Alfredo Jaar propone un progetto per Napoli nella galleria di Lia Rumma in via Vannella Gaetani 12 . Nato a Santiago nel 1956, è artista, architetto, fotografo e film-maker. Vive e lavora a New York, i suoi lavori sono esposti in tutto il mondo. Ha partecipato alle Biennali di Venezia negli anni 1986, 2007, 2009, 2013, a Sao Paulo nel 1987, 1989, 2000, e a Documenta a Kassel negli anni 1987 e 2002. Sue importanti mostre personali includono il New Museum of Contemporary Art, New York; Whitechapel, Londra; il Museum of Contemporary Art, Chicago; il Museo di Arte Contemporanea di Roma e al Moderna Museet di Stoccolma. Un’ampia retrospettiva sul suo lavoro è stata ospitata nell’estate 2012 in tre spazi istituzionali a Berlino la Berlinische Galerie, la Neue Gesellschaft fuer bildende Kunst e.V. e la Alte Nationgalerie. Nel 2014 il Museum of Contemporary art Kiasma di Helsinki gli ha dedicato la più completa retrospettiva della sua carriera. Jaar ha realizzato più di sessanta interventi pubblici nel mondo. Sono state pubblicate oltre cinquanta monografie sul suo lavoro.
diventato Guggenheim Fellow nel 1985 e MacArthur Fellow nel 2000. Il suo lavoro fa parte delle collezioni del MAXXI e del MACRO di Roma, del Museum of Modern Art e del Guggenheim Museum di New York, del MCA di Chicago, del MOCA e del LACMA di Los Angeles, della TATE di Londra, del Centre Georges Pompidou di Parigi, del Centro Reina Sofia di Madrid, del Modrna Museet di Stoccolma, del Lousiana Museum of Modern Art di Humlaebeck e in dozzine di altre collezioni pubbliche e private del mondo.
Per la sua mostra partenopea ecco le opere esposte in galleria da ieri 11 febbraio.
Chiaroscuro 2015, stampa a pigmenti su dibond, 127×117,8 cm.
Chiaroscuro si rif  alle tecniche pittoriche usate da Leonardo Da Vinci nel 15 secolo, e poi riprese da Caravaggio nel 17 secolo per sottolineare la tensione emotiva dei suoi soggetti.

Il vecchio mondo sta morendo quello nuovo tarda a comparire, e in questo chiaroscuro nascono i mostri 2015, Neon Rosso montato su muro, 18×1150 cm. In questa celebre frase di Antonio Gramsci il chiaroscuro diventa tenebrismo

La Divina Commedia, 2016, scultura di bronzo e sfere di plastica, dimensioni variabili, scultura 30,5x5x5 cm. Questo lavoro è un ritratto di Napoli, una delle citt  che più ispirano al mondo, uno tsunami di gioia e caos insano. Seguendo questo modello, questo lavoro utilizza un semplice, giocoso, popolare oggetto per ritrarre la complessit  della citt  di Napoli, nella quale coesistono Inferno purgatorio e paradiso in un’unica dimensione. Se Dante cerca Dio nella sua Divina Commedia, Jaar in questo lavoro cerca il significato di Napoli.

Napoli, Napoli 2016, Dieci neon montati su muro, dimensioni variabili
Installazione spaziale di 10 neon che traducono la parola “Napoli” nelle lingue delle minoranze più diffuse della citt  Bengali (Bangladesh), Urdu (Pakistan), Hindi (India) , Romeno e Tagalog (Romania e Filippine), Mandarino (Cina), Polacco (Polonia), Sinhala (Sri Lanka), Francese (Senegal), Arabo (Algeria e Tunisia), Ucraino (Ucraina). Con la sua esplosione di luce e colore, questa installazione cerca di contrastare l’attuale negativit  diffusa in Italia e in Europa verso il fenomeno dell’immigrazione, per invece presentarlo come un motivo per festeggiare e sperare.

M’illumino d’immenso, 2009, neon bianco montato su muro, 61×127 cm

Un omaggio a Giuseppe Ungaretti e al suo stupendo poema del 1917.
Mare, quanto del tuo sale sono lacrime di Napoli? 2015, Base in metallo, plexiglass, neon, acqua e sistema di luci LED a intermittenza graduale, 180x280x60 cm.
Questo lavoro rappresenta il lamento e la sofferenza di Napoli, citt  conosciuta nel mondo come Napoli Violenta. Quando l’estrema violenza è la nuova normalit , quest’opera s’illumina di una bianca, accecante luce per cancellare l’attuale violenza e offrire un nuovo inizio senza lacrime, lacrime dei Napoletani, lacrime salate che lavano via il mare di Napoli.

Orari galleria marted-sabato 1100 1330 / 1430 1930

Per saperne di più
www.liarumma.it

www.alfredojaar.net

Nella foto di Raffaele Di Costanzo, quattro delle opere in mostra