I magnifici quattro in un mondo incantato. Due napoletani, una francese e un toscano sono protagonisti della mostra che lo spazio artistico partenopeo Piero Renna Arte Contemporanea (Prac) propone da oggi (gioved 21 gennaio, vernissage ore 19) fino al 4 marzo. L’esposizione, curata da Valentina Rippa, indaga il rapporto dell’uomo con la terra, il paesaggio, l’ambiente, in una concezione romantica. Il titolo “La mia natura” prende spunto da uno dei temi tanto accarezzati dall’artista tedesco Joseph Beuys che a Napoli era di casa negli anni anni ottanta (prima della scomparsa nell’86) ospite del gallerista Lucio Amelio.
L’uomo è un frammento di quell’armonia che si chiama natura. Per ritrovare la pace con se stesso deve tornare da lei , riscoprendone le emozioni.

Eccoli, i magnifici quattro. Melania Acanfora, classe 1976, vive e lavora ai piedi del Vesuvio.
La sua passione artistica si esprime anche attraverso un fiore, un orchidea, sintesi di una espressivit  complessa e variegata che racchiude l’essenza intricata dell’essere umano, della sua parte maschile e femminile.
Tatiana Chafcouloff, francese di nascita (Tolone, 1974) e con origini greche, in un primo momento si appassiona alla scultura su marmo che apprende a Carrara da Vito Tongiani. Gira il mondo da bambina, venendo a contatto con culture di paesi lontani (Indonesia, Nigeria, Venezuela), si diploma architetto a Parigi e nel 2004 sbarca alla Accademia di belle arti di Napoli. Nella natura e nel suo silenzio, riabbraccia la memoria e lo stimolo al rinnovamento. «L’albero è uno degli elementi che mi ha sempre affascinato – spiega – per la solidit  delle sue radici nella madre terra e la sua crescita infinita è come se emanasse forza, energia, libert  e luce intorno a s».

L’aretino Fabrizio Modesti (generazione 1966), invece, nella natura ritrova se stesso
e ogni dipinto rappresenta in realt , un autoritratto, ma anche il profilo di ogni altro essere animale, vegetale, minerale. «Cerco spesso gli alberi – ammette – cammino tra di loro, può capitare che li abbracci o mi ci sieda accanto, alzo lo sguardo e ammiro il loro giocare con il cielo che crea un meraviglioso mondo di forme e colori e a volte magiche simmetrie… porto a casa due immagini, quella registrata in digitale e quella registrata nella mia coscienza; poi, una volta in studio, cerco di unire queste due immagini in una unica, e provo a ricreare quell’attimo di illuminazione in cui si tocca la realt  nei suoi due aspetti fondamentali, materiale e spirituale».
Completa la schiera dei quattro, Giovanni Ricciardi, nato a Castellamare di Stabia nel 1977, allievo di Errico Rotolo al Liceo artistico dei Santi Apostoli a Napoli e, successivamente, studente dell’Accademia di via Costantinopoli. I suoi sono paesaggi della memoria che ripercorrono stati d’animo rarefatti. L’autore scava nel passato creando poi luoghi immaginari in cui si dilata l’inafferrabile. Che si manifesta nella serie “Atlante delle nubi” dove l’uomo diventa un granello rispetto all’immensit  della natura.
m.a.g.c

Dal 22 gennaio al 4 marzo 2016
luned-sabato dalle 16,30 alle 19,30

PRAC | piero renna arte contemporanea
via nuova pizzofalcone 2 | napoli
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nelle foto, in alto, un lavoro di Acanfora. In basso, da sinistra, opere di Chafcouloff, Modesti e Ricciardi