcuni scatti della mostra “Genesi” in esposizione al Pan\ilmondodisuk.com

Nelle foto, (in alto) un momento dell’incontro pubblico con il fotografo Sebastião Salgado e il fondatore della casa editrice “Contrasto” Roberto Koch, al Maschio Angioino di Napoli; al centro, alcuni scatti della mostra “Genesi” in esposizione al Pan\ilmondodisuk.com
Nelle foto, (in alto) un momento dell’incontro pubblico con il fotografo Sebastião Salgado e il fondatore della casa editrice “Contrasto” Roberto Koch, al Maschio Angioino di Napoli; al centro, alcuni scatti della mostra “Genesi” in esposizione al Pan.

Salgado ha vissuto nelle Galapagos tra tartarughe giganti, iguane e leoni marini, ha viaggiato tra le zebre e gli animali selvatici che attraversano il Kenya e la Tanzania. Un’attenzione particolare è riservata alle popolazioni indigene ancora vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana, i Pigmei delle foreste equatoriali nel Congo settentrionale, i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica, le tribù Himba del deserto della Namibia e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea. Il fotografo ha trascorso diversi mesi con ognuno di questi gruppi per poter raccogliere una serie di testimonianze che li mostrassero in totale armonia con il proprio habitat.
“Genesi” è il tentativo artistico di realizzare un atlante antropologico del pianeta, ma è anche un segnale d’allarme che ci avverte, foto dopo foto, che il luogo in cui viviamo è sacro e non va distrutto. Un viaggio durato 8 anni attraverso paesaggi terrestri e marini, alla scoperta di popolazioni e animali scampati all’abbraccio del mondo contemporaneo, un tributo visivo a un pianeta fragile che tutti abbiamo il dovere di proteggere. «Sviluppo – precisa il fotografo – non è sinonimo di distruzione. Il destino lo possiamo cambiare assieme. O la soluzione è una soluzione di sopravvivenza per tutta l’umanità oppure non è una soluzione. Noi siamo una sola specie, non esistono esseri inferiori o privilegiati».
Il fotografo ha parlato anche del fenomeno migratorio che sta interessando l’Europa e, rispondendo a una domanda sul concetto di potenza delle immagini, con riferimento alla foto diventata simbolo della crisi umanitaria legata all’immigrazione che mostra il corpo senza vita del piccolo profugo Aylan sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, dice: «Delle migrazioni ve ne siete accorti solo ora che il fenomeno ha toccato l’Europa più da vicino ma nel mondo c’è sempre stato. Il vero problema è proprio l’impressione di attualità che molti hanno di un fenomeno che in realtà esiste da molto tempo».
Al progetto “Genesi” è dedicata una monumentale pubblicazione edita da Taschen, di 520 pagine con oltre 1.000 illustrazioni, disponibile nel bookshop della mostra. La casa editrice Contrasto ha recentemente pubblicato l’autobiografia del fotografo, “Dalla mia Terra alla Terra” e i libri “Profumo di sogno. Viaggio nel mondo del caffè” e “Altre Americhe”. A lui il regista Wim Wenders ha dedicato il film “Il sale della terra”.
Sebastião Ribeiro Salgado, nato ad Aimorés, in Brasile, è il più grande fotografo documentario del mondo contemporaneo. Prima di occuparsi di fotografia studia Scienze sociali e Economia nella vicina Vitoria apprendendo nozioni che gli hanno permesso di legare la sua ideologia alla sua arte. Dopo ulteriori studi a San Paolo, si trasferisce con la moglie prima a Parigi e poi a Londra, dove lavora come economista per l’Organizzazione Internazionale per il Caffè, per poi rientrare nella capitale francese e lavorare come freelance e, successivamente, per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum. Con la moglie Lélia crea l’agenzia Amazonas Images.
Tra il 1986 e il 2001 si dedica principalmente a due progetti. Prima documenta la fine della manodopera industriale su larga scala nel libro “La mano dell’uomo” (Contrasto, 1994) e nelle mostre che ne accompagnano l’uscita (presentata in 7 diverse città italiane). Il secondo lavoro documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo, in due libri di grande successo: “In cammino” e “Ritratti di bambini in cammino” (Contrasto, 2000). Grandi mostre itineranti (A Roma alle Scuderie del Quirinale e a Milano all’Arengario di Palazzo Reale) accompagnano anche in questo caso l’uscita dei libri.
Con la moglie fonda in Brasile l’Istituto Terra grazie al quale la natura torna a fluire in una larga area della foresta equatoriale a rischio di sparizione. L’artista sta già lavorando al suo prossimo progetto: un reportage sulle tribù che abitano la più grande foresta tropicale del mondo, la foresta amazzonica.

“Genesi” – Sebastião Salgado
Pan/Palazzo Arti Napoli
Via dei Mille 60 – 80122 – Napoli
Fino al 28 gennaio 2018
Orari: tutti i giorni tranne il martedì dalle 9,30 alle 19,30
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti
Intero € 11,00 (comprensivo di audioguida)
Ridotto € 10,00 per gruppi di almeno 12 visitatori e titolari di convenzioni appositamente attivate (comprensivo di audioguida)
Ridotto speciale € 6,00 per scuole e giovani fino a 26 anni (comprensivo di audioguida)
Gratuito per minori di 6 anni, 2 accompagnatori per classe e accompagnatore di disabili
Informazioni
www.mostrasalgadonapoli.it
tel. 199.15.11.21 (dall’estero 02.89096942)