“Quando uno sogna da solo rimane un sogno inutile, ma quando si sogna tutti insieme il sogno si trasforma gi  in una straordinaria realt “. Cos recita un proverbio brasiliano. L’agire collettivo per superare i problemi che la disuguaglianza sociale e economica, l’oppressione ideologica e politicaproducono soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Impresa difficile, ma possibile quando si riduce la distanza tra il dire e il fare, quando si costruisce una catena di montaggio della solidariet . Ci vuole anche coraggio! Di superare le paure, di aprirsi all’altro, di confrontarsi con il diverso.

Non teme le sfide Nunzia Frezza, scrittrice emergente, autrice del breve ma intenso racconto “I colori della speranza”( Gruppo Albatros Il Filo, pp. 52, euro 10), mosaico di tasselli ove le vicende di un singolo abbracciano in un afflato corale la storia di un intero paese del Sud del mondo, ridotto a cumulo di macerie a seguito di alluvione. “L’amore per il prossimo, la tenacia nell’affrontare e superare i rovesci della sorte, la lotta per tradurre in realt  sogni e speranze spiega l’autrice sono valori che mi ha insegnato mia madre, che si sono consolidati nel corso di vita non sempre facile. Dalle sfide che ho dovuto affrontare si è affinata una spiccata sensibilit  per i deboli e diseredati”.

Questa propensione si traduce in una scrittura declinata al femminile che indaga la dimensione psicologica della protagonista, Eloise, scampata per miracolo al disastro naturale abbattutosi sul suo paese d’origine, costretta ad imbarcarsi su un barcone carico di profughi in cerca di un futuro migliore. Non è sola, può contare su Josè, che la segue in questo viaggio della speranza. Paese d’arrivo: l’Italia. Non c’è integrazione. Durante la sosta forzata presso il centro di prima accoglienza Eloise conosce l’amore con un giovane volontario impegnato in un programma di assistenza e sviluppo nel suo paese natale. Grazie a una rete di rapporti, la solidariet  diventa un valore economico e volano di sviluppo per la piccola comunit  desiderosa di riscatto e di rinascita.. Sorge una cooperativa con un laboratorio di tessitura che sforna tappeti. Si creano posti di lavoro, i trafficanti senza scrupoli non possono più speculare sulla miseria. Le intimidazioni non mancano, possono solo ritardare un lieto fine percepito sin dalle prime pagine.

Alla finzione letteraria fa da contrappunto la realt  con il fitto notiziario di tragedie umane, che attraversano trasversalmente il pianeta come testimoniano le tensioni razziali di Rosarno e l’inferno di Haiti con le migliaia di vittime innocenti, tra morti, feriti, senza tetto e senza cibo.

Per i suoi numerosi rimandi all’attualit  il libro è stato oggetto di un vivace dibattito svoltosi al Pan con la partecipazione di Nicola Oddati, assessore alla cultura del Comune di Napoli, Adolfo Russo, responsabile alla Cultura della Curia di Napoli, Dario Spagnolo, referente della Comunit  di Sant’Egidio per le politiche dell’immigrazione, Luigi Mascilli Migliorini, docente di storia del Mediterraneo moderno e contemporaneo all’universit  degli Studi Orientale, Antimo Cesaro, docente di scienza e filosofia politica alla Sun, Qaddorah Jamal, responsabile immigrazione Cgil.
Problema spinoso, quello dell’immigrazione, la cui urgenza cresce di pari passo con la complessit . Gli interventi congiunti dei governi dei paesi interessati e della comunit  internazionale devono crescere proporzionalmente alla diffusione di una cultura della solidariet  fondata sull’idea che la multiculturalit  è arricchimento solo se diventa interculturalit .
L’emancipazione passa attraverso la cultura che è requisito di democrazia.

Nella foto, la copertina