Francesca Bellofatto l’ho conosciuta durante la serata dell’ottava Edizione del Premio Masaniello-Napoletani Protagonisti per “Napoli, citt  di suoni”. Lei, giovane soprano, vive quella premiazione emozionatissima. Ha cantato in numerose rassegne e festival in Italia e all’estero, ha debuttato nei panni di Tosca di Puccini, è stata Leonora nel Trovatore di Verdi, Mim nella Bohème di Puccini, Ciesca nel Gianni Schicchi di Puccini … . Chiedo a Francesca
La storia dell’Opera copre un arco temporale di oltre quattro secoli, passa da spettacolo riservato alle Corti, all’intrattenimento più diffuso con il Teatro Cassiano di Venezia. Francesca, oggi l’Opera chi la segue maggiormente?
Oggi si parla e si racconta poco l’Opera che viene seguita da giovani e meno giovani, ma in numero limitato.
L’opera ha vissuto diverse stagioni. Durante il periodo delle composizioni di Mozart, Verdi, Puccini, ad esempio, l’Opera era la musica del momento, quella più seguita dal pubblico. Mi viene in mente una trasmissione di una volta, molto interessante perch informava ed incuriosiva , ” Prima della Prima ” che raccontava le varie fasi per portare in scena l’Opera. Si partiva dalla prove di sala, poi le prove di regia in costume, le prove all’italiana, fino alla recita. Oggi raramente vediamo Opere liriche in tv.

Se non si conosce il libretto di un’Opera è difficile cogliere la storia ed appassionarsi. Per attirare il pubblico, giovane e non, che tipo di nuova comunicazione andrebbe fatta?

Oggi ci sono genitori, che a partire dalla gestazione, propongono ai loro bambini brani di musica classica adeguati. Attraverso l’ascolto si sviluppa l’educazione musicale che andrebbe riproposta e ampliata, anche con la lirica, in ambito scolastico. Nella maggior parte delle nostre scuole l’educazione musicale si limita all’insegnamento di un unico strumento musicale che non sempre può piacere.

Durante gli anni ’70 e ’80 dell’800 , l’Opera ha vissuto una fase nota come ” transizione “. Oggi come potremmo definire il momento che vive l’Opera?

Momento di ” crisi “. Crisi della cultura in generale, oltre agli aspetti speculativi andrebbero presi in considerazione i veri talenti come si è fatto a partire dagli anni ’40/ ’50 fino agli anni ’70 del 900. Allora c’era la figura dell’impresario che investiva su un talento e lo promuoveva. Oggi ci sono le Agenzie e la ” musica è cambiata …
Wagner elaborò un nuovo linguaggio musicale, tracciò le radici della musica moderna. Il modello wagneriano fu assorbito e rielaborato da Mascagni, Giordano, Cilea, Leoncavallo e soprattutto Puccini, con l’Opera verista. Perch Puccini, secondo te, conta un gran numero di melomani?
Perch canta con sapienza i sentimenti, senza mai scivolare nel sentimentalismo. Egli non risparmia le donne protagoniste dei suoi drammi affinch ognuna di esse divenga davvero “motore ed anima della vicenda”.

I melomani o loggisti non nutrono timore reverenziale per nessuno. Sono stati fischiati artisti leggendari come Maria Callas, Renata Tebaldi, Luciano Pavarotti, solo per citarne alcuni. Ti sei mai chiesta che tipo di reazione potresti avere rispetto ai fischi del pubblico?

Non so cosa mi incute più timore i fischi o il silenzio assoluto del pubblico. La paura della reazione del pubblico è una componente dell’esecuzione, insieme alla consapevolezza del diritto che lo stesso ha di esprimere il proprio parere.

L’Italia, patria dell’Opera, vanta il maggior numero di teatri. In quale teatro ti piacerebbe esibirti e perch?

Sicuramente il San Carlo di Napoli, e non solo perch sono campana, ma perch è il Teatro d’Opera più antico del mondo.
il Tempio lirico italiano con una data di nascita che anticipa di 41 anni la Scala di Milano e di 55 la Fenice di Venezia.

Per un soprano sono necessari elementi come la tecnica, la dizione, l’interpretazione, la sensibilit . Tu cosa aggiungeresti?

Il coraggio e la ” leggerezza “.
Quanta esperienza di vita è necessaria nell’interpretazione dei personaggi femminili delle Opere?
Nell’interpretazione dei personaggi femminili delle Opere avviene un ” dare e avere ” ci uno scambio di esperienze e dove non si arriva con l’esperienza personale aiutano le emozioni che scaturiscono dalla musica.
Quale aria che hai cantato ti ha emozionata di più?
"Morrò, ma prima in grazia “, da un ” Ballo in maschera ” melodramma con i testi di Antonio Somma e musiche di Giuseppe Verdi. Alcune arie riprese in vari momenti della vita assumono valenze diverse. Oggi mi continuano ad emozionare il ruolo di Amelia, ma anche di Madame Butterfly, entrambe esprimono bene l’amore materno e fin dove può arrivare.
Quando il tuo canto è ” libero “, ci quando ti dimentichi della prestazione, quale sensazione provi?
Gioia e libert .
Per seguire i gusti del pubblico di oggi quali lavori andrebbero riproposti?
Secondo me, Mozart e Rossini. Provate ad ascoltare i doppi sensi nel ” Don Giovanni            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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Francesca ci tiene particolarmente a raccontare che la sua è una vita completamente integrata nei tempi che vivono tutti i suoi coetanei. Certo, lei è stata folgorata dalla musica e dal canto che , come spesso accade , ti catturano e non ti lasciano più. Si ritiene un po’ narcisista e capricciosa e anche esigente e versatile. Io ho visto una giovane donna sensibile ed emotiva, ricca di valori veri che segue la difficile strada dell’autenticit  è questa la sua bellezza come donna e come interprete lirica.
Francesca Bellofatto si esibir  come solista nella ” Petite Messe Solennelle ” di Rossini, il 12 maggio p.v., nelle vicinanze di piazza Dante a Napoli, nella Chiesa di Santa Maria di Caravaggio.
Il 26 maggio nell’Auditorium di Donna Romta, nei pressi di piazza Nilo a Napoli, con varie arie d’ Opera.
Da non perdere.

Nelle foto, Francesca Bellofatto. Sopra , con il tenore Nunzio Todisco che le consegna il premio speciale R. Leoncavavallo vinto al concorso di canto internazionale "Ritorna vincitor"

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http//youtu.be/X2xlhYJwPG4