Laura Angiulli, regista per "Il Mercante di Venezia" (foto) alla Galleria Toledo legge la modernit  nell’opera del 1596 che tratta razzismo, emigrazione, emancipazione della donna, felicit . I personaggi fuggono da Venezia, citt  borghese e vanno a Belmonte, luogo magico regno della notte che permette di sognare, illudersi, amare, vivere un’altra realt  con dignit . Vittima del razzismo è Shock, (Giovanni Battaglia) usuraio ebreo, emarginato, umiliato. «Un ebreo, non ha occhi? Non ha mani, membra, corpo, sensi, sentimenti, passioni? Non si nutre dello stesso cibo, scaldato e gelato dalla stessa estate e inverno di un cristiano? ».
Porzia (Alessandra D’Elia), bella e ricca ereditiera, risulta protagonista solo per le sue virtù. la donna di oggi. Esige la parit . A Bassanio (Antonio Marfella) suo sposo, debole e infedele, che ha ceduto a un altro il suo dono, in tono sprezzante «Io diverrò liberale come te, non gli negherò nulla di quello che ho, n il mio corpo n il letto».
Laura ha portato dei tagli per rendere lo spettacolo dinamico e chiuso in un solo atto, lasciando intatte la psicologia dei personaggi. Il pubblico trova gli attori gi  in scena. Essi attendono i loro simili nei pregi e nei difetti. Mancano le cene tra amici. Non appare l’omosessualit  tra Antonio(Stefano Iotti), il mercante e Bassanio e tra Porzia e Nerissa(Chiara Vitiello).
Rosario Squillace crea un impianto scenico ingegnoso. Raddoppia l’area scenica portandola in platea e la ricopre con un velo d’acqua che ricorda la laguna e il mare che unisce popoli di diverse culture e religioni. I protagonisti, gente di mare, si muovono con calosce e gli schizzi danno ritmo alle parole. L’acqua va verso il pubblico unendo attori e spettatori. Si rievoca il teatro del passato in cui il pubblico era assiepato intorno al palco.
Venezia è nell’acqua a Belmonte, c’è un letto in ottone, realt  e sogno sono vicini. Chi vive di affari è nell’acqua, immagine di vitalit , chi sogna giace a letto. Tutti in scena. Nessuno lascia la citt  o abbandona le illusioni. Le luci, progettate dall’artista Cesare Accetta, chiamano in scena gli attori. I costumi dei maschi sono attuali e neri con qualche dettaglio dell’epoca. Le donne, simboli di bellezza e inventiva, vestono abiti vivaci. Battaglia fa suo il personaggio e lo interpreta intensamente. Offre momenti di alta drammaticit . D’Elia, come Porzia nella commedia, domina la scena. Affascina nei vari ruoli in cui l’autore l’ha resa protagonista.
Rappresenta romanticismo, amore, sessualit . Iotti esalta da professionista Antonio, uomo nobile e generoso. Gianluca D’Agostino è Lorenzo che fugge con Jessica(Fabiana Spinosa), figlia di Shok, e da Lancilotto rievoca Arlecchino. Fabiana fugge per amore conoscenza e libert . Michele Danubio è bravo in Graziano, Marocco, Doge. Chiara è perfetta in Nerissa. La geometria scenica è attenta. I maschi si muovono su ortogonali e diagonali portandosi lo sgabello, segno del potere. La diversit  tra gli umani è nella scena in cui Graziano e Shock, su lati opposti, uno medita sulla perdita di 80 ducati dell’amico e l’altro la fuga della figlia.
La commedia ha riferimenti a Plauto, Terenzio, alle Atellane, alla Commedia dell’arte. Il titolo è falsato per rendere omaggio all’Italia e alla sua cultura. Il teatro sorprende. Si va per vedere un mercante e si trova l’antisemita, il vendicatore che è in noi, la donna della porta a fianco. Angiulli ha esaltato la capacit  dell’Artista William di andare oltre alla realt  elisabettiana e di intravedere un mondo completamente diverso da qualsiasi previsione o immaginazione. Repliche fino al 16 novembre alle ore 21, alle 18 domenica.

Galleria Toledo via Concezione a Montecalvario 34- 081.425037- 081.415935

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